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Attualità | 11 agosto 2021, 16:00

Limitazioni ai veicoli Diesel: “Noi sindaci obbligati a disporre l'ordinanza, colpa di un'Europa poco flessibile”

Intervista al primo cittadino di Mondovì Paolo Adriano: “Dobbiamo spendere quasi 200mila euro per la cartellonistica. L'obiettivo della riduzione delle polveri sottili in linea di massima è condivisibile. Tuttavia, in un momento così delicato, questa disposizione regionale ha creato non poche difficoltà”

Il sindaco di Mondovì Paolo Adriano interviene sulle limitazioni ai veicoli Diesel in 9 comuni della Granda, a partire dal 15 settembre 2021

Il sindaco di Mondovì Paolo Adriano interviene sulle limitazioni ai veicoli Diesel in 9 comuni della Granda, a partire dal 15 settembre 2021

 

C'è anche Mondovì tra i nove comuni interessati dalle limitazioni alla circolazione dei veicoli Diesel. Ormai è noto che, dal 15 settembre 2021, entreranno in vigore le misure straordinarie per il contenimento dell’inquinamento da polveri sottili nel bacino padano: l'applicazione di una direttiva europea che ha trovato concretezza nel protocollo padano sulla qualità dell'aria sottoscritto dalle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna.

“Noi sindaci siamo stati obbligati a disporre l'ordinanza – ci tiene a sottolineare il sindaco di Mondovì Paolo Adriano -. È un atto dovuto. C'è stato un confronto con la Regione, ma non potevamo scegliere. Non siamo i cattivi che hanno voluto limitare la circolazione. Abbiamo agito in coerenza con atti normativi di rango superiore, attuando una delibera regionale sui nostri territori. Non avevamo alternative”.

Ricordiamo che i comuni cuneesi interessati sono nove: le sette sorelle Alba, Bra, Cuneo, Fossano, Mondovì, Savigliano e Saluzzo, e i due comuni sopra i 10mila abitanti Borgo San Dalmazzo e Busca. E non solo per la zona ZTL, ma su tutto il territorio comunale. In tutto il Piemonte poi i comuni sono ben 74.

Insomma, una delibera regionale a cui i primi cittadini si sono dovuti adeguare, affrontando anche delle spese. Lo spiega bene Adriano: “Per attuare l'ordinanza abbiamo dovuto acquistare la cartellonistica informativa con segnali luminosi, proprio come quella che c'è all'ingresso della città di Torino. Una spesa di circa 150/200mila euro per fornire all'utente della strada tutte le informazioni necessarie quando entra in Mondovì. Non a caso, l'efficacia dell'ordinanza è stata differita in attesa di munirci di questi cartelli. Gli uffici comunali hanno predisposto tutte le procedure necessarie e attivato la gara. Dovremmo essere pronti per il 15 settembre 2021, ma ribadisco che l'efficacia dell'ordinanza è subordinata alla concreta ed effettiva installazione della cartellonistica”.

Il sindaco di Mondovì non boccia in toto le limitazioni, ma ne critica la tempistica: “L'obiettivo della riduzione delle polveri sottili in linea di massima è condivisibile. Tuttavia, in un momento così delicato, questa disposizione regionale ha creato non poche difficoltà, anche tenuto conto che l'inquinamento dei veicoli è limitato rispetto all'inquinamento generale”.

“I cittadini non devono prendersela neanche con la Regione - spiega ancora Adriano -. Così come noi sindaci abbiamo dovuto adeguarci alla disposizione regionale, la Regione ha dovuto adeguarsi ad una direttiva europea. C'è una procedura di infrazione da parte dell'UE che riguarda l'Italia, e in particolare l'area padana. Ecco perché la Regione Piemonte - che aveva precedemtemente sottoscritto l'accordo sulla qualità dell'aria insieme a Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna - ha firmato la delibera regionale il 26 febbraio 2021. La sanzione economica dall'Europa può arrivare a 2,5 miliardi di euro e verrebbe scomputata dai fondi europei. Se le Regioni non avessero attivato l'ordinanza sarebbero stati sanzionati dirigenti e amministratori. L'Europa, vista la pandemia, doveva consentire maggiore flessibilità e non costringere le Regioni a fare questi provvedimenti che sono poi ricaduti di conseguenza sui comuni”.

A salvare cittadini e lavoratori arriva il progetto sperimentale MOVE IN: l'installazione di una scatola nera che consente a tutti gli automobilisti proprietari di autovetture coinvolte nei blocchi di muoversi, rispettando una soglia di chilometri assegnati su base annuale.

“Ben venga il MOVE IN – commenta Adriano -. Almeno si consente di salvare determinate categorie di veicoli. Penso soprattutto ai mezzi degli artigiani che hanno allestimenti costosi e magari non hanno la possibilità di cambiarli, visti anche i tempi. Penso sia una soluzione corretta sia per l'esigenza delle polveri sottili che per cittadini e lavoratori”.

Cristina Mazzariello

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