/ Attualità

Attualità | 02 luglio 2021, 11:29

“Al lavoro sul problema odori”: Burgo ora punta a un “patto” con Verzuolo

Ieri sera incontro tra l’azienda, consulenti, tecnici e la cittadinanza. Il direttore Marinucci: “Ho buone sensazioni, ora recuperiamo un filo diretto con la popolazione”. Il problema odori, secondo Burgo, è in miglioramento. Si lavora per capire a che fase del processo produttivo può essere associato

L'incontro pubblico di ieri sera di fronte ai cancelli Burgo - FOTOSERVIZIO DI DANIELE CAPONNETTO

L'incontro pubblico di ieri sera di fronte ai cancelli Burgo - FOTOSERVIZIO DI DANIELE CAPONNETTO

La cartiera Burgo vuole “recuperare un “rapporto diretto con la cittadinanza” di Verzuolo.

Primo tassello di questo processo, definito come un vero e proprio “patto” dal direttore di stabilimento, Raffaele Marinucci, è stato l’incontro promosso dall’azienda ieri sera (giovedì), di fronte ai cancelli della cartiera, in via Roma. Un incontro che giunge a qualche giorno di distanza dalla visita allo stabilimento organizzata per la stampa locale.

Davanti al direttore Marinucci, a tecnici e consulenti, a Confindustria, una platea di un centinaio di persone. Alle quali la Burgo ha voluto “spiegare cosa succede all’interno dello stabilimento”, in attesa di poter aprire i cancelli della fabbrica e far entrare i cittadini a toccare con mano la realtà produttiva.

IL PROBLEMA DEGLI ODORI

Vogliamo essere assieme ­per provare a costruire qualcosa” dirà Marinucci, alla ricerca di un filo diretto con la cittadinanza verzuolese. “Vogliamo rassicurarvi di ciò che facciamo qui dentro: nulla di particolarmente strano”.

Sul banco, ovviamente, la questione dei miasmi che si propagano nell’aria della cittadina, da tempo oggetto di segnalazioni e di qualche malumore: “Vi ringraziamo per aver pazientemente sopportato, senza avere la possibilità che vi venisse spiegato nulla. Ma vogliamo essere chiari: non c’è nulla di velenoso o di pericoloso”.

LA RICONVERSIONE, “UNICA STRADA PER SOPRAVVIVERE”

Tutto è riconducibile alla riconversione della linea nona: “La strada che ci ha dato la possibilità di salvaguardia, di avere una prospettiva. – ha aggiunto il direttore –. L’abbiamo perseguita per sopravvivere. Il mondo è cambiato in pochissimi anni, abbiamo scelto per dare sostenibilità anche occupazionale. Per investire in Verzuolo su un prodotto che abbia futuro”.

“ESEMPIO DI ECONOMIA CIRCOLARE”

Si passa dunque alla produzione di cartone da imballaggio, con l’utilizzo di “materia prima seconda”, sfruttando un processo di riciclo. “Un esempio concreto di economia circolare – ha detto Andrea Corniolo, di Confindustria Cuneo – dove il rifiuto diventa una risorsa, e non un problema”.

Uno sviluppo – le parole di Valerio Forti, direttore del Gruppo Burgo che si occupa di ambiente, salute e sicurezza - che parla di ambiente, sociale, per dare un impulso anche economico”.

LA “COMPLICATA GESTIONE DELLE FONTI ODORIGENE”

Un nuovo corso che, però, deve fare i conti con la “complicata gestione delle fonti odorigene”. Una problematica che “ci ha trovato nuovi: ci siamo avvalsi di consulenti, facendo nostro l’impegno a prendere in carico tutte le segnalazioni dei cittadini. Abbiamo intensificato gli approfondimenti tecnici per capire il problema e risolverlo alla radice, partecipando a tavoli tecnici con gli Enti competenti”.

Tra i consulenti che supportano Burgo nella questione legata agli odori c’è Andrea Borsarelli.

È un problema complesso – ha detto – e molto sfaccettato. Coinvolge tanti punti vista, e quindi è necessario un apporto scientifico. La miglior tecnica è un approccio con la riduzione alla fonte.

La riconversione si porta dietro alcuni aspetti che non conosciamo, e che si vedono man mano che si presentano.  Non esistono purtroppo soluzioni semplicistiche”.

