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Attualità | 15 settembre 2021, 23:07

Il filosofo Fusaro a Cuneo: "L'infame tessera verde è una discriminazione a norma di legge"

Centinaia di persone in piazza Galimberti per la manifestazione contro l'obbligo di green pass. Uno degli organizzatori: "Si sta discutendo se si può coltivare la cannabis ma non si può andare a lavorare o portare il proprio figlio a scuola"

Il filosofo Fusaro a Cuneo: "L'infame tessera verde è una discriminazione a norma di legge"

Secondo la Questura erano tra i 250 e i 300. A occhio sembravano quasi il doppio i partecipanti alla manifestazione organizzata stasera 15 settembre a Cuneo, in piazza Galimberti, per dire no al green pass.

I presenti arrivavano da diverse aree della provincia, venuti ad ascoltare il filosofo e opinionista torinese Diego Fusaro, che da sempre contesta il certificato verde.

Ad organizzare la serata Giuseppe Lauria, Alessandro Balocco, Riccardo Visetti, Davide Bocco, Umberto e Serena, che hanno voluto a Cuneo il noto opinionista, contrario "all'infame tessera verde della discriminazione", come l'ha definita nel suo intervento trasmesso in diretta sui suoi canali social.

Per primo ha parlato proprio Lauria, evidenziando come il green pass non sia uno strumento sanitario quanto piuttosto di controllo politico e sociale. Ad evidenziarlo anche il prolungamento della validità da 9 a 12 mesi.

Balocco: "La nostra è una battaglia di rivolta civica e resistenza passiva. Non facciamoci togliere il gusto alla vita". E ancora: "Si sta discutendo se si può coltivare la cannabis ma non si può andare a lavorare o ad accompagnare il proprio figlio a scuola. Siamo qui in questa piazza perché siamo in tanti: è una battaglia di libertà per i nostri figli. Spegniamo la televisione e accendiamo il cervello!"

Tra gli interventi anche quello di Giuseppe Lo Iacono, arrivato da Imperia per raccontare dell'ordinanza firmata dal sindaco Claudio Scajola, con la quale era stato introdotto l’obbligo di green pass per accedere a tutte le sedi comunali. 

Dopo l'invio da parte sua di due mail al Garante della Privacy, l'ordinanza è stata prima posticipata nell'entrata in vigore e poi sospesa in quanto illegittima. "Se diamo potere a qualcosa che non c’è, cosa ci aspettiamo? Più facciamo tamponi più hanno i numeri che gli servono", ha concluso.

"Sono un filosofo e non un politico. Questa è la prima fase storica in cui se hai dubbi sei tacciato di complottisno, ma porre dubbi è ciò che fa la filosofia" - ha esordito Diego Fusaro.

Ha poi evidenziato i suoi dubbi: "Su quali basi e presupposti sarà finita l’emergenza? Se non disponiamo di questo criterio è difficile dare una fine. E sarà come in Oceania, dove basta un caso per far chiudere tutto".

Per lui "l'infame tessera verde discrimina chi non giura fedeltà al nuovo ordine tecno-sanitario. E' tornata la discriminazione a norma di legge. Stiamo vivendo un lockdown cognitivo. Non pensiate che durerà per poco. Vi ricordate i dispositivi sui controlli negli aeroporti dopo l'11 settembre? Decisi per rispondere ad un'emergenza, sono ancora in essere. E pensate all'effetto Sarajevo sulla popolazione: stanno creando divisioni tra le persone. E' un golpe globale. Andremo verso un altro lockdown, che prevedo ad ottobre: si dirà che è colpa dei non benedetti e tutta la popolazione tornerà agli arresti domiciliari. E' tutto studiato perché non finisca. Quando tutti saranno "benedetti" ci saranno le nuove varianti. Poi, quando non tutti saranno vaccinati alla nuova variante, sarà colpa loro e così via. La salvezza è sempre una dose più in là".

Barbara Simonelli

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