Attualità - 14 luglio 2021, 19:48

Il Roero alla conta dei danni: fenomeno dalla portata eccezionale, colpiti i vigneti di cinque comuni

Francesco Monchiero, presidente del consorzio che raccoglie 200 produttori della Sinistra Tanaro: "Interessata un’area particolarmente estesa. Ricadute anche molte diverse a seconda della zona"

Grappoli distrutti dalla grandine in un vigneto dell'azienda agricola "Margherita" di Castagnito

Grappoli distrutti dalla grandine in un vigneto dell'azienda agricola "Margherita" di Castagnito

Bisogna andare indietro al luglio 1998, per ricordare una grandinata che si fosse abbattuta su queste colline con una simile violenza e una portata così ampia.

A rievocare un precedente vecchio di quasi un quarto di secolo è Francesco Monchiero, produttore canalese nonché presidente del Consorzio per la Tutela del Roero, realtà che dal 2014 dà rappresentanza oltre 200 cantine della Sinistra Tanaro, produttrici della Dogc Roero su una superficie complessiva di mille ettari, dalla quale ricavano circa 6 milioni di bottiglie, per il 60% destinate all’esportazione.

"Quello a cui abbiamo assistito ieri – ci spiega dopo aver trascorso una giornata a confrontarsi con associati e colleghi sui danni della grandinata di ieri sera, martedì 13 luglio – è stato un fenomeno di una violenza eccezionale. E che diversamente dal solito ha interessato una superficie molto ampia, colpendo il 60-70% del territorio di Canale, parte di quello di Vezza d’Alba e praticamente l’intera superficie vitata dei comuni di Castellinaldo, Castagnito e Priocca".

Un’area molto ampia quindi, anche se i danni che produttori e tecnici hanno iniziato a quantificare nei sopralluoghi ai vigneti in corso da questa mattina risultano comunque differenziati da zona a zona.
"Fortunatamente la situazione non è uguale dappertutto – conferma –. In alcune zone ci si limita a un 10-15% della futura produzione, mentre vi sono delle micro-aree che, anche a distanza di poche centinaia di metri dalle prime, sono state pesantemente falcidiate".   

Tenuto conto di questo, la situazione risulta certamente difficile, ma almeno in parte recuperabile. "In casi simili – prosegue Monchiero – la valutazione a caldo è sempre particolarmente critica. Col prosieguo della stagione è però possibile che, almeno per una parte del territorio colpito, il danno quantitativo possa essere limitato, mentre quello qualitativo potrebbe essere addirittura nullo. Nei vigneti dove normalmente si dirada è infatti possibile ipotizzare una piccola perdita di quantità, a fronte di una qualità che, se il tempo ci assiste, potrà essere preservata".

Una valutazione che, ribadisce il presidente, va valutata a seconda della zona colpita. La conferma nelle parole di Giorgio Allerino, che a Castagnito è contitolare insieme ai familiari della storica azienda agricola "Margherita": "Possediamo vigneti in diverse zone del paese. Tra queste un appezzamento nella zona di San Dalmazzo, al confine con Castellinaldo, non lontano da località Granera. Qui le viti non hanno più foglie e la produzione è andata completamente persa, purtroppo. Su altri versanti, ad esempio quelli che guardano a Guarene, è andata meglio, con alcuni vigneti che quasi non registrano danni e altri dove si può ipotizzare una perdita della produzione limitata".

Ezio Massucco

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