“SI PENSA CHE CIÒ CHE PUZZA FA MALE: NON È COSÌ”

Per Borsarelli non bisogna confondere un “odore caratteristico” con una “molestia olfattiva: a volte l’impressione è che ciò che puzza fa male. Non è così”.

Con il nuovo processo produttivo Burgo sostiene di “essersi trovata di fronte un’anomalia transitoria iniziale che ha avuto una serie di concause”.

Con l’inizio del lockdown abbiamo avuto un accumulo di materiale che iniziato a fermentare. – ha spiegato Borsarelli – La fermentazione è un processo naturale, che non costituisce pericolo, nelle concentrazioni rilevate qui.

Ora abbiamo rimosso la causa, risolvendo il problema più grande”.

ODORI LEGATI AD ANOMALIE: “NELL’ORDINARIO L’IMPIANTO NON NE EMETTE”

Rimangono tuttavia “piccoli problemi di contorno”: quelle che l’esperto ha definito “zaffate” che “ogni tanto arrivano dall’impianto”. Che, sempre secondo Borsarelli, sono legate ad alcune anomalie del processo produttivo, perché “l’impianto Burgo, in situazioni di normalità, non emette odori.

E, per fortuna, l’organo Arpa controlla non solo l’interno dello stabilimento, ma anche la ricaduta e l’impatto sulle persone, confermandoci che non esistono problemi per la salute”.

“NON C’È ALCUN PERICOLO LEGIONELLA”

Immancabile, nell’excursus che l’azienda e i tecnici hanno voluto fare, il rimando alla legionella, di cui tanto si è parlato nelle ultime settimane. “Non si sono mai registrati casi di legionella in azienda – ha detto Forti –. Burgo attua uno specifico protocollo, conforme alla legge, per prevenire la proliferazione della legionella negli impianti e nei circuiti di acqua e in particolare aree come le torri evaporative.

Ci sono controlli periodici per la ricerca del batterio, che hanno sempre dato esito negativo. E la riconversione produttiva non ha prodotto rischi aggiuntivi o specifici in materia legionella”.

“LAVORIAMO INSIEME IN MANIERA POSITIVA”

Riconosciamo il problema, ce ne facciamo carico, e non lo rinneghiamo in alcun modo – ha ancora detto Marinucci –. Abbiamo le segnalazioni, vediamo i social e ci accolliamo il problema, preludio, primo passo per risoluzione.

Oggi gli odori ci sono ancora, ma meno del passato. Questo non grazie a riti magici, ma per una serie di attività che si sta facendo”.

Poi, un appello: “Se c’è odore, questo è legato a un’anomalia. Una segnalazione tempestiva aiuta a capire quale parte del processo è coinvolta. Dal problema ne usciamo con l’impegno della Burgo, ma anche con il supporto della cittadinanza: lavorare insieme in maniera positiva.

Gli ultimi investimenti dimostrano come Burgo vuol continuare ad esserci Non come 100 anni fa: sono cambiate molti aspetti, ma non l’impegno ad avere un ruolo e a essere integrati con voi.

In Piemonte ci sono organi di controllo e regole che funzionano. I problemi non si scansano”.

LE REAZIONI DELLA CITTADINANZA

Il dibattito è poi stato aperto al pubblico.

C’è stato chi ha ringraziato Burgo: “I verzuolesi non sono cattivi, e voi siete parte del paese.  Non parlate molto ma lavorate, da parte nostra c’è la disponibilità, non solo critiche”.

C’è stato chi ha chiesto lumi sulla qualità del materiale riciclato che approda in Burgo, chiedendo se non siamo mai stati trovati “prodotti non conformi” all’interno delle balle di materia prima seconda.

Marinucci ha spiegato come, il materiale che approda in cartiera, per metà arrivi da Comieco, Consorzio nazionale recupero e riciclo degli imballaggi a base cellulosica, e per metà da privati. E che siano rispettati, “al mille per mille”, “tutti i requisiti previsti dalla legge: ogni balla ha una tolleranza dell’1,5% per ciò che riguarda la presenza di altri materiali. È tutto tracciato. Chiunque può venire a verificare”.

