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Economia | 05 agosto 2021, 07:00

Le facoltà universitarie con cui è più facile trovare lavoro

Nonostante la crisi occupazionale, ci sono delle facoltà universitarie che facilitano la ricerca di lavoro al termine degli studi. Vediamo quali sono e quali chance danno di trovare un impiego.

Le facoltà universitarie con cui è più facile trovare lavoro

In un recente rapporto di AlmaLaurea si legge quali sono le facoltà universitarie che garantiscono maggiori opportunità di sbocchi lavorativi. A cinque anni dalla laurea, infatti, ci sono evidenti differenze tra i diversi percorsi di studio.

Dal report emerge che ad avere il più alto tasso di occupazione (90%) al termine degli studi sono i laureati in economia, informatica e tecnologie, ingegneria civile, industriale e dell’informazione e architettura. Il discorso cambia per chi frequenta facoltà umanistiche, quelle letterarie, le scuole d’arte e di design, le facoltà di educazione o formazione. In questi casi, il tasso di occupazione a cinque anni dalla laurea scende al di sotto dell’81%.

Come si è visto, la scelta dell’università può incidere sulle opportunità di impiego quando risponde alla domanda delle professioni più richieste sul mercato del lavoro. La stessa cosa vale per il completamento degli studi magistrali. I laureati in discipline mediche e farmaceutiche hanno maggiori occasioni di impiego (con un tasso di occupazione superiore al 93%). Invece, le opportunità calano al di sotto della media per i laureati nelle materie del settore giuridico (tasso di occupazione che non va oltre l’80%).

Ci sono altri fattori, tuttavia, in grado di influenzare le probabilità di impiego dopo la laurea. Ad esempio, chi ha svolto uno stage formativo ha oltre il 12% di possibilità in più di essere occupato rispetto a chi non ha partecipato a questo tipo di attività. Chi fosse interessato alle opportunità di stage può affidarsi ai servizi offerti dall’agenzia per il lavoro Jobtech. La normativa vigente, infatti, prevede che l’attivazione del tirocinio sia affidata a un intermediario certificato, responsabile anche di vigilare sul corretto svolgimento delle attività.

Insieme al tirocinio, anche le esperienze di studio o di lavoro all’estero possono aiutare i neolaureati nella ricerca di un posto di lavoro. Chi, ad esempio, ha preso parte a un programma Erasmus riconosciuto dalla propria università ha oltre il 14% di possibilità in più di venire occupato rispetto a chi non ha partecipato a questo genere di attività. Accade lo stesso anche quando si è scelto di passare un periodo all’estero su iniziativa personale: in questo caso la probabilità di impiego aumenta di almeno 10 punti percentuali.

Richy Garino

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