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Politica | 13 agosto 2021, 14:07

Ambroggio: "Mi ricandido perché abbiamo lavorato bene. La Savigliano del futuro? Una città di servizi"

Il sindaco uscente sarà appoggiato dalla lista "La Nostra Savigliano", resta in forse il sostegno del Partito Democratico. Tra gli obiettivi della prossima Amministrazione la sistemazione della biblioteca e nuove strutture sportive, "Ma per lo sviluppo del territorio, fondamentale sarà la questione ospedale"

In foto, il sindaco Giulio Ambroggio

In foto, il sindaco Giulio Ambroggio

Si avvicinano le elezioni per Savigliano. I cittadini andranno alle urne la prossima primavera 2022. Alcuni partiti e liste civiche iniziano a muoversi, ma per ora non compaiono nomi ufficiali di candidati, se non quello dell’attuale sindaco, Giulio Ambroggio, che ha confermato l’intenzione di correre un’altra volta per la poltrona alla guida della città: “Perché non dovrei candidarmi? Abbiamo lavorato bene in questi anni”.  

E’ la risposta immediata al perché di questo nuovo impegno. 

“Siamo riusciti a fare tante cose nonostante il Covid - spiega Ambroggio - Tra queste, il primo e più importante è quello di aver messo in ordine i conti del Comune. 

Abbiamo rinnovato la convenzione con l’Università, che permetterà al Comune di risparmiare un quantitativo di soldi significativo e ha fatto diventare Savigliano una città universitaria a tutti gli effetti. Dal Miur inoltre, nel 2022 arriverà il finanziamento per i lavori per quella parte di immobile ancora fatiscente: saranno costruiti 32 alloggi per gli studenti. Da una parte quindi non avremo più l’immobile decadente, con un impreziosimento del centro storico, e dall’altra avremo un vantaggio economico per la città”.  

A sostenere il primo cittadino uscente è sicuramente la lista civica “La Nostra Savigliano”. Resta ancora in forse l’alleanza con il Partito Democratico?

“Il PD sta facendo un percorso, penso che la segreteria abbia sentito gli iscritti e da lì si capirà come fare. Se si riesce a fare la coalizione dell’altra volta ben venga, se si faranno scelte diverse, va bene lo stesso”. 

Qualche tensione tra Ambroggio e il PD c’è stata, specialmente nell’ultimo periodo e in particolare durante l’ultimo Consiglio comunale.

“Non so come mai, non so cosa farà, certo magari alla fine di questo percorso cambieranno idea”. 

Diversi sono i temi su cui spesso la Maggioranza di Ambroggio ha vacillato, dall’ex centro anziani, alla biblioteca fino alla questione dei “furbetti” dei vaccini. Tuttavia, il sindaco ha sempre sostenuto la compattezza e la coesione del gruppo.  

Un aspetto cruciale per il futuro della città sarà la questione ospedale, su cui invece tutti i capigruppo, compreso quelli di opposizione, hanno fatto fronte unito sin da subito. 
“Tutte le decisioni sono state prese all’unanimità all’interno della capigruppo. Spero di continuare così, con l’intelligenza di superare le divergenze e muoversi nell’interesse collettivo”. 

Una questione dunque che secondo lei non sarà strumentalizzata durante la campagna elettorale?
“No perché su quello che abbiamo fatto finora non c'è nulla da eccepire”. 

A volte questa Amministrazione è stata accusata di non avere avuto progettualità. Secondo lei perché? 

“Sicuramente non ci possono accusare di aver millantato sogni, siamo stati molto realisti. Abbiamo messo i conti in ordine, mantenuto la qualità della vita alta, gestito in modo ottimo la pandemia, tanto è che veniamo portati a esempio dagli altri comuni. Si tratta ora di capire cosa vuole essere questa città nel futuro, ma qualsiasi discorso è bloccato fin quando non si supera la questione dell’ospedale. Dobbiamo sapere dove si farà, se sarà nella zona periferica cambierà tutto, si liberebbe questo spazio e quello dell’Enel, se resta dove è ora, invece dovremo fare altri ragionamenti”. 

Come confermato al sindaco dallo stesso assessore alla sanità Luigi Icardi, a ottobre 2021 dovrebbe essere terminato lo studio e si saprà quindi quale delle due location sarebbe la più indicata a ospitare l’ospedale del quadrante nord ovest. 

Premettendo che quindi la nuova struttura ospedaliera sarà fondamentale per lo sviluppo della città, quali dovrebbero essere gli obiettivi della prossima Amministrazione?  
“Le cose di cui c’è bisogno sono tante: occorrono strutture sportive, tra cui la piscina che ormai è datata, resta aperto il discorso della biblioteca, se riusciamo a metterla a norma o se c’è la necessitò di spostarla. Tutti però devono essere consapevoli del fatto che di spazi vuoti a Savigliano non ce ne sono. Qualsiasi cosa bisogna andare in periferia per realizzarla e allargare così la città, con tutte le conseguenti polemiche che ci possono essere sul consumo del suolo". 

Come si immagina la Savigliano del futuro?
“Come una città di servizi. Chi abita a Torino può venire ad abitare qua, siamo serviti in modo egregio dalle ferrovie (a 20/30 minuti dal capoluogo). Abbiamo servizi di ogni tipo, da quelli culturali a quelli sportivi. Abbiamo tutte le tipologie di scuola e il nostro punto di forza è il verde. Vorrei potenziare la città in questo senso e farla diventare una città attrattiva".

Nei diversi Comuni della Granda si fatica a trovare cittadini, soprattutto giovani, che vogliano fare parte delle liste ed entrare quindi in politica. Succede anche a Savigliano e come mai secondo lei?

 “Per impegnarti in politica devi avere la passione, molti si avvicinano, entrano in Consiglio, poi però si dimettono o lo seguono in modo non costante.  E’ un guaio perché c’è gente molto brava, ma è difficile trovarne di disponibile. Anche perché in politica, se sei onesto, non guadagni niente è una forma di servizio per la città”. 

“Devi dare passione, impegno, studiare. Io ho cominciato a 16 anni, a febbraio ne compio 70, ho passato tutta la mia vita in politica e sono contento di averlo fatto. 

Ritengo che uno come me, che ha avuto tanto dalla vita, debba ritornare in parte quello che ha avuto. Questo è il motivo per cui mi impegno, per ridare qualcosa alla mia città”. 

Chiara Gallo

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