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Attualità | 16 luglio 2021, 10:30

In Granda aumentano le auto elettriche. Il problema è dove ricaricarle

Le centraline pubbliche iniziano a sbucare in città, ma gli automobilisti green puntano ad avere una più comoda colonnina privata. Come si può fare e quali i problemi in un condominio?

In Granda aumentano le auto elettriche. Il problema è dove ricaricarle

In Granda iniziano a far capolino le auto elettriche che, non c’è dubbio, sono il mezzo di trasporto del futuro. A rimarcare l’aumento di questo tipo di vettura - ma anche di motociclette, pur se in numero minore -, sono le istallazioni per le ricariche che ormai si vedono anche nelle nostre città.

Il passo successivo dovrà essere quello di poter avere una centralina di ricarica anche a casa o magari nel condominio in cui si vive, dove però è necessario rispettare qualche regola in più, dettate dalla convivenza con altre persone. Quindi chi l’auto elettrica ce l’ha già, cosa deve fare se vuole ricaricarla comodamente nel suo garage condominiale?

“Innanzi tutto è necessario contattare il proprio amministratore - spiega Fabrizio Dalmasso, amministratore condominiale -. Per agevolare i condomini io ho già spedito loro un vademecum su come è possibile e doveroso, procedere. Infatti è necessario verificare quale tipologia di auto si vuole caricare per trovare la soluzione migliore, sia per il rimborso dell'elettricità al condominio, sia tecnicamente. È consigliabile, quindi, informarsi preventivamente delle effettive potenze elettriche necessarie per queste vetture, prima dell’acquisto”.

Il rischio è che una vettura elettrica non può essere totalmente ricaricata in condominio, in quanto si può solo sfruttare la potenza di contatori e impianti nati con esigenze diverse.

“Sarà necessario rivoluzionare gli impianti elettrici - precisa l’amministratore Dalmasso - anche in base alle norme antincendio, in quanto serviranno potenze ben maggiori per alimentare più vetture. Quindi al momento il prelievo di corrente è minimo e molto blando per chi deve usare una vettura”.

Si può però rispondere all’esigenza con delle soluzioni temporanee.

 “È possibile collegare il garage, con apposito sgancio come da normativa, al contatore dell'alloggio. Questo non comporta alcun problema per il condominio ma è facile immaginare che nelle canaline comuni sia possibile far transitare poche unità - spiega l’amministratore cuneese -. In caso di ibride o di ricarica saltuaria, è invece possibile usare energia condominiale con la posa di sottocontatore per rimborsare il condominio”.

Soluzioni però non soddisfacenti: “La potenza erogabile è nettamente inferiore a quella necessaria per una ricarica in tempi rapidi. Il contatore condominiale ha una potenza "tarata" per le sole necessità di uso delle rimesse pertanto il caricatore della macchina andrà a sfruttare solo la potenza residua disponibile allungando i tempi di ricarica anche a giorni”.

La soluzione definitiva è comprare una centralina di ricarica privata con potenze molto elevate da installare nel proprio box. Opera non facile da realizzare per i requisiti e la documentazione richieste.

“L’installazione di centraline di ricarica, che sono carissime, - ricorda Fabrizio Dalmasso - è inserito nel bonus 110% ma come intervento trainato, quindi per palazzi di recente costruzione non è di fatto applicabile. Purtroppo sembra che in Italia stiano arrivano prima le vetture elettriche e poi le soluzioni. Aspettiamo i prossimi mesi, sono fiducioso per nuove soluzioni”.

NaMur

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