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Attualità | 22 luglio 2021, 12:25

Asti-Cuneo, in un documento le richieste dei sindaci al concessionario

Gratuità di tangenziale e accesso all'ospedale, insieme alle opere di compensazione, in testa alle sollecitazioni che i Comuni di Alba, Bra, Cherasco, Roddi, Verduno e La Morra hanno fatto pervenire a Regione e concessionaria

Un'immagine del febbraio scorso. Il governatore Cirio e il sindaco Bo sul cantiere aperto ai piedi di Roddi e Verduno

Un'immagine del febbraio scorso. Il governatore Cirio e il sindaco Bo sul cantiere aperto ai piedi di Roddi e Verduno

Sono racchiuse in un documento di oltre 10 pagine le richieste che i Comuni coinvolti nel tavolo di monitoraggio sul completamento dell’autostrada Asti-Cuneo hanno consegnato nei giorni scorsi alla Direzione Lavori Pubblici dell’Assessorato ai Trasporti della Regione, chiamata a farsi interprete delle istanze del territorio albese e braidese su punti che vanno dalla richiesta che il transito lungo la tangenziale albese rimanga gratuito – così come l’accesso al nuovo ospedale – al capitolo delle opere di compensazione, promesse dal concessionario con l’accordo del 2012 e poi dimenticate dalle successive revisioni del piano economico dell’opera, ultima quella licenziata dall’ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti Paola Demicheli nella scorsa primavera.

Due punti che – sommati ai timori per l’impatto che i viadotti del nuovo tracciato fuori terra potranno avere nel tratto compreso tra il moncone di Cherasco e il confine tra Roddi e Verduno (sul punto ha intanto acceso un faro il Ministero della Cultura, sollecitato da Italia Nostra Piemonte e Odp Langhe Roero LEGGI QUI) – preoccupano i firmatari del documento ora sottoscritto dai primi cittadini di Alba, Bra, Cherasco, Roddi, Verduno e La Morra.

"Rischiamo di trovarci con corso Asti congestionato dal traffico", ha rimarcato l’assessore ai Lavori pubblici Massimo Reggio ai componenti della I Commissione consiliare albese, riunita nei giorni scorsi per un aggiornamento su quanto gli stessi Comuni hanno discusso con Regione e vertici dell’Asti Cuneo Spa nella terza riunione del tavolo di torinese, tenuto a inizio mese.

E confermando in questo modo i timori manifestati dall’opposizione cittadina circa un accomodamento – quello siglato tra società Asti-Cuneo e Ministero – passato di fatto sopra la testa del territorio, deludendone non poco le attese.
Da una parte perché ha tracciato una riga sugli oltre 100 milioni di euro promessi per il finanziamento di infrastrutture come il terzo ponte e la tangenziale est, per rimanere sul territorio della capitale delle Langhe.

Dall’altra perché, secondo gli attuali intendimenti del concessionario e in mancanza di adeguati correttivi, la strada segnata è quella di un esproprio di fatto della superstrada che da quarant’anni serve non soltanto Alba, ma tutto un territorio che domani, per mezzo di un sistema di esazione strutturato su sei punti di rilevazione automatica, si troverà a dover pagare per un transito finora gratuito. Con riflessi sulla viabilità locale che – è facile prevedere – non interesserebbero solamente il già congestionato corso albese, ma tutta l’asta della Statale 231, da Govone a Bra.  

Nel documento, oltre all’elenco delle opere di adduzione, si chiede allora che il nuovo tracciato tenga in debito conto la presenza ravvicinata di ben due siti Unesco (Paesaggi vitivinicoli e Pollenzo) e del nuovo ospedale. Che chi debba accedere a quest’ultimo possa fruire gratuitamente dell’autostrada, nel tratto dal casello di Castagnito-Alba e da quello di Cherasco-Bra. Che non appena possibile vengano resi disponibili elaborati e rendering dell’opera. Che il tavolo – che tornerà a riunirsi a settembre – venga allargato permanentemente ai referenti degli stessi siti Unesco e agli altri sindaci di Langhe e Roero interessati a qualche titolo dal passaggio dell'A33.
    
Se ne riparlerà a settembre, ad ogni modo. Nel frattempo, con l’approvazione del progetto esecutivo e la consegna del cantiere (lo scorso 29 giugno) alla società incaricata dei lavori è scattato il formale conteggio dei 30 mesi indicati dal concessionario per l’ultimazione del tronco B del lotto 2.6, quello che va dalla tangenziale albese ai piedi del nuovo ospedale. Termine che quindi scadrà il 29 dicembre 2023.

Ezio Massucco

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