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Curiosità | 20 luglio 2021, 13:37

Sembra il tennis, ma non lo è: anche a Bra tutti pazzi per il “padel”

Un campo di 20 metri per 10, quattro pareti di vetro, una racchetta senza corde, un buon compagno e il gioco è fatto

Sembra il tennis, ma non lo è: anche a Bra tutti pazzi per il “padel”

Novak Djokovic, fatti da parte. Tra gli sport outdoor da praticare per l’estate 2021, sia a scopo ludico che per rimettersi in forma dopo le varie quarantene, c’è sicuramente il “padel”. A metà tra il tennis e lo squash, ma più dinamico, entusiasmante e soprattutto più facile.

Un campo di 20 metri per 10, quattro pareti di vetro, una racchetta senza corde, un buon compagno e il gioco è fatto. Così la pensò nel 1969 il suo inventore, il messicano Enrique Corcuera che, volendo costruire un campo da tennis in casa e avendo delle pareti proprio a ridosso dello spazio disponibile per tracciare il campo, concepì l’idea di considerare i muri come parte integrante del campo di gioco stesso. Fu sempre Corcuera a regolamentare il nuovo gioco e a battezzarlo “padel”.

Una chicca da Wikipedia per fare gli splendidi tra uno scambio e l’altro. Che lo chiamiate paddle (come l’antica pagaia dei marinai britannici che, per primi, nell’Ottocento s’inventarono un passatempo a colpi di pallina e remi) o padel, (denominazione riconosciuta anche dal CONI, che dal 2004 lo annovera tra le sue discipline) è lo sport del momento anche a Bra.

La “padelmania” si deve al lockdown, perché questo sport non prevede il contatto tra i giocatori: puoi fare il tuo gioco salutando il partner da lontano, doccetta a casa e via. Nessun rischio. Circoli e campi si stanno moltiplicando dappertutto. Le regole? Sono semplici e facili da imparare. Ci vuole pratica, conoscenza ed esercizio. E poi è uno sport sociale, dato che si gioca sempre in 4 e con tutte le combinazioni possibili e immaginabili: coppia mista uomo+donna, ma anche uomo+uomo o donna+donna. E 4 donne o 4 uomini… insomma ci si può sbizzarrire in base alle proprie preferenze.
Ma… c’è un ma. Prima di mettersi alla prova con il padel, l’attenzione va rivolta alla preparazione fisica per non farsi male.

E ora che la lezione è finita e insieme a lei il racconto, è tempo che la teoria lasci il posto alla pratica: volo a cercare 3 volontari disposti a fare “padellate”.

Silvia Gullino

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