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Attualità | 05 agosto 2021, 15:22

Il primario del Pronto Soccorso di Cuneo: "Pochissimi accessi per Covid. Sono tutti non vaccinati o con una sola dose"

Il medico, da un anno e mezzo in prima linea, è sempre stato un sostenitore della vaccinazione. Sul green pass dice: "E' una garanzia di libertà per tutti e un dovere etico"

Il primario del Pronto Soccorso di Cuneo: "Pochissimi accessi per Covid. Sono tutti non vaccinati o con una sola dose"

E' stato uno dei medici in primissima linea dall'inizio della pandemia. Giuseppe Lauria, direttore del Pronto Soccorso e della Medicina d'Urgenza dell'ospedale di Cuneo, ha vissuto da vicino tutte le fasi del Covid.

Dal suo reparto, infatti, sono passati tutti i pazienti che hanno avuto bisogno del ricovero. Ed è stata necessaria una riorganizzazione capillare degli ingressi, perché gli incidenti, gli infarti e le altre patologie non si sono fermate.

Sul prossimo futuro preferisce non fare previsioni, ma non nasconde il suo ottimismo: "Siamo in una situazione di relativa tranquillità sotto l'aspetto della pandemia. Più vacciniamo, meglio sarà. Il fatto di avere tanti vaccinati e immunizzati sta aiutando molto".

Gli accessi di persone positive sono minimi, 5 o 6 a settimana. "Si tratta di persone che hanno ricevuto una sola dose o non vaccinati, per ragioni che non mi riguardano. Ma il dato è questo, piaccia o no. Il vaccino funziona e lo diciamo noi che viviamo da quasi due anni in mezzo al Covid". 

Ottimismo cauto anche su una nuova eventuale ondata. "Il carico di pazienti sarà ridotto e sono certo che non si andrà più verso un blocco delle attività ospedaliere. Per ora non sappiamo se dovremo fare una terza dose, non ne stiamo parlando. Attendiamo le decisioni che verranno prese dalla comunità scientifica".

Sul caso di Israele, evidenzia come sia difficile capire cosa stia succedendo, perché mancano dei dati fondamentali: l'effettivo carico ospedaliero e le condizioni di chi viene ricoverato. "Alcune categorie sono intrinsecamente più fragili, al di là della vaccinazione - evidenzia Lauria. Quello che noi stiamo vedendo, numeri alla mano, che sono poi l'unica cosa che conta, è che il vaccino riduce del 95% la malattia grave e la morte. Un 5% non ha una risposta immunitaria al vaccino, ma non è nulla di nuovo in campo medico. Nessuno ha mai detto che essere vaccinati impedisce di essere contagiati, ma quanti di questi finiscono in ospedale? Il Covid lo avremo ancora per anni, ma se non premerà sugli ospedali sarà gestibile". 

Lauria è del tutto a favore del green pass, definendolo "una garanzia di libertà per tutti e un dovere etico". "Sappiamo - aggiunge - che il vaccinato completo dà un minor rischio a se stesso e agli altri di diffondere la malattia e che l'eventuale contagio del soggetto completamente vaccinato non sfocia in malattia grave".

Per quanto riguarda le vaccinazioni nella fascia d'età under 12, auspica che si possa arrivare a farle, anche se al momento non ci sono dati scientifici completi. "Vaccinare anche i bambini ridurrebbe drasticamente la possibilità del virus di replicarsi e, quindi, di generare nuove varianti".

Cosa lo preoccupa di più in questo momento? La gestione a medio termine dell'attività ordinaria. "Il nostro problema, oggi è far fronte alla quotidianità. Noi medici d'urgenza la stiamo affrontando con risorse e personale sempre più scarse. Mancano i medici d'urgenza, un problema annoso e noto, ma su cui la Regione non è mai intervenuta in modo concreto. Se ne sta discutendo con tavoli tecnici, verranno aumentate le scuole di specialità, ma i risultati si avranno non prima di 5 anni. Nei prossimi anni saremo senza medici".

Barbara Simonelli

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