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Politica | 11 settembre 2021, 07:00

Gribaudo (Pd): “Per Cuneo prima i valori e i programmi, poi il candidato sindaco”

La deputata Dem lancia per il 17 settembre l’Agorà democratica rivolta, in modo particolare, ai giovani. “Il perimetro del centrosinistra in città – dice - è molto più ampio e va oltre la sommatoria delle sigle dell’attuale maggioranza”

Gribaudo (Pd): “Per Cuneo prima i valori e i programmi, poi il candidato sindaco”

Prendono il via anche in provincia le “Agorà Democratiche”, la cui meta - nelle intenzioni del segretario nazionale del Pd – è la nascita del "partito nuovo" prefigurato da Enrico Letta.

“Stiamo avviando un percorso – aveva annunciato Letta nelle scorse settimane - che durerà un semestre e deve essere un processo sia interno che esterno al partito. Le Agorà sono un modo per aprire un dibattito in Italia sul futuro della democrazia".

“Oggi nella maggior parte dei partiti italiani il nome del partito è sovrapponibile a quello del leader. Noi ci candidiamo ad essere il partito dell'intelligenza collettiva attraverso la nostra presenza sui territori. Ma tutto questo funziona – aveva osservato Letta - se c'è la volontà di investire sul dialogo al nostro interno e con la società”.

Chiara Gribaudo, la parlamentare Pd cuneese che fa parte della segreteria nazionale, coglie la palla al balzo e assume un’iniziativa che a Cuneo riapre il dibattito nel centrosinistra in vista dell’appuntamento elettorale amministrativo del prossimo anno.

On. Gribaudo vuole spiegarci di che cosa si tratta?

“Abbiamo organizzato a Cuneo per il 17 settembre, alle 18, sotto la tettoia di piazza Virginio, un’Agorà rivolta in modo particolare alle generazioni più giovani, a chi si sente di condividere i valori e gli ideali del centro sinistra, ma magari è poco coinvolto nelle scelte della città o della politica in generale. Ascolteremo le loro opinioni, le idee, le aspettative nei confronti della nuova amministrazione che si andrà ad eleggere nel 2022 e raccoglieremo il contributo che ciascuno vorrà dare”.   

Il 17 è un venerdì. I superstiziosi potrebbero obiettare che la data non porta bene, ma soprattutto il giorno successivo, sabato 18, c’è un summit di maggioranza anche questo per avviare riflessioni, abbozzare strategie e magari provare a tirar fuori dal cilindro il nome del prossimo candidato sindaco….

“Di questi tempi la scaramanzia è l’ultima delle mie preoccupazioni. L’Agorà non nasce per le alchimie politiche, ma per ragionare insieme delle questioni che toccano da vicino i cittadini: scuola, sanità, mobilità, ambiente, ecc. Il Pd se ne fa promotore e si mette in ascolto, consapevole, come ha spiegato il segretario Letta, che non si vincono le elezioni se non ci sono centomila persone in campo.

A Cuneo non ce ne saranno così tante, ma ritengo che l’area del centrosinistra sia molto più ampia di come qualcuno la sta pensando. Queste persone vanno coinvolte affinchè possano essere partecipi e protagonisti a pieno titolo”.

Quindi, se ben comprendo, lei vorrebbe un approccio diverso rispetto a quello sin qui dato per il dopo Borgna?

“Dobbiamo avere il coraggio e la forza di uscire da vecchie logiche. Sono le idee e i valori che fanno la vera politica. E quando parlo di politica non intendo quella dei caminetti, fatta da pochi addetti ai lavori”.

Cosa ne dice del dibattito avviatosi a Cuneo in vista delle prossime elezioni comunali?

“In verità non vedo grande dibattito. Ho letto di qualche indiscrezione sui nomi dei possibili candidati sindaco, di retroscena più o meno fantasiosi. I giornali fanno il loro lavoro e non ho da eccepire. Osservo però come di programmi e di progetti finora si sia parlato poco o nulla. L’elettorato di centrosinistra vorrebbe un confronto ampio e più aperto, che vada oltre la pur legittima aspirazione di questo o quel candidato e, soprattutto, che entrasse nel merito dei problemi della città. L’Agorà rappresenta un primo passo per cercare di portare il discorso sui temi e non solo sulle persone”.

Il passaggio sulle persone sarà comunque inevitabile, trattandosi di elezioni…

“Faccio politica e non sono sprovveduta. Osservo però che nell’amministrazione cuneese si registra da qualche tempo una certa stanchezza, né si può dimenticare che, dopo i 10 anni di Borgna, si chiude un ciclo. Il mondo e Cuneo sono cambiati in questi due quinquenni. Per questo occorre una riflessione molto approfondita, considerando che siamo in un contesto provinciale dove la destra miete consensi a man bassa e senza nemmeno particolari meriti.
Cuneo è il capoluogo di provincia, ma i titoli non bastano e non serve raccontarlo a se stessi. Le scelte fatte a Cuneo devono orientare bene il lavoro, le prospettive imprenditoriali e culturali. Ad esempio, ritengo necessario ridare slancio ad una città che sia perno delle politiche di area vasta, ma, ripeto, vorrei ascoltare e vedere un percorso che ad oggi non c’è e che serve”.

Leggo in filigrana una sua non spiccata simpatia per una soluzione interna alla successione di Borgna…

“Annoto che quando Federico Borgna venne eletto sindaco di Cuneo per la prima volta arrivava da Bernezzo e per la città era un illustre sconosciuto”.

Qual è il perimetro che immagina per questa “nuova” coalizione di centrosinistra?

“Innanzitutto valoriale, poi programmatico. La scelta delle persone viene dopo ed è conseguente”.

Sbaglio o lei auspica un’apertura anche nei confronti dei “Beni Comuni”?

“Ci sono aspetti di sintonia sul piano ideale e valoriale. Così come ce ne sono con i “Democratici e Solidali”, il mondo cattolico, con Pietro Carluzzo e il progetto che sta portando avanti così come con Centro per Cuneo anche se forse non proprio tutti, Sinistra italiana che ha aperto un bel dibattito in provincia sul tema della sanità. La questione, però, non è sommare sigle, come è stato fatto finora, ma invertire l’ordine dei problemi nel senso che le ho detto”.

Inviterete anche il battitore libero Giancarlo Boselli all’Agorà di venerdì 17. In fondo, in passato è stato uno dei vostri?

“L’Agorà è aperta a tutti nel campo di centrosinistra, chiunque si riconosca in questi valori è il benvenuto e potrà avere la parola nel rispetto delle modalità e dei tempi che ci daremo. Vorrei comunque tanto sentire voci nuove”.

A proposito di voci e percorsi nuovi: è vero che in autunno ci sarà un congresso provinciale?

“Sì. In autunno si devono svolgere i congressi per rinnovare segreterie, assemblee e direzioni dei livelli provinciale e cittadino”.

Giampaolo Testa

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