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Attualità | 31 luglio 2021, 12:15

Coronavirus, a giugno scendono sotto quota 100 i contagi sul lavoro in Piemonte

Il 18esimo report della Consulenza Inail rileva che sono 84 i casi registrati nello scorso mese; da inizio pandemia superano quota 23.400

Covid, a giugno scendono sotto quota 100 i contagi sul lavoro in Piemonte

Covid, a giugno scendono sotto quota 100 i contagi sul lavoro in Piemonte

Prosegue in Piemonte la forte discesa dei casi di infortunio sul lavoro da Coronavirus: secondo le rilevazioni Inail sono infatti 84 i nuovi contagi segnalati nel mese di giugno 2021, a fronte dei 304 casi di maggio, dei 582 di aprile e dei 1.028 contagi di marzo.

Dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021 i casi registrati complessivamente in regione ammontano a 23.442, pari al 13,2% delle denunce pervenute a livello nazionale (176.925). Sono 53 i casi mortali occorsi in Piemonte (+3 rispetto a maggio), pari al 7,90% dei decessi da Covid registrati in Italia (682).

Al minimo storico i dati nazionali e quelli regionali

Anche a giugno l’analisi nella regione per mese dell’evento mostra un andamento dei contagi professionali quasi simile a quello medio nazionale, con incidenze maggiori nei mesi di novembre e aprile 2020 (in particolare a novembre si è raggiunto il picco dei contagi con il 26,1% delle 23.442 denunce pervenute da inizio pandemia), mentre a partire da dicembre 2020 si sono registrate incidenze addirittura inferiori alle medie nazionali (negli ultimi sette mesi complessivamente 24,1% dei casi rispetto al 31,3% dell’Italia).

Come per i dati nazionali anche il trend del Piemonte tocca il minimo storico: gli 84 casi rilevati a giugno 2021 rappresentano il minor numero di contagi mensili registrati da un anno e mezzo a questa parte - commenta Giovanni Asaro, Direttore regionale Inail – questo dato conferma, ancora una volta, che la copertura vaccinale dei lavoratori è la strada corretta per ridurre al minimo l’impatto della pandemia nei luoghi di lavoro e consentire a tutte le attività economiche di contribuire senza interruzioni alla ripresa del Paese. Proprio in questa direzione va l’impegno dell’Istituto con l’avvio della campagna vaccinale in Piemonte, che vede coinvolto personale sanitario dell’Istituto appositamente formato per concorrere alla piena realizzazione dei punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro; ad oggi abbiamo attivato sei Open Days Inail in tutto il territorio regionale, presso gli hub vaccinali messi a disposizione dalla Regione, le cui prenotazioni sono andate tutte esaurite in tempi record”.

Il Piemonte è sempre la seconda regione più colpita dai contagi

Il Piemonte con il 13,2% dei casi totali rimane al secondo posto tra le regioni più colpite dal contagio, dopo la Lombardia (25,5%). Seguono il Veneto (10,6%), l’Emilia Romagna (8,3%), e il Lazio (6,6%).

Per i casi mortali il Piemonte si assesta, come nei mesi di aprile e maggio, al quarto posto, con una percentuale dei decessi da Covid registrati a livello nazionale del 7,9%, preceduto dalla Lombardia (26,8% dei casi totali), dalla Campania (11,7%) e dal Lazio (10,6%).

Tra le province italiane con il maggior numero di contagi da inizio pandemia il primato negativo spetta sempre a Milano, con il 9,7% del totale delle denunce, Torino è la seconda (7,0%) seguita da Roma (5,2%), Napoli (3,9%), Brescia, Verona e Varese (2,5% ciascuna). Nel mese di giugno Torino, con 53 nuove denunce, è in seconda posizione tra le province che hanno registrato il maggior numero di contagi professionali nel corso del mese, preceduta dalla provincia di Roma. Per quanto riguarda invece i decessi da Covid contratto sul lavoro da inizio pandemia, Torino si attesta sulla percentuale del 3,8% preceduta nell’ordine da Roma, Bergamo, Milano e Napoli (con il 7,0% ciascuna) e Brescia (4,5%).

Più della metà delle denunce del Piemonte concentrata in provincia di Torino

L’aumento delle denunce relativo al mese di giugno, seppure contenuto, ha riguardato tutte le province della regione, ma in particolare in termini sia assoluti che relativi Torino. Analizzando nel dettaglio la situazione infatti emerge che nel periodo 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2021 è sempre nella provincia di Torino che si concentra oltre la metà delle denunce: 12.466, pari al 53,2% dei casi del Piemonte (53 le denunce registrate a giugno 2021, a fronte dei 189 casi relativi al precedente mese di maggio).

