/ Curiosità

Curiosità | 30 luglio 2021, 19:58

La ricetta di Ghisolfi promossa dai numeri: le politiche per la famiglia hanno bisogno di educazione finanziaria

Riceviamo e pubblichiamo

La ricetta di Ghisolfi promossa dai numeri: le politiche per la famiglia hanno bisogno di educazione finanziaria

La combinata lettura della recente ricerca di Federconsumatori, della statistica di Standards and Poor's e dell'uscita del nuovo libro sui Cattolici uniti nel 130esimo anniversario della dottrina sociale, conferma che una strategia nazionale per la divulgazione finanziaria su base familiare accelera i percorsi di indipendenza economica delle nuove generazioni

Il dato shock del nostro Paese: se non saranno adottate al più presto soluzioni fiduciarie mirate all'orientamento e all'investimento informato del risparmio, in grado di capitalizzarlo nel tempo, nel 2030 l'età media in cui una persona si renderà indipendente dal nucleo di origine salirà a 50 anni 

Nei Paesi nordici e scandinavi, a un elevato tasso di educazione alla finanza, corrisponde un abbassamento dell'età media di indipendenza economica 

 

Esiste un dato shock, tratto da uno studio aggiornato di Federconsumatori, che riguarda il nostro Paese e si collega direttamente al livello di educazione finanziaria personale e familiare: la crisi economica causata dalla pandemia, in assenza di correttivi porterà nel 2030 a 50 anni l'età media della raggiunta indipendenza, mentre adesso si permane nel nucleo di origine fino al compimento del 35esimo anno. Un record non lusinghiero, se si considera che in Nazioni come Scandinavia e Danimarca 9 ragazzi su 10, tra i 25enni, avviano il proprio cammino autonomo che li conduce alla formazione di una nuova famiglia. 

Se in parallelo analizziamo il tasso di diffusione dell'educazione finanziaria, nel primo e nel secondo caso, la conclusione porta a confermare l'importanza di tale disciplina nel contesto delle politiche formative e di incentivazione alla famiglia: la società di revisione e analisi dei mercati, Standard and Poor's, ha certificato che nel Nord Europa, la letteratura finanziaria, nelle sue nozioni di base e applicative, è diffusa in oltre il 70 per cento della popolazione, una cifra che doppia la media italiana. 

Se queste sono le premesse, bisogna prendere atto che rappresentano un rafforzativo dell'emergenza educativa presente in Italia non da oggi ma da almeno due decenni, o prima ancora. Le politiche di alfabetizzazione economico finanziaria, che non a caso sotto il governo Draghi hanno ripreso a correre - come attestato dall'avvio concreto della discussione parlamentare sulle proposte di legge Marino e Damiani e dal primo parere favorevole giunto su di esse dal ministero della pubblica istruzione - diventano, come argomentato dal banchiere scrittore Beppe Ghisolfi sin dalla fine degli anni novanta, un pilastro obbligato e necessario della politica economica e sociale dell'intera Nazione. Questo a maggior ragione adesso che la consistenza dei risparmi giacenti ha superato il PIL assoluto e richiede strumenti fiduciari legislativi e fiscali che portino a investimenti informati, graduali, sul medio lungo periodo, che evitino eccessive erosioni sul lato della spesa corrente e consentano una capitalizzazione dei redditi non consumati, al servizio della responsabilizzazione e dell'autonomia di figli e nipoti sul modello della media delle aree europee più avanzate. 

Il libro, introdotto dalla prefazione dello stesso Ghisolfi e in fase di uscita nelle librerie, Cattolici uniti da 130 anni per un'Italia nuova - a cura di Ivano Tonoli, Erminio Brambilla e Alessandro Zorgniotti - ispirandosi alla Dottrina sociale di Papa Francesco, "Economy of Francesco", colloca l'educazione finanziaria nel contesto delle politiche per la famiglia, codificando e istituzionalizzando strumenti - come il libretto di risparmio neonatale - partiti pionieristicamente proprio dalla Granda e dal banchiere scrittore fossanese. 

Il libretto di risparmio neonatale può essere inteso infatti come uno strumento antesignano di sigle come i PAC e i PIR, rispettivamente i piani di accumulo del capitale e i piani individuali di risparmio, due strumenti accomunati dall'obiettivo, pur con modalità e procedure diverse, di destinare una parte dei risparmi personali e familiari alla sottoscrizione di titoli finanziari in grado di far confluire liquidità, in modo decodificabile, sicuro e bilanciato, nell'economia reale e nelle sue aziende.

comunicato stampa

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium