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Economia | 02 luglio 2021, 15:48

L’edilizia tra ripartenza e crisi delle materie prime: ad Alba il presidente nazionale Ance Gabriele Buia [FOTO E VIDEO]

Grazie agli incentivi fiscali e ai miliardi in arrivo dal Pnrr il comparto vede la ripresa dopo undici anni di "letargo e sofferenza". Costruttori della Granda in assemblea questa mattina al Pala Alba Capitale

Gabriele Buia, presidente nazionale Ance

Gabriele Buia, presidente nazionale Ance

Le possibilità di un ritorno alla crescita offerte dai miliardi del Pnrr, le difficoltà connesse ai fortissimi rincari che stanno condizionando i mercati mondiali delle materie prime, le opportunità insite nei modelli abitativi e urbanistici che nasceranno dopo l’esperienza della pandemia e grazie alla sempre più sentita attenzione al tema della sostenibilità ambientale.
Sono questi i temi che hanno impegnato gli imprenditori intervenuti all’annuale assemblea dell’Associazione Nazionale Costruttori Edile (Ance) della provincia di Cuneo, appuntamento tenutosi questa mattina, venerdì 2 luglio, all’interno del calendario di incontri di "Alba Capitale della Cultura d’Impresa".

Se in settimana il presidente nazionale della Piccola Industria Carlo Robiglio era stato l’ospite d’onore del consesso tenuto dalle Pmi della Granda, oggi è toccato al presidente nazionale dei costruttori associati a Confindustria, il parmigiano Gabriele Buia, prendere parte al momento pubblico seguito all’assemblea provinciale dei costruttori della Granda.

Ad aprire la tavola rotonda – che ha poi coinvolto anche l’architetto Matteo Robiglio, docente del Dipartimento Architettura e Design del Politecnico di Torino – è stato Gabriele Gazzano, amministratore delegato dalla Ediltel Spa di Nucetto, che nel 2019 è succeduto a Elena Lovera alla guida dei costruttori del Cuneese.    

"Stiamo guardando con ottimismo e coraggio a questo momento di ripresa da una crisi lunga più dieci anni, non solo legata al Covid quindi – ha spiegato Gazzano –. Il quadro delle opere pubbliche oggi è ai minimi livelli, i bandi sono paralizzati da troppa burocrazia. Al bonus fiscale 110% e di riqualificazione sismica mancano una prospettiva strutturale e tempi certi. Pertanto queste sono azioni troppo deboli per credere a una vera fase di discontinuità dal passato. Il sistema di incentivi fiscali, a partire dal bonus 110%, può contribuire a risollevare il mercato dell’edilizia, con risvolti importanti anche per altri settori. Costruzioni e sostenibilità rappresentano un binomio inscindibile, l’efficienza energetica è ormai divenuta il riferimento nel processo progettuale e costruttivo".

Temi ripresi e approfonditi dal presidente nazionale Buia, che prima ha ripercorso da dove arriva questo importante comparto dell’economia nazionale
: "La crisi finanziaria del 2008 ci ha trovato in fortissima difficoltà, con una restrizione del credito del 70% rispetto al 2006: un’enormità. Sono seguiti per noi undici anni di letargo e sofferenza. Purtroppo però non abbiamo imparato la lezione perché oggi esistono ancora derivati per 11 volte il Pil mondiale. La finanza è ancora troppo importante e le nostre economie corrono tuttora rischi che non possiamo permetterci. Ancor più in Italia, dove l’edilizia pesa per il 22% del Pil. Il nostro Paese senza questa filiera non può crescere. E infatti nell’ultimo decennio siamo cresciuti dello zero virgola, ma così ripaghiamo il debito pubblico. Serve un grande piano di investimenti. E servirebbe una politica all’altezza: in quattro anni alle Infrastrutture si sono succeduti quattro ministri, ognuno con una propria idea. Ogni volta si riparte da capo, su temi centrali per l’intero Paese".

Per Buia il mondo delle costruzioni sembra però "vedere finalmente la luce". "Grazie soprattutto agli incentivi si registra un’effervescenza del mercato residenziale, che si sta riprendendo".
Il contraltare è però rappresentato dalla problematica del caro prezzi e delle tensioni che si vanno registrando sui mercati mondiali: "La Cina ha anticipato la ripresa dopo la pandemia, e fatto man bassa delle materie prime, materiali ferrosi, elementi per l’elettronica. Dopo di loro gli Usa. Oggi Cina e Usa hanno bacini e crescita a ritmi importanti, con inflazione sopra rispettivamente al 7% e 4%. Cifre importanti, che fanno capire a quali ritmi questi Paesi stanno marciando, ma che stanno anche creando tantissimi problemi e tensioni. A giugno il tondino di ferro è cresciuto del 200%, il polietilene del 130%, il rame del 60-70%. Ieri ho incontrato il ministro Giovannini e discusso della possibilità di ristori sui contratti in essere per le infrastrutture. Servono clausole revisionali, che permettano la sostenibilità delle imprese, che altrimenti bloccano i cantieri oppure rischiano il fallimento".


Poi la grande sfida del Pnrr. "Su 220 miliardi di euro – ha detto qui il presidente nazionale Ance –, 108 miliardi interagiscono con le costruzioni, dalle grandi infrastrutture alle manutenzioni, sino alle opere appaltate dai Comuni. Parliamo quindi di una grandissima opportunità di crescita, ma bisognerà correre, perché il termine del 2026 previsto per l’ultimazione delle opere è dietro l’angolo. E lo Stato italiano negli anni ha creato una sedimentazione normativa che rappresenta un limite fortissimo. L’Anas impiega in media 5 anni per avere l’autorizzazione a un progetto infrastrutturale, è un tempo biblico. E non è un caso se  siamo il penultimo Paese per utilizzo dei fondi europei. In questo senso registriamo dei passi in avanti, come quelli fatti col Decreto Semplificazioni 2, che ha iniziato a togliere qualche laccio, ma all’Italia servirà uno sforzo titanico".

Infine l’affascinante tema della città del futuro. "Dobbiamo decidere se quello della rigenerazione urbana deve restare un tema di convegni o se possiamo arrivare in concreto a immaginare un approccio al 'saldo zero di consumo di suolo'. Per arrivarci serve però una legge che consenta di operare, perché l’attuale normativa risale al 1968, norme non più congeniali se vogliamo arrivare a un vero recupero dei nostri centri urbani. Parliamo di un processo strategico, la nostra società da allora è completamente cambiata, e ancor di più dopo pandemia, dobbiamo fare quello in altri Paesi non è già più un tabù, serve una nuova legge urbanistica nazionale".

Ezio Massucco

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