/ Attualità

Attualità | 16 luglio 2021, 08:31

Bra scalda i motori per "Cheese" 2021. Carlin Petrini detta la linea, con una stoccata per Alba

Nei richiami del fondatore di Slow Food le urgenze del post pandemia, tra clima che cambia e un mondo che non sarà più come prima. "Dobbiamo cogliere queste sfide. Se poi siamo tutti uniti, meglio"

Carlin Petrini, 72 anni, fondatore e presidente onorario di Slow Food

Carlin Petrini, 72 anni, fondatore e presidente onorario di Slow Food

C’è un primato da non perdere. Quello dell’internazionalità, di una manifestazione che in poco meno di un quarto di secolo "ha lanciato segnali che hanno lasciato dei sedimenti in ogni parte del mondo". E ci sono nuove sfide da cogliere, in un mondo che dopo la pandemia è chiamato a rivedere i suoi paradigmi davanti a urgenze quali il cambiamento climatico e un’economia che non può più guardare solamente "all’unicità del profitto".

Su questi temi Carlin Petrini ha invitato a riflettere il pubblico che nella serata di ieri ha preso parte alla presentazione della quattro giorni di eventi in via di organizzazione sotto il cappello di Cheese 2021, che si prepara a tornare ai piedi della Zizzola dal 17 al 20 settembre per quella che il fondatore e presidente onorario di Slow Food ha preannunciato come "l’edizione più difficile della sua storia".

"CONSIDERA GLI ANIMALI"

Prima di lui, dal palco che ai Giardini della Rocca sta ospitando le manifestazioni dell’estate braidese, avevano parlato l’assessore regionale all’Agricoltura Marco Protopapa, che ha salutato con favore quel "Considera gli animali" che rappresenta il tema scelto come filo conduttore di questa tredicesima edizione, sottolineando l’attenzione della Giunta Cirio per temi quali la salvaguardia ambientale da una parte, ma anche l’etichettatura e la tracciabilità di produzioni agroalimentari che "vanno difese dalla concorrenza dei costi".

L’ACCOGLIENZA NEL DNA

Se il sindaco Gianni Fogliato ha quindi assicurato il proprio massimo sostegno all’evento cui la città deve la sua fama nel mondo ("Bra ha l’accoglienza nel suo Dna, ce la metteremo tutta per fare di questa edizione la migliore di sempre", ha promesso), il presidente del Consiglio comunale Fabio Bailo ha richiamato la storia di una tradizione casearia che in questo angolo di Piemonte affonda le radici vecchie di secoli, a quando "i nostri affinatori iniziarono a commerciare il Bra Duro attraverso il Mediterraneo e oltre, in una dimensione che allora come oggi coniugava il locale e il globale".

BATTAGLIE VINTE

"Insieme alla Fiera del Tartufo Bianco d’Alba, Cheese è oramai l’evento più importante per il movimento turistico del nostro territorio, una manifestazione che attira turisti e presenze non solo dall’Italia e dall’Europa, ma dal mondo intero", ha sottolineato il presidente dell’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero Luigi Barbero, mentre la neoeletta presidente nazionale di Slow Food Barbara Nattini ha ricordato le battaglie culturali che qui sono state combattute e vinte, da quella per i formaggi a latte crudo nel 1997 a quella, nel 2015, per fermare le modifiche di legge che avrebbero consentito la produzione di formaggi a partire dal latte in polvere, sino al 2019 e alla lotta sui fermenti industriali.  
"Da un anno e mezzo – ha proseguito passando al tema dell’edizione 2021 – stiamo combattendo contro una pandemia mondiale che non può essere ignorata. Molti studi evidenziano le sue strette connessioni col modo con cui produciamo il cibo. Ecco che allora non potevamo che utilizzare Cheese per fare una riflessione approfondita sul nostro rapporto con gli animali, quelli domestici, quelli selvatici e anche quelli invisibili".  

FORMAGGI E NON SOLO

Alessandra Turco, che dell’associazione della chiocciola è responsabile eventi, ha poi quindi anticipato quelle che saranno le attrazioni inserite nel programma di una rassegna (ne davamo conto qui) che riporterà in città "produttori e affinatori italiani e internazionali, provenienti da Belgio, Francia, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera", coi formaggi assoluti protagonisti, al fianco di mieli, confetture, mostarde e di una selezione di Presìdi Slow Food di salumi senza nitriti e nitrati.

LA PIU’ GRANDE DEL MONDO

Dopodiché è toccato al fondatore Petrini chiudere la serie degli interventi dettando la linea di quello che Cheese dovrà essere al di là della sua dimensione fieristica. "Ricordiamoci sempre – ha spiegato – che questa è la più grande manifestazione lattiero-casearia del mondo, non ve ne sono di uguali. Da qui è partita la rigenerazione di tutta la produzione lattiero-casearia della Gran Bretagna, come l’idea che i Paesi africani potessero diventare, come sono diventati, produttori di formaggio. Da qui è partita la più grande realtà casearia del mondo, quella degli Usa, dove oggi si realizza una moltitudine di formaggi che prima non esistevano, perché la disciplina che vigeva in quel Paese, imponendo di pastorizzare tutto il latte, non riusciva a esprimere la ricchezza della diversità".

UN MOMENTO EPOCALE

"Due anni fa – ha proseguito passando all'attualità programmatica di questo grande evento – aprivamo Cheese con le straordinarie testimonianze portate dei giovani del Fridays for Future. Da allora è successo quello che sappiamo, è arrivata la pandemia e la comunità mondiale si è chiusa in sé stessa. Ora va preso atto che sul fronte ambientale passi in avanti non ce ne sono stati, mentre la situazione diventa giorno per giorno più drammatica. E’ di ieri quello che è successo nell’ovest Germania, una catastrofe di proporzioni inimmaginabili. Noi siamo davanti a questo momento storico, noi dobbiamo riprendere queste tematiche e farle diventare vitalità, elemento distintivo".

UNA NUOVA ECONOMIA

"Una manifestazione come questa – ha poi spiegato – oggi ha l’obbligo morale di proporre un modo d’essere che sia rispettoso di valori che non troviamo nei bilanci, ma che in questo momento sono la parte più importante dell’economia. Non l’unicità del profitto, ma che garantendo il profitto ci sia il rispetto di beni comuni come la salute, l’ambiente e il lavoro. Se usciamo dalla crisi pandemica senza aver chiaro che questi saranno elementi della nuova economia noi non faremo alcun passo in avanti. Tra pochi anni i giovani di Friday for Future saranno i nostri turisti, saranno i nostri referenti. E se noi oggi non parliamo un linguaggio rivolto a loro noi perdiamo il senso della prospettiva del futuro".

ALBA DOV’E’?

In coda una stoccata ai cugini albesi, assenti ingiustificati alla presentazione. "Farò avere al sindaco al sindaco di Alba l’amarezza perché lui non è qui. Perché questi sono i momenti nei quali si vede il territorio, e mettere insieme le forze vuol dire affrontare un futuro che non è fatto solo di quella tua fiera cittadina. Io ho speranza che la Fiera del Tartufo riprenda, con tutto quello che significa per il territorio. E altrettanto dovrebbe essere per quello che significa Cheese per Bra. Non si può parlare di beni relazionali, della loro importanza, e poi ognuno se ne sta a casa sua. E senza quelli non andiamo da nessuna parte, nel post pandemia. Dobbiamo cogliere queste sfide. Se poi siamo tutti uniti, meglio. Se invece qualcuno vuole separarsi, «gniun prublema»". 

Ezio Massucco

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium