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Attualità | 17 agosto 2021, 15:00

Dalle montagne alle colline, in Granda è boom di turisti: "La stagione si presentava piena di ombre. Ma il bilancio per ora è molto buono"

Così Giorgio Chiesa, presidente dell'associazione provinciale Albergatori ed esercenti turisticiper la provincia di Cuneo. Stesso entusiasmo da parte di Luigi Barbero, presidente ATL Langhe Monferrato Roero

Dalle montagne alle colline, in Granda è boom di turisti: "La stagione si presentava piena di ombre. Ma il bilancio per ora è molto buono"

Non si può guardare all'estate 2019, l'ultima prima del Covid.

Ma rispetto al 2020 - che pur non era andato male - la stagione 2021 sta andando decisamente bene sul fronte delle presenze turistiche, praticamente in tutta la provincia Granda.

Dalle montagne alle colline, c'è il pienone. E nonostante un avvio pieno di ombre, la situazione si è risollevata, come confermano sia Giorgio Chiesa, presidente degli albergatori della provincia, sia Luigi Barbero, presidente dell'ATl Langhe, Monferrato e Roero.

"I riscontri sono positivi. La montagna sta lavorando molto bene, la pianura soffre un po' di più, ma non mancano eventi che stanno comunque portando presenze anche qui. Penso al torneo di tennis organizzato dal Country di Cuneo, con clienti che non sono qui per turismo ma che comunque dormono e mangiano in città", spiega Chiesa, che è anche titolare del Lovera Palace a Cuneo.

Stagione pienamente soddisfacente anche verso le colline, tra le Langhe e il Roero, dove stanno lavorando sia gli hotel che gli agriturismi che i b&b.

"Sono cambiati i turisti, mancano quelli di lungo raggio, come gli americani, che negli ultimi anni stavano diventando una presenza importante per i territori Unesco", evidenzia Luigi Barbero. Ma abbiamo tanti nordici, oilandesi, norvegesi e danesi, e tanti italiani. In una situazione così complessa, non possiamo che essere soddisfatti". 

Tanto Nord Europa anche in montagna, così come non mancano i tedeschi.  

Ma come si prospettano i prossimi mesi? Chiesa è fiducioso. "I contagi stanno salendo, un po' anche i ricoveri, ma i vaccini paiono funzionare e contenere il numero delle ospedalizzazioni, che è poi la cosa davvero importante. Per quanto riguarda il green pass, gli alberghi non devono chiederlo, ma nel mio c'è anche un ristorante,  aperto agli esterni e non solo ad uso esclusivo di chi pernotta. Pertanto lo chiedo. Non abbiamo avuto alcun problema, la procedura è agile".

Bene anche per il settore della ristorazione. Luigi Barbero: "le cose erano partite bene già dopo l'ultimo lockdown per i ristoranti. Per ora la questione green pass non si pone, si mangia all'aperto. Nessuna criticità, quindi. Vedremo nei prossimi mesi, ma la maggior parte dei turisti ce l'ha, per cui ritengo che non sarà un problema".

Barbara Simonelli

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