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Attualità | 27 luglio 2021, 19:28

Strada dei Cannoni: ripartire con la dismissione ai Comuni e sinergie per valorizzarla

Riceviamo e pubblichiamo una lettera in merito alla chiusura ai mezzi a motore della strada intervalliva tra le valli Maira e Varaita. Serve fare sistema e lavorare per una migliore gestione dei flussi per valorizzare la storica e suggestiva strada del Demanio La strada è stata chiusa a metà luglio dal Comando delle Truppe alpine

Strada dei Cannoni: ripartire con la dismissione ai Comuni e sinergie per valorizzarla

Riceviamo e pubblichiamo una lettera firmata in merito all’ ordinanza di metà luglio scorso,  inviata dal Comando delle Truppe Alpine a dieci Comuni interessati che vieta il traffico motorizzato dal Colle del Birrone al Colle di Sampeyre della cosiddetta "Strada dei Cannoni" la strada militare  che tocca i territori di Busca-Valmala, Villar San Costanzo, Melle, Roccabruna, Cartignano, San Damiano, Sampeyre, Macra, Stroppo, Elva.

 Il provvedimento  è stato adottato   per “tutelare i numerosi frequentatori” della strada intervalliva, tra le valli Maira e Varaita,  perché in seguito al sopralluogo avvenuto nelle scorse settimane da parte del Demanio militare, che sta predisponendo gli atti per la dismissione della strada, si sono riscontrati rischi per la pubblica incolumità, ritendendo la carreggiata troppo stretta e con pochi slarghi adatti alle manovre.

Gentile Direttore,

la chiusura della Strada denominata “dei Cannoni” da parte del Demanio militare che ne è proprietario è sicuramente una brutta notizia per chi frequenta le nostre montagne.

Questa antica via militare voluta da Carlo Emanuele III, unisce le Valli Varaita e Maira partendo da Busca- Valmala sino a Elva, toccando i territori di Roccabruna, Villar San Costanzo, Cartignano, Macra, Melle, San Damiano Macra, Stroppo e Sampeyre.

 Percorsa ogni anno da moltissimi turisti in auto, in bici, in moto o semplicemente a piedi, permette di salire dai 600 metri della Colletta di Rossana sino ai 2.285 del Colle della Bicocca, passando per Roccerè, la Ciabra, il colle di Melle, Chesta, il Birrone, il colle di Sampeyre.

Sono luoghi suggestivi, che regalano meravigliosi scorci sulle due Valli, oltre a racchiudere frammenti di storia che vanno dall’età del bronzo, alla cultura occitana e sabauda, alla Guerra partigiana. In un momento in cui si parla tanto di valorizzare questi percorsi (vedi la Via del Sale) in un’ottica di territorio vasto e di turismo sostenibile, questo stop fa davvero male.

 Ora serve ripartire, con la dismissione del sedime della Strada dei Cannoni ai Comuni interessati e una gestione sostenibile dei flussi.

Certo gli enti locali non vanno lasciati soli a sé stessi, ma sostenuti proprio nell’ottica di un “fare sistema” che non sia solo affermazione retorica, nella speranza che Provincia e Regione Piemonte abbiano gli stessi riguardi verso queste realtà, evitando di creare “figli e figliastri”.

Giovanni Damiano     

vb

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