Sanità - 23 luglio 2021, 16:48

All’ospedale di Savigliano è arrivata l’innovativa piattaforma “Rubina”

Del valore di 100 mila euro sarà impiegata per supportare il lavoro di Urologia e Ginecologia, ma potenzialmente sarà estensibile a tutte le specialità chirurgiche. La donazione da parte dell’associazione Amici del SS Annunziata

All’ospedale di Savigliano è arrivata l’innovativa piattaforma “Rubina”

Si chiama “Rubina”, l’innovativa piattaforma del valore di 100 mila euro, donata dall’associazione Amici dell’ospedale SS Annunziata di Savigliano alla struttura sanitaria. 

Una colonna dotata di computer e di sonda che supporterà il lavoro dei chirurghi dei reparti di Urologia e Ginecologia con l’utilizzo del verde indocianina. L’acquisto del macchinario era atteso da anni. “E’ una giornata importante - ha sottolineato Giuseppe Guerra - Speriamo che ora si aumenti l’attività chirurgica che con questa strumentazione sarà sicuramente avvantaggiata. E’ un segnale importante questa donazione, perché vuole dire che l’attenzione c’è”. 

“Ringraziamo la popolazione di Savigliano - ha aggiunto Francesco Villois dell’associazione Amici dell’ospedale SS Annunziata -  Queste donazioni avvengono grazie alla loro generosità. La sanità è un servizio primario, ci deve essere supporto per la sanità locale e di territorio insieme agli ospedali che continuano ad occuparsi delle acuzie”: 

“I medici di base vanno sempre informati sulle tecnologie che abbiamo in ospedale - ha concluso il dottor Coppola, direttore di Urologia - La gente deve sapere cosa facciamo perché in tanti non lo sanno. La donazione di oggi è un grande valore aggiunto per la chirurgia, migliora l’efficienza della manualità, ma ci vuole la capacità dell’uomo per condurla”. 

All'ospedale di Savigliano nel solo 2019 sono state 190 le donne operate al seno. "Questo strumento - aggiunge Alessio Garetto, direttore della Struttura di Ginecologia e Ostetricia - ci consentirà di essere autonomi come ospedale”.

La nuova apparecchiatura basata su tecnologia Karl Storz sarà infatti utilizzata dalle strutture di Urologia e Ginecologia, ma potenzialmente sarà estensibile a tutte le specialità chirurgiche e permetterà di individuare prima i linfonodi sospetti attraverso un’esaltazione luminescente, facendo così risparmiare tempo prezioso e anche costi. 

chiara gallo

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