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Attualità | 30 luglio 2021, 12:23

Lagnasco: cittadinanza onoraria al Milite Ignoto nel centenario della traslazione

Approvato all'unanimità dal Consiglio comunale

Lagnasco: cittadinanza onoraria al Milite Ignoto nel centenario della traslazione

Il Consiglio Comunale, nel corso della sua ultima riunione, ha approvato con votazione unanime il conferimento della Cittadinanza Onoraria al Milite Ignoto, nell’approssimarsi del centenario della traslazione all’Altare della Patria, che ricorre il 4 novembre 2021. 

Il Comune di Lagnasco aderisce così alla richiesta giunta dall’A.N.C.I. - l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani - su proposta del Gruppo delle Medaglie d’Oro al valor Militare d’Italia, ed inviata a tutti i Comuni d’Italia, con l’obiettivo di realizzare, in ogni luogo d’Italia, il riconoscimento della "paternità" del Soldato che per cent’anni è stato volutamente ignoto e che diventerà così Cittadino d’Italia, rientrando nella simbologia che appartiene alla nostra identità nazionale.

Alla fine della "grande guerra" molti dei corpi che furono traslati nei cimiteri militari rimasero senza nome, 60 mila sono infatti, i militi 'ignoti’ che riposano nel sacrario militare di Redipuglia. A guerra finita, ogni nazione volle onorare simbolicamente la memoria dei propri caduti ignoti attraverso un monumento eretto a ricordo del sacrificio di tali uomini "scomparsi" e che pur fecero la Storia dell’Europa del XX secolo. In Italia, fu il Colonnello Dohuet a suggerire, nell’agosto del 1920, la sepoltura di un milite senza nome al Pantheon, l’edificio dedicato alla sepoltura dei reali d’Italia quasi a volerne dimostrare il pari prestigio e la pari nobiltà. La proposta fu accettata l’anno seguente, ma al posto del Pantheon per la sepoltura fu indicato l’Altare della Patria.

Nell’ottobre del 1921 vennero scelte delle salme di soldati senza nome, provenienti da cimiteri di guerra o dai luoghi di battaglia dove i combattimenti erano stati più cruenti: Rovereto, le Dolomiti, Asiago, il Monte Grappa, il Montello, il Cadore, il basso Piave, il Basso Isonzo, Gorizia, il Monte S. Michele e il Carso. Le bare, tutte identiche e perció non distinguibili, furono trasferite prima a Udine e poi nella Basilica di Aquileia. Qui il 28 ottobre durante una cerimonia venne scelto un feretro che sarebbe stato traslato fino a Roma, all’altare della Patria. La bara prescelta, caricata su un carro  ferroviario aperto, affinché la gente potesse renderle onore durante il suo viaggio verso Roma, fu scortata da reduci decorati con medaglia d’oro. Il viaggio del feretro verso Roma duró dal 29 ottobre al 2 novembre attraversando molte città, che ebbero l’onore di omaggiare il milite ignoto. Arrivato a Roma, fu condotto alla chiesa di S. Maria degli Angeli e Martiri ed esposto al pubblico per tutta la notte sotto lo sguardo vigile della Guardia d’Onore.

Con il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, il Comune di Lagnasco vuole rendere quindi omaggio a quanti hanno dato la vita durante i conflitti armati del Novecento, lottando per la libertà, la democrazia e per il valore della fratellanza, che oggi più che mai deve essere rinnovato e promosso soprattutto tra le nuove generazioni, per non ripetere gli errori del passato e richiamando i valori della nostra Costituzione.

Il Consiglio Comunale ha pertanto approvato all’unanimità la proposta dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani su invito del Gruppo delle Medaglie d’Oro al valor Militare d’Italia, sentiti anche i rappresentanti locali dell’Associazione Alpini e dell’Arma dei Carabinieri che hanno fortemente voluto e sostenuto il conferimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto, reputando di interpretare in tal modo i sentimenti e la volontà della cittadinanza di Lagnasco.

comunicato stampa

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