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Agricoltura | 26 agosto 2021, 07:40

Siccità, Coldiretti Cuneo lancia l'allarme: "A rischio il 40% delle produzioni estive"

Nella Granda fiumi e torrenti tra il 35 e il 65% d’acqua in meno rispetto alle medie storiche, cerealicolo e zootecnico i comparti più colpiti. Con Recovery Plan servono interventi strutturali per aumentare capacità irrigua

Foto generica

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Il caldo e la prolungata mancanza di pioggia stanno seccando la terra. È SOS siccità: lo rileva il monitoraggio della Coldiretti sugli effetti di una estate bollente che ha causato, a livello nazionale, danni di oltre 1 miliardo nelle campagne favorendo anche il diffondersi degli insetti dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica. A patirne, soprattutto, il comparto cerealicolo e quello zootecnico in difficoltà per mancanza di foraggi.

Nel cuneese i fiumi ed i torrenti hanno tra il 35 e il 65% d’acqua in meno rispetto alle medie storiche degli anni precedenti e negli ultimi giorni la portata è calata di un ulteriore 20% per mancanza di piogge: ad Alba manca oltre un metro d’acqua nel Tanaro, il Varaita a Rossana ha dimezzato la portata e a Polonghera si registrano appena 5 metri cubi d’acqua al secondo. Nello Stura di Demonte, a Gaiola, scorre il 45% in meno dell’acqua che di solito veniva misurata in questo periodo, mentre a Farigliano manca un terzo della portata nel Tanaro.

Con lo sconvolgimento climatico in atto – evidenzia Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo – si passa dal forte maltempo con rovesci disastrosi a carattere di nubifragi e trombe d’aria a periodi di siccità tanto che ora è a rischio il 40% della produzione estiva totale. Nei primi sei mesi dell’anno in Provincia di Cuneo è caduta una media di 320 millimetri d’acqua, contro i 650 registrati solitamente. Ma solo l’11% dell’acqua viene trattenuta per l’utilizzo durante l’estate. Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie, Coldiretti è pronta a mettere in atto un tavolo di lavoro su un progetto concreto nel PNRR per un intervento strutturale reso necessario dai cambiamenti climatici, caratterizzati dall’alternarsi di precipitazioni violente a lunghi periodi di assenza di acqua, lungo tutto il territorio nazionale. Il progetto potrà prevedere la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti. L’idea è di costruire, senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione”.

In questo momento il mais – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – avrebbe necessità di molta acqua per completare la crescita. Nell’area che va da Busca e Cuneo al Fossanese il calo di resa è superiore al 30%. Il comparto zootecnico, già colpito dalle speculazioni sulle materie prime degli ultimi mesi, risente invece la mancanza di foraggio e si trova nella necessità di acquistarlo pagandolo un prezzo più alto di quello che solitamente ha il mercato”.

comunicato stampa

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