Seguono la provincia di Cuneo (3.246 casi totali, 5 casi in più rispetto all’ultima rilevazione), quella di Alessandria, 2.306 denunce (+ 14 rispetto a maggio), di Novara (1.840 casi, 4 in più del mese precedente). Nell’Astigiano da inizio pandemia le denunce sono 1.267 (un caso in più rispetto a maggio); nel Verbano-cusio-ossola 924 (+4); nel Vercellese 799 (+1); chiude la graduatoria sempre il Biellese con 574 denunce dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021 (2 in più rispetto all’ultima rilevazione).

Dei 3 decessi segnalati nel mese di giugno 2 sono riferibili alla provincia di Torino che passa da 24 a 26 casi mortali (periodo 1° gennaio 2020 – 30 giugno 2021) e uno alla provincia di Asti che registra il primo contagio professionale con esito mortale da inizio pandemia.

Il maggior numero di casi nel settore della sanità e assistenza sociale

Rimangono stabili le percentuali che emergono dall’analisi per attività economica. Nell’ambito della gestione assicurativa dell’Industria e servizi dove si concentra la maggioranza dei casi (98,9%), l’81,1% delle denunce codificate per settore di attività economica (Ateco) riguarda ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili del settore “Sanità e assistenza sociale” (60,6% delle denunce) e organi preposti alla sanità, come le Asl (20,5%).

Il settore "Noleggio e servizi alle imprese" registra il 5,6% delle denunce codificate, in particolare le attività di ricerca e fornitura del personale con il 47,0% dei casi e di supporto alle imprese 36,7% (vigilanza, pulizia e call center). Tra i più colpiti sempre gli addetti alle pulizie e i lavoratori interinali "prestati" a svariate attività e professionalità (comprese quelle di natura sanitaria e di pulizia). Nel settore dei Servizi di alloggio e ristorazione, presente con il 3,0% delle denunce, secondo l’ultimo report i casi sono concentrati prevalentemente nel comparto della ristorazione (83,2%).

Il settore delle “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale) conta il 2,2% delle denunce, in particolare nell’ambito della consulenza aziendale e di direzione (47,6% dei casi). Il comparto “Manifatturiero” (addetti alla lavorazione di prodotti chimici e farmaceutici, stampa, industria alimentare) registra il 2,0% dei casi, il 38,6% ha coinvolto il settore alimentare.

La gestione per conto dello Stato (amministrazioni centrali dello Stato, scuole e università statali) registra l’1,0% dei casi; l’Agricoltura riporta sempre lo 0,1% delle denunce.

Infermieri, operatori sanitari e medici le professioni più colpite

L’analisi per professione evidenzia sempre la categoria dei tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti ecc.) come quella più coinvolta da contagi, con il 37,3% delle denunce complessive, il 76,7% delle quali relative a infermieri mentre il 6,6% riguarda assistenti sanitari e il 3,8% fisioterapisti.

Seguono le professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (26,9% delle denunce complessive, di queste il 99,7% riguardano gli operatori socio-sanitari); i medici (8,0%); le professioni qualificate nei servizi personali e assimilati con il 5,2% delle denunce (di queste l’82,2% provengono da operatori socioassistenziali, il 4,7% sono assistenti socio-sanitari) e con il 4,5% delle denunce il personale non qualificato nei servizi di istruzione e sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri (di queste il 71,7% sono di ausiliari ospedalieri, il 14,6% di ausiliari sanitari e portantini e l’8,0% di inservienti in case di riposo).

Per quanto riguarda i decessi il 22% dei casi codificati è riferibile al settore della Sanità e assistenza sociale, i più colpiti medici, infermieri e operatori sanitari con poco oltre il 30% dei casi mortali.

Oltre sette su 10 contagiati sono donne; quattro contagiati su 10 nella fascia di età 50-64 anni

Il 76,3% dei contagiati sono donne e il 23,7% uomini: il Piemonte continua a essere la prima grande regione con la maggior percentuale di lavoratrici colpite dal virus, preceduta soltanto dalla Valle d’Aosta e dalla Provincia autonoma di Trento che presentano rispettivamente il 77,9% e il 77,6% di donne contagiate sul lavoro da inizio pandemia.

Rimane stabile la ripartizione delle denunce per classe di età e genere: il 43,4% dei casi denunciati è concentrato nella fascia di età 50-64 anni, seguita da quella 35-49 anni (36,7%) e 18-34 (18,0%).

redazione

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