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Cuneo e valli | 02 luglio 2021, 10:35

Disturbi alimentari in crescita: nel centro di Cuneo, arriva il dietista

Risso, direttore Dipartimento Salute Mentale: “Figura medica fondamentale. Pazienti a rischio suicidio: per aiutarli serve un'equipe multidisciplinare”. Ma in Piemonte mancano strutture idonee

Disturbi alimentari in crescita: nel centro di Cuneo, arriva il dietista

Si sono concentrate soprattutto sui problemi legati alla alimentazione, le criticità di tipo mentale, esplose durante e dopo l’emergenza sanitaria da Coronavirus. Se i dati parlano di un incremento di oltre il 30 per cento - dei quali la metà riguarda bambini ed adolescenti - la maggior parte ha colpito la sfera della alimentazione.

Come spiega il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Cn1 Francesco Risso, nonché Consulente per la psichiatria del Dirmei (Dipartimento interaziendale malattie ed emergenza infettive) della Regione Piemonte e uno dei tre coordinatori dei direttori dei Dsm (Dipartimento di salute mentale) piemontesi.

“È stato accertato che uno dei massimi incrementi si è avuto nei Disturbi del Comportamento Alimentare, ossia anoressia, bulimia, disturbo d'alimentazione incontrollata”.

Purtroppo però non sempre le strutture ospedaliere sono in grado di affrontare quello che oramai è diventato uno degli effetti collaterali più pesanti - in termini di numeri e costi - del Coronavirus.

“Nella maggior parte nelle Asl piemontesi - ricorda infatti il dottor Risso - non sono stati neppure tracciati i percorsi di presa in carico per tali pazienti che vanno seguiti per questa grave malattia mentale da un'equipe multidisciplinare, ossia dove si ha la disponibilità di psicologo, psichiatra, nutrizionista, dietista, infermiere, tecnici della riabilitazione psichiatrica e oss”.

Nel Cuneese, per esempio, il problema non è sottovalutato, anzi: “A questo proposito - precisa il dottor Risso - ringrazio il Direttore Generale, il dottor Giuseppe Guerra e il Direttore Sanitario dottor Mirco Grillo, per la pronta disponibilità dimostrata  a pochi giorni dal loro insediamento, per l’assunzione di una dietista. Figura medica fondamentale per il nostro Centro DCA dedicato di Cuneo”. 

Le difficoltà però esistono: “Purtroppo una delle criticità piemontesi - precisa il direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Asl Cn1 - è la mancanza di una struttura terapeutica riabilitativa e nutrizionale, dedicata ai casi più gravi e complessi che presentano alti rischi di suicidio e morte improvvisa per le gravi alterazioni metaboliche ed elettrolitiche. Questo comporta il trasferimento dei pazienti fuori regione, con gravi difficoltà per le pazienti e i loro familiari”. 

Una soluzione potrebbe però esserci: “Tale struttura, al massimo di 10 posti letto, per un totale di due in Piemonte - conclude il dottor Risso - dovrebbe essere collocata in prossimità di uno ospedale con un DEA di primo o secondo livello e all'interno di una città per la particolare tipologia di pazienti, per lo piu donne, che sono molto intelligenti, studiose, e che hanno necessità di una forte integrazione, di opportunità e stimoli, che solo in una grande città possono trovare in modo appropriato alle loro esigenze”. 

NaMur

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