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Attualità | 14 settembre 2021, 16:38

"Niente mensa per chi non ha il green pass". All'Itt di Barge i sindacati indicono lo sciopero

L'azienda ha aperto nelle scorse settimane ai lavoratori la possibilità di effettuare tampone anti-genico a carico aziendale. Ha adibito un'area esterna con tensostruttura in un piazzale della fabbrica dove consumare il pasto che i dipendenti non in possesso di certificazione verde si dovranno portare da casa. Per le sigle sindacali: "Una coercizione"

"Niente mensa per chi non ha il green pass". All'Itt di Barge i sindacati indicono lo sciopero

Da domani, mercoledì 15 settembre, sciopero all’Itt di Barge, azienda che opera nel mercato automotive, leader nella produzione di pastiglie per i freni.          

L’iniziativa è stata indetta unitariamente da tutte e quattro le sigle dei lavoratori (Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Ugl) presenti nello stabilimento di frazione San Martino.

Il motivo è il mancato rispetto, secondo i sindacati, della norma vigente relativa all’uso della mensa aziendale, ad uso esclusivo ai possessori di “green pass”.

L'azienda ha aperto nelle scorse settimane ai lavoratori la possibilità di effettuare tampone anti-genico a carico aziendale. Ha adibito un'area con tensostruttura in un piazzale della fabbrica dove consumare il pasto che i dipendenti non in possesso di certificazione verde si devono portare da casa.

"Si tratta di una coercizione
- spiega Walter Zino segretario dell'Ugl - ognuno può avere le sue idee sulla possibilità di vaccinarsi. Ma qui siamo di fronte a una forzatura dell'azienda per arrivare ad avere un più alto tasso di vaccinazioni. Non ci si può sostituire al legislatore, c'è una normativa europea che parla chiaro."

Le segreterie e le rsu di stabilimento contestano: "Il mancato rispetto della parola data in merito alle vivande da asporto e alla distribuzione dei Ticket Restaurant del valore di 4,27 Euro - scrivono Cgil, Cisl, Uil e Ugl in una nota sindacale - Tutte le nostre richieste espresse al tavolo di trattativa sono state ignorate."

"A tutti deve essere data la disponibilità di avere un luogo e di avere anche un pasto - commenta l'iniziativa che partirà da domani la segretaria della Femca Cisl Daniela Barattero - Non può esserci un discrimine basato sul vaccino. L’azienda unilateralmente ha preso la sua decisione. Ha scelto di creare questo disagio ai lavoratori per spingerli alle vaccinazioni. Il diritto alla mensa deve essere garantito."

Lo sciopero partirà dalla giornata di domani nelle ultime due ore del turno. Proseguirà ad oltranza. Secondo i dati forniti dall'azienda ai sindacati la percentuale di vaccinati con doppia dose in azienda (che conta 1.193 dipendenti tra operai e personale impiegatizio) oscilla tra 48% e il 50%.

Daniele Caponnetto

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