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Attualità | 12 agosto 2021, 12:34

Bra e le Clarisse in festa l’11 agosto nel segno di Santa Chiara d’Assisi (FOTO)

Fra Andrea Nico Grossi: “Donna del Medioevo, Chiara parla al nostro tempo e ci insegna a recuperare Cristo”

Bra e le Clarisse in festa l’11 agosto nel segno di Santa Chiara d’Assisi (FOTO)

Il cuore dell’estate batte ancora per Santa Chiara d’Assisi, donna del Medioevo capace di raggiungere il nostro tempo, illuminandolo con la sua testimonianza di dolcezza, sobrietà e fraternità.

La festa celebrata l’11 agosto al Monastero delle Clarisse di Bra ha permesso di riviverne l’esempio con la Santa Messa presieduta da Andrea Nico Grossi dei Frati Minori di Saluzzo al termine di un intenso triduo di preghiera. Tempo di candele che si accendono di stelle per ricordare una donna capace di illuminare la luce stessa.

Con Fra Andrea proviamo a capire per sommi capi la figura di Santa Chiara che a distanza di otto secoli continua ad esercitare il suo fascino su centinaia di donne che come lei hanno lasciato tutto per amore di Cristo.

La festa di Santa Chiara è sempre molto sentita e partecipata. Perché la gente la ama così tanto?

“Santa Chiara è molto conosciuta a Bra grazie alla comunità delle Clarisse, però non ha un seguito di massa, perché è difficile conoscerla per un miracolo e alla gente, si sa, piacciono i Santi che fanno miracoli. Lei è una donna gigantesca, è più una Santa da copiare che da ottenere qualcosa. Uno sguardo sulla sua esistenza ci permette di coglierne la solidità nella fede, da cui scaturisce la forza di tenere testa ai saraceni o che la porta a scrivere - prima donna nella storia della Chiesa - una Regola per altre donne e la tenacia con cui ne chiede al Papa l’approvazione, fino al giorno prima di morire”.

Che cosa dobbiamo riscoprire della spiritualità di Chiara d’Assisi?

“La chiarezza della chiamata. Quando Chiara ha tenuto testa al Papa, aveva bene in mente la vocazione alla povertà, cosa che non era pensabile al suo tempo, tant’è che ha ottenuto il privilegio solo il giorno prima di morire. È altresì importante avere una consapevolezza chiara di cosa il Signore chiede e lì rimanere nonostante tutto. Su questo lei è molto chiara e, come è tipico dei santi, non si fa sconti. Santa Chiara e San Francesco, del quale è stata la prima seguace, prendevano il Vangelo così com’era, senza commenti e nello stesso modo lo vivevano. Bisogna recuperare questa radicalità, perché a noi piace un po’ il Vangelo annacquato, che impegna poco. E Chiara non è una Santa di questo genere”.

In questi tempi di crisi, quali tratti di Santa Chiara emergono con forza e ci devono guidare?

“Il tratto è quello della fede. Per fede non si intende solo il concetto che Dio esiste, infatti San Francesco diceva che anche il Diavolo sa che Dio esiste. Fede è soprattutto fidarsi. Si possono attraversare momenti di crisi - e ciò è tipico della vita di ognuno -, ma un conto è attraversarlo nella consapevolezza di essere drammaticamente soli e un altro è quello di avere fiducia in Dio, che fa affrontare diversamente le cose. È questo l’esempio di Chiara che, come dicono le fonti, uscì dal monastero di San Damiano con l’ostensorio in mano, salvandolo dall’assedio dei Saraceni. Si tratta di una fiducia che nasce dalla relazione. Noi ci fidiamo solo di chi conosciamo e Chiara ha una fiducia profonda, che sta nella relazione con il Signore”.

Che cosa dice Santa Chiara al mondo ferito dalla pandemia?

“La fede ci dice che anche la pandemia, come le altre situazioni della vita, è un’opportunità. Nella Sacra Scrittura si legge: ‘Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio’ (dice San Paolo nella lettera ai Romani al cap. 8 e Sant’Agostino aggiunge ‘Etiam Peccata’ anche il peccato, ndr). Non c’è niente che sia totalmente negativo se lo affrontiamo con lo spirito giusto. Chiara ci insegna a guardare le vicende della vita da una prospettiva diversa. Lo stesso fatto può essere drammatico se guardato da una parte, ma può diventare opportunità se visto dall’altra. Ad esempio, per me la pandemia è stata una grande opportunità: come responsabile della mensa dei frati a Parma servivo gente abbandonata a se stessa e lì ho conosciuto delle persone straordinarie. Dalle difficoltà del mondo si può scappare oppure le possiamo affrontare nell’ottica della fede, dipende dal punto di vista che adottiamo. Chiara non scappa!”.

Che cosa ci insegna ancora Santa Chiara?

“A recuperare Cristo, soprattutto nel tempo che stiamo vivendo”.

Silvia Gullino

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