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Politica | 14 settembre 2021, 07:25

Cuneo, la maggioranza va in conclave. Ma non ci sarà fumata bianca

Sabato 18 incontro tra le quattro liste per discutere di programmi e alleanze. Il nodo resta il candidato sindaco. Non c’è accordo tra Pd e Centro per Cuneo e anche all’interno delle stesse liste manca un nome condiviso. Qualcuno pensa ad un “riservista” o al “papa straniero”

Il sindaco di Cuneo, Federico Borgna

Il sindaco di Cuneo, Federico Borgna

È tradizione per le forze politiche di centro e di centrosinistra, nei momenti cruciali, riunirsi in monasteri o luoghi affini, senza per altro trascurare l’elemento conviviale sempre importante per dirimere a tavola le questioni più spinose.

A Cuneo la maggioranza non sceglie un convento bensì il ristorante-pizzeria “Saloon” di San Chiaffredo di Busca per dare inizio alla lunga marcia di preparazione alle urne del 2022.

Sabato 18, a partire dalle 9, si cercherà di fare il punto su ciò che è stato fatto e su ciò che resta da fare, secondo l’antico adagio democristiano del “molto è stato fatto, molto resta da fare”.

E poi, tempo permettendo, si tenterà di iniziare a porre qualche paletto in vista delle prossime comunali.

A dirigere il traffico tra Partito Democratico, Centro per Cuneo, Cuneo Solidale e Democratica e Crescere Insieme, le quattro liste che formano l’attuale maggioranza (l’unico consigliere dei Moderati, Alberto Coggiola è passato a Fratelli d’Italia), il sindaco Federico Borgna, che, dopo due mandati consecutivi, deve lasciare la guida del municipio.

Il quadro resta magmatico, sia per ciò che concerne le alleanze, sia per quel che riguarda l’individuazione del candidato sindaco.

Sulle alleanze tanto nel Pd che nella lista civica Centro per Cuneo la confusione regna però sovrana.

Nel Pd c’è chi vorrebbe per Cuneo una riedizione dell’attuale formula di governo e chi invece, come la deputata Chiara Gribaudo, sollecita "soluzioni più avanzate” arrivando ad auspicare un’apertura nei confronti dei “Beni Comuni”, cosa che – immaginiamo – abbia suscitato reazioni allergiche in almeno una larga parte della formazione centrista.

Impossibile aspettarsi un pronunciamento esplicito da parte del Pd anche perché incombono i congressi provinciale e cittadino, annunciati per ottobre.

Il nome del candidato sindaco posto sul tavolo resta quello della vicesindaco ed ex senatrice Patrizia Manassero, ma si ha la sensazione che si tratti – perlomeno in questa fase - di posizionamento da pretattica.

Nel Centro per Cuneo, qualche tempo fa il presidente Beppe Delfino aveva calato un poker di assessori, divisi con criterio da manuale Cencelli (anche per genere), due donne, Franca Giordano e Cristina Clerico, e due uomini, Luca Serale e Davide Dalmasso.

In realtà, sarebbero questi ultimi due in pole, ciascuno con storie proprie (e diverse) alle spalle. Serale ha radici centriste (primo escluso nelle liste UDC nel 2002 e nel 2007). Dalmasso, di storica famiglia liberale, ha un imprinting di centrodestra, per quanto non sovranista.

Serale e Dalmasso rappresentano plasticamente le due diverse entità della lista civica Centro per Cuneo, anime che finora sono riuscite a convivere sotto lo stesso tetto, senza particolari frizioni.

Ce la farà il Centro a restare unito se uno dei dovesse essere scelto e l’altro escluso? E le donne accetteranno di buon grado di farsi da parte per cedere il passo ai loro colleghi uomini?

A Borgna viene chiesto di pronunciarsi, ma se mai darà indicazioni non lo farà tanto presto e, soprattutto, lo farà in base a valutazioni che afferiscono a dinamiche più ampie, non soltanto cittadine e non esclusivamente amministrative.

Ecco perché è inverosimile ritenere che dal conclave di sabato possa scaturire qualcosa di sostanzialmente nuovo.

Nessuno dunque si attenda una fumata bianca, cui possa far seguito un “Nuntio vobis gaudium magnum” .

Come da copione le veline diplomatiche riferiranno che “è stato un incontro franco, cordiale e… costruttivo”, ma ai fini pratici nulla più.

La scelta del ritrovo al “Saloon” appare a questo punto non del tutto casuale.

La porta di questo tipico locale da epopea western è tradizionalmente costituita da due ante che si aprono in entrambi i sensi: per l’entrata ma anche per l’uscita.

Quello di sabato sarà un summit di circostanza, in cui il copione non prevede colpi di scena.  

Col passare delle settimane, per scongiurare rotture o rischi di pericolosi scismi, prende corpo sotto traccia l’idea di richiamare in servizio un “riservista” insieme a quella di un “papa straniero”. Magari anche una “papessa”, come qualcuno segretamente cogita.

Straniero si fa per dire, ovviamente.

Del resto, non era forse forestiero Borgna quando, nel 2012, da Bernezzo venne catapultato a Cuneo e ne uscì vincitore al ballottaggio?

Giampaolo Testa

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