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Politica | 12 luglio 2021, 07:29

Ddl Zan, le riserve del senatore Pd Mino Taricco

“Sono assolutamente convinto – afferma - della necessità di una norma che colmi le lacune dell’attuale normativa in tema di omotransfobia, misoginia, ecc. ma resto perplesso rispetto ad alcuni specifici articoli che meriterebbero ancora confronto e maggiore approfondimento”

Ddl Zan, le riserve del senatore Pd Mino Taricco

Continuano ad essere febbrili le trattative fra i partiti sul testo di legge contro l’omotransfobia, passato alle cronache come “Ddl Zan” (dal nome del deputato Dem Alessandro Zan che lo ha presentato), che martedì andrà in votazione al Senato.

Finora non è stato trovato un accordo e il testo approderà in aula così come è stato votato alla Camera in un clima di grande incertezza sull’esito finale del voto.

Tra coloro che hanno manifestato riserve, non sullo spirito o sulla sostanza del disegno di legge ma su alcuni specifici articoli, vi è il senatore cuneese Pd Mino Taricco, la cui posizione ha destato l’attenzione dei media nazionali.

Lo abbiamo interpellato per capire qual è il suo parere in merito e come si comporterà martedì in Aula.  

Senatore Taricco, lei ha sollevato riserve rispetto al Ddl Zan che molto sta facendo discutere in questi giorni. Vuole spiegarci il perché?

“Innanzi tutto una premessa. Sono assolutamente convinto della necessità di una norma che vada a colmare le attuali lacune nella prevenzione, contrasto e sanzione di discriminazioni e violenza in tema di omotransfobia, misoginia e abilismo. Le mie riserve, come ho cercato di spiegare, sono relative a tre elementi specifici dell’attuale testo, gli articoli 1, 4 e 7”.

Ci aiuti a meglio capire…

“Il primo articolo, relativo all’introduzione della definizione di identità di genere, peraltro non necessaria alle finalità di questo disegno di legge che nasce per contrastare le discriminazioni della sfera del sesso e di genere, apre una questione antropologica che non è affrontabile in una norma penale e senza lo spazio vero di un confronto”.

Sono state sollevate da varie parti questioni specialmente in riferimento alla libertà d’espressione. È così?

“C’è una delicata questione che riguarda la libertà di espressione, in particolare all’articolo 4 e sulla inopportunità, a mio avviso, di portare le tematiche dell’omofobia, di lesbofobia,  bifobia e  transfobia nelle scuole di ogni ordine e grado, soprattutto nelle suole dell’infanzia e primarie. Sono assolutamente convinto che si possano perseguire compiutamente le finalità della norma, che - ripeto - condivido convintamente, risolvendo in modo puntuale le criticità che ci sono”.

Le perplessità sono solo sue o anche di altri colleghi del gruppo Pd?

“Di perplessità ve ne sono ovviamente, e sono anche state espresse, con toni, accenti e sfumature diverse, perché diverse sono le sensibilità. Voglio anche approfittarne per ringraziare colleghi, gruppo al Senato e Partito Democratico a partire dal segretario Enrico Letta, per il rispetto con cui nelle diverse posizioni è stato possibile vivere questo percorso oggettivamente molto delicato e particolarmente complesso”.

Taricco, come voterà martedì in Senato?

“Dipenderà molto da come, nelle prossime ore, si svilupperanno i percorsi in Commissione ed in Aula sul disegno di legge.

In ogni caso credo che lavorerò fino all’ultimo per migliorarne i punti critici, pur rimanendo convinto, come ho già detto e scritto, della necessità di approvare una norma contro queste inaccettabili discriminazioni”.

GpT

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