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Attualità | 07 luglio 2021, 13:50

"Arrivederci Samuele, un giorno ci riabbracceremo come facevamo durante le nostre partite"

Una folla silenziosa si è raccolta a Foresto di Cavallermaggiore per i funerali del bambino di Sommariva del Bosco morto in un tragico incidente

Stamattina a Foresto le esequie di Samuele Racca, morto martedì 29 giugno in un tragico incidente nelle campagne di frazione Maniga

Stamattina a Foresto le esequie di Samuele Racca, morto martedì 29 giugno in un tragico incidente nelle campagne di frazione Maniga

Una folla silenziosa e composta quella che, dopo il partecipato rosario celebrato ieri sera in frazione Maniga, questa mattina ha voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia di Samuele Racca raccogliendosi nella cerimonia tenuta nella piccola frazione di Foresto, a metà strada tra Cavallermaggiore e Sommariva del Bosco.

Oltre duecento le persone che si sono così riunite nel campo da calcio della bocciofila, allestito per le esequie grazie anche all’intervento delle amministrazioni comunali e delle associazioni degli alpini e della protezione civile dei due comuni, che insieme a quello di Carmagnola hanno intanto proclamato il lutto cittadino e voluto presenziare ai funerali con i rispettivi sindaci e numerosi amministratori.

In questo modo familiari, amici, semplici conoscenti hanno circondato col proprio affetto i genitori del bimbo – la mamma Nadia e il papà Fabio – seduti a pochi metri dalla piccola bara bianca insieme ai nonni Tonina, Ezia e Dario, alle bisnonne, al padrino Manuel e alla madrina Lorenza.

Con loro c’erano i compagni di classe della scuola di Carmagnola che Samuele frequentava, insieme a quelli del calcio, della formazione Pulcini nella quale giocava da attaccante, emulando le gesta del suo idolo Cristiano Ronaldo: "Ci riabbracceremo come facevamo durante le nostre partite", è stato il loro innocente e sincero saluto all'amico. Toccante, come colme di dolore sono state le parole della nonna Ezia, commossa nel ricordo dei tanti momenti di quotidianità vissuti con l’adorato nipote, di una normalità che purtroppo non potrà più tornare.

A portare loro una parola di conforto è stato il parroco della frazione. "Quello che voi sentite è quello che sente anche il vostro parroco", ha esordito don Maurilio con la voce strozzata. "Alcune frasi – ha voluto dire nell'aprire la sua omelia – ci tolgono l’imbarazzo del non sapere cosa dire, lasciandoci a volte un’amarezza ancora più profonda. Frasi come 'c’era bisogno di un angelo nel cielo' e 'il Signore lo ha voluto con lui perché aveva bisogno di un’anima pura'. Non è questa la direzione nella quale deve dirigersi la nostra fede", ha detto rivolto ai genitori, rievocando poi la vicenda di Agar, narrata nel libro della Genesi, e del suo vagare nel deserto quando tutto sembrava perduto, fino al momento in cui la donna sembrò dover dire addio al proprio figlioletto. "Dio non strappa nessuno e non è nelle intenzioni di Dio volere la morte (…). Il Signore non ha potuto evitarci questo dolore, non può, ma è lì con la sua onnipotenza per ricostruire quello che sembra perduto. Se da una parte proviamo sconforto e disperazione, non abbiamo allora il diritto di pensare che tutto sia finito. Dobbiamo entrare nel nostro cuore, è lì che troveremo la risposta (…).

Come ad Abramo che stava per perdere il proprio figlio, "anche a noi oggi il Signore non consola, non ci dice che 'non è successo niente'. Ma ci apre gli occhi sul nostro futuro, mentre costruisce un mondo infinito. Samuele sarà il capo chierichetto del cielo? Forse sì, non lo sappiamo, ma certamente è grande il futuro che Dio sta costruendo intorno a lui. E allora non diciamo addio a Samuele, ma solo un grande, grande arrivederci. Perché presto torneremo al suo fianco".

E. M.

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