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Attualità | 03 luglio 2021, 21:00

Le opere del monregalese Carlo Emilio Demarchi esposte in municipio a Niella Tanaro

Dopo aver ospitato Pietro Masante, Marco Alimone ed Egidio Longo prosegue la rassegna artistica che apre le porte all'arte, La mostra di Demarchi sarà visitabile gratuitamente fino a fine luglio

Le opere del monregalese Carlo Emilio Demarchi esposte in municipio a Niella Tanaro

Prosegue il viaggio di Niella Tanaro alla scoperta delle opere degli artisti del territorio. 

Questo fine settimana è stata allestita la mostra dedicata al monregalese Carlo Emilio Demarchi che sarà visitabile, in municipio, fino alla fine di luglio. 

Dopo aver ospitato Pietro Masante, Marco Alimone ed Egidio Longo prosegue con successo la rassegna artistica che apre le porte all'arte: un progetto che prevede un ciclo di 12 mostre dedicate ad artisti del territorio per 12 mesi visitabili gratuitamente da tutti.

 

L'ARTISTA

Carlo Emilio Demarchi (conosciuto come “Lio”) è nato a Mondovì nel 1938 e disegna dall’età di dieci anni. Ha dedicato al disegno tecnico gran parte della sua vita e da questa professione ha maturato una serie di insegnamenti che ha poi trasferito nella passione del dipingere. Già da giovane frequentava l’ambiente artistico monregalese conoscendo artisti come Pietro e Davide Siccardi, Gino Zanat, Giacomo Rossetto, Franco Gola. Pittore autodidatta si pone all’interno della grande tradizione acquarellistica di Mondovì, non disdegnando però la tecnica della pittura ad olio ed il disegno a matita ed a china.

Debutta alla fine degli anni ’50 partecipando alla “Mostra dei pittori contemporanei del Monregalese” in compagnia artisti già famosi, da Giorgetto Giugiaro a Tanchi Michelotti, da Berto Ravotti a Romano Reviglio, da Giovanni Somà a Emilio Vacchetti. Da allora ha preferito la frequentazione delle mostre di altri artisti piuttosto che realizzarne di personali ed in queste occasioni ha individuato la sua fonte di ispirazione nell’acquerellista monregalese Egidio Longo.

“Demarchi si muove nell’acquerello in maniera silenziosa – scrive il critico d’arte Edmondo Bongioanni – si immerge nella natura in punta di piedi per non forzarne la realtà. Davanti a scorci nuovi ed altri più storici, respira le emozioni che prova ed infine le rivive sulla carta, prediligendo una interpretazione personale ad una riproduzione più iperrealista. Molta importanza dedica al taglio dell’immagine che non è mai uniforme nel tempo ma che utilizza punti di vista sempre nuovi. Pur dedicandosi prevalentemente al paesaggio, sia naturale, che frequentato dalle opere dell’uomo, si è anche cimentato, seppur episodicamente, nel ritratto, risolto con forza e precisione. Ultimamente i suoi colori si sono fatti più intensi e variegati, il tratto maggiormente deciso. La sperimentazione lo sta ora portando nella direzione della tecnica mista, senza però tralasciare le tecniche e gli strumenti che più ama, di derivazione popolare e di tempi meno recenti”.

AP

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