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Attualità | 07 luglio 2021, 16:10

La gestione del cinghiale non vale per i parchi?

Arriva al nostro giornale una riflessione contributo di Giovanni Damiano, appassionato di ambiente e natura

Giovanni Damiano

Giovanni Damiano

A poche ore dall'appuntamento di Piazza Castello a Torino (giovedì 8 luglio) dove Coldiretti Piemonte protesterà giustamente contro la massiccia presenza della specie cinghiale, vorrei fare alcune riflessioni - scrive  Giovanni Damiano, 49 anni, che vive e lavora nel Saluzzese, dove è impegnato nell'ambito del volontariato sanitario e ambientale ( E’ presidente dell’Associazione Officina delle Idee). Ed è  anche guardia volontaria e ittica per un'Associazione nazionale.

"Il problema è innegabile: soprattutto in aree di pianura e di bassa collina, lungo fiumi e torrenti, come a ridosso dei centri urbani, l’ungulato dilaga. Rilevante l'impatto sulle giovani piante da frutto messe a dimora, su grano, orzo e soprattutto mais; ma anche problemi di convivenza, quando lo si ritrova nell'orto di casa o a mollo in piscina... Sulla viabilità al cinghiale è dovuto circa 1/3 degli incidenti stradali. La Provincia di Cuneo si è dotata di un regolamento per il contenimento tramite gabbie e tutor abilitati, mentre la Regione Piemonte ha recepito la sentenza della Corte Costituzionale che amplia il numero di soggetti coinvolti nella gestione della specie.

Resta da capire cosa faranno i Parchi regionali ed altre zone protette, perché anche qui il cinghiale prolifica e non basta certo il lupo a contenere la specie. I Parchi non dovrebbero beneficiare della extraterritorialità, come la Città del Vaticano, e anche lì gli ungulati selvatici dovrebbero essere gestiti. Sembra che il problema sia “altrove”, nelle ZRC o nelle Oasi; non nei Parchi o altre enclaves, tipo Staffarda, dove evidentemente parlare di certe cose resta un tabù. Colorare in modo diverso una carta geografica, delimitando poi con le tabelle di “Parco”, evidentemente non basta.

C'è qualcuno che può dare una mano con successo e a costo zero, come selecontrollori o tutor abilitati. Speriamo quindi che la manifestazione di Torino induca la classe politica regionale a pretendere dai Parchi strumenti veri di gestione che non siano solo sulla carta, solo fuffa. Sennò quella di giovedì 8 luglio sarà stata una folkloristica quanto inutile gita, con cappellini e fischietti sotto il sole di luglio. Giovanni Damiano 

 

c.s.

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