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Attualità | 14 luglio 2021, 17:44

A Borgo il mercato torna in centro, diversi ambulanti non ci stanno. Il sindaco: "Vogliamo trovare una soluzione stabile"

Secondo i rappresentanti di categoria i due terzi degli operatori ordinari e la totalità dei produttori avrebbero espresso la preferenza a rimanere nell'area ex Bertello. Beretta: "Il mercato torna nella sua allocazione storica e naturale. Valuteremo in itinere le problematiche evidenziate. Se non ci sarà soluzione torneremo indietro, ma con un regolamento definitivo"

A Borgo il mercato torna in centro, diversi ambulanti non ci stanno. Il sindaco: "Vogliamo trovare una soluzione stabile"

Da domani, giovedì 15 luglio, il mercato di Borgo San Dalmazzo torna nelle vie del centro. Così come era prima del Covid.

Nella primavera del 2020, successivamente al primo lockdown, i banchi del mercato borgarino erano stati trasferiti “provvisoriamente” nell’area dell’ex Bertello. Un “provvisoriamente” che si è protratto per oltre un anno e che ora vede, su ordinanza del sindaco Gianpaolo Beretta, un ritorno alle origini. La scelta, però, non è condivisa da diversi commercianti che operano il giovedì mattina nel comune di Borgo.

Un dissenso espresso attraverso una missiva redatta da Ivo Boglione e Chiara Voghera (Anva Confesercenti), Roberta Baudino e Andrea Pasquale (Fiva Confcommercio) e da Fabio Ribero e Andrea Tarditi (portavoce degli alimentari). E inviata in data 9 luglio al sindaco e all’assessore al commercio Anna Bodino.

Nel merito i rappresentanti degli ambulanti contestano la scelta di ritornare ad allestire i banchi nelle vie del centro vista la presenza di molti ponteggi legati agli interventi eco-bonus 110%.

Che comporterebbe, si legge nella nota: “Lo spostamento degli operatori interessati, in zone che non riusciamo a determinare, in quanto la zona mercatale del centro non ha aree ulteriormente usufruibili senza arrecare un danno non indifferente ai suddetti operatori.”

Inoltre l’”ingombro dei dehor” dei locali che hanno ampliato lo spazio a loro disposizione per rientrare nei protocolli Covid.

Questo, sostengono, “implica che debbano essere smontati e montati nel giorno di mercato, creando inconvenienti a noi operatori ed una riduzione di introiti dovuta alla minore capacità ricettiva delle suddette attività.”

Altro tema toccato nella lettera è la “sicurezza generale dell’area mercatale” che “va risolta prima del ritorno nelle vie del centro”.

“L’Amministrazione
– continua la lettera - ha a sua disposizione tutte le metrature delle concessioni in atto e le planimetrie con le quali mettere in relazione lo spazio effettivamente occupato dai posteggi, con le misure dei passaggi necessari per garantire la sicurezza dell’area. E prosegue  “continui spostamenti e modifiche sono cagionevoli alle attività in questione, dando anche un’idea di indeterminatezza e spaesamento della clientela che si ripercuoterebbe direttamente sui risultati economici del mercato nella sua interezza. Comunque, teniamo a precisare che nel breve lasso di tempo nel quale si svolge il mercato l’obiettivo della nostra attività è di svolgere il commercio al dettaglio.”

Come ultimo aspetto lo scenario ancora incerto sull’andamento epidemiologico.

“Visti i precedenti della scorsa estate di decisioni prese in ottica di ‘fine pandemia’ che poi non si è rivelata tale.”

Secondo quanto spiegato dai rappresentanti della categoria i due terzi degli operatori ordinari e la totalità dei produttori avrebbero espresso la preferenza a rimanere nella zona dell’ex Bertello.

“Abbiamo avuto diversi incontri con le parti sulla questione – spiega a Targatocn il primo cittadino di Borgo San Dalmazzo Gianpaolo Beretta – Il mercato torna nella sua allocazione storica e naturale. Valuteremo in itinere le problematiche evidenziate dagli operatori dal commercio con cui la discussione si è svolta nella massima serenità. Dai cantieri, ai dehor, al discorso sicurezza, al discorso sanitario. Vogliamo migliorare e trovare un soluzione stabile. Se così non potrà essere torneremo nell’area evidenziata per il periodo di emergenza. Con un regolamento, però, non più provvisorio, ma definitivo.”

Daniele Caponnetto

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