Qualcuno ha ricordato come per un “patto di alleanza tra Burgo e cittadini” serva “dialogo, trasparenza, sugli odori e sulla viabilità”, chiedendo tempistiche per la risoluzione del problema miasmi.

Stiamo procedendo con un tracciamento – la risposta dell’azienda – con sonde in tutto lo stabilimento, per trovare possibili fonti e per capire in quale fase del processo possono crearsi odori”.

Sempre dalla platea, è poi giunto l’invito a lasciare da parte “la campagna elettorale, che non va giocata qui, su questo aspetto”, chiedendo – a Burgo – “uno sportello diretto per le segnalazioni” (“Lo stiamo valutando”, dirà Marinucci).

L’ARTICOLATA ANALISI DI LIVIO BERARDO

Molto articolata l’analisi fornita dal professor Livio Berardo, amministratore pubblico di lungo corso.

Soltanto l’ultima riconversione, nel corso della storia Burgo, ha cambiato l’uso delle materie prime e il prodotto finale. I problemi sono quindi riferiti a quei tipi di prodotti. Il cartone non emana odore, è un prodotto sano. La carta da recupero proviene per metà dal Consorzio Comieco, e quindi altamente garantita, e per metà da altre provenienze.

È possibile immaginare che i due tipi di carta non siano mescolati? Che in giornate si usi solo carta Comieco e in altre giornate solo l’altra carta, suddivisa in base al fornitore, e verificare se in quei giorni ci sono coincidenze con i problemi odoriferi?

Un processo, secondo il direttore di stabilimento, “complicato”: “Le misurazioni in prossimità delle balle non rilevano componenti odoriferi, sia al coperto che allo scoperto. L’odore può venir fuori dal processo. Non sono le materie prime che puzzano, ma i fenomeni”.

Berardo, che negli anni è stato anche assessore all’Ambiente della Città di Bra, ha poi tirato in ballo il Comune: “Dovrebbe dotarsi di strumenti propri. Potrebbe essere l’occasione per dotare l’Assessorato all’Ambiente di personale idoneo o attivare consulenze”:

ANELLO: “SI SAPEVA SIN DALL’INZIO DI QUESTE CRITICITÀ”

Sul tema è intervenuto anche Alberto Anello, sindaco di Casteldelfino, da tempo presente in “prima linea” nel dibattito pubblico sulle questioni Burgo: “Siete un’azienda seria, ma forse qui c’è stata una gestione approssimativa rispetto al passato, dal momento che siete stati dispensati dalla Valutazione di impatto ambientale. Come si vede, i cittadini hanno evidenziato alcuni problemi.

Voi vi comportate egregiamente per risolverli, ma sin dall’inizio si sapeva che queste criticità sarebbero emerse”.

LA CONSULTA AMBIENTE: “SPERIAMO SIA L’INIZIO DI UN DIALOGO RECIPROCO”

Dopo di lui, Marta Peirano, presidente della Consulta Ambiente di Verzuolo, che si è focalizzata sul problema della viabilità, “inadatta per un traffico così intenso che grava su Verzuolo, diretto non solo alla cartiera”. “Proponiamo l’attivazione di una specifica finestra sul sito del Comune, per questi temi, nella speranza che con Burgo sia l’inizio di un dialogo reciproco”.

IL SINDACO: “ABBIAMO SALVATO L’INTERESSE GENERALE”

Infine, a chiudere il valzer di interventi, è stato il sindaco del paese, Giancarlo Panero.

Da luglio 2020 ad oggi ho convocato cinque tavoli, molto importanti, rispetto ai problemi ambientali legati alla puzza.

Sulla legionella, non sono presenti situazioni preoccupanti: mi è stato mandato da un rappresentante della sicurezza dei lavoratori anche il documento, articolato, che garantiva controlli interni per evitare problemi sulle maestranze.

Ricordo però quando nel 2017, in Regione per il tema della viabilità, l’AD Burgo mi disse che qui ‘Non c’era futuro’: o si chiudeva o si riconvertiva. Il sindaco non è un azionario Burgo e non ha parenti che lavorano al suo interno, ma intervenni per salvare l’interesse generale. Senza la Burgo, senza lavoro, cade l’aspetto economico e sociale di questo paese!

Nicolò Bertola - Daniele Caponnetto

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium