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Attualità | 15 settembre 2021, 11:31

Nel 2020 all'ospedale di Cuneo -27,8% di ricoveri, Icardi: "Nei prossimi anni avremo un costo altissimo in vite umane"

Rispetto al 2019, prima del Covid, che ha condizionato tutta l'attività ospedaliera, oltre che quella del Pronto Soccorso

Nel 2020 all'ospedale di Cuneo -27,8% di ricoveri, Icardi: "Nei prossimi anni avremo un costo altissimo in vite umane"

Giornata di bilanci e programmi, ieri 14 settembre, per l'azienda ospedaliera Santa Croce e Carle di Cuneo.

Il numero uno della Sanità regionale - Luigi Genesio Icardi - ha incontrato i vertici aziendali, i primari dell'ospedale e gli organi di stampa.

Per confermare l'attenzione al nosocomio del capoluogo, che resterà hub di riferimento a livello provinciale, senza alcuno scippo da parte dell'ospedale di Verduno. E per parlare dei grandi investimenti tecnologici e di personale già effettuati e in programma entro la metà del 2022.

L'incontro di ieri è stato anche occasione per fare un bilancio dell'attività ospedaliera, fortemente condizionata dalla pandemia.

Nel 2019, quindi nell'anno che ha preceduto il Covid, sono stati 19.574 i ricoveri al Santa Croce e Carle di Cuneo. Nel 2020 - quindi con il lockdown di marzo e aprile e la seconda ondata di ottobre e novembre - i ricoveri sono stati 14.115, registrando un -27,8%.

Al mese di luglio 2021, che include anche l'ondata di marzo e aprile scorsi, dove si è comunque cercato di non chiudere le attività ospedaliere ordinarie, i ricoveri sono già 14.676.

Per quanto riguarda i ricoveri diurni, il 2020 ha fatto segnare un -43,8% rispetto al 2019. Rispetto al 2020, in questo 2021 - periodo gennaio/luglio - l'ospedale registra già un +12,9%.

Pian piano si sta tornando ai ritmi pre-Covid, anche se ci vorranno anni per recuperare le liste di attesa. "Non vogliamo più congestionare gli ospedali, come successo nelle altre ondate. Le mancate cure e diagnosi su altre patologie nei prossimi anni avranno un costo altissimo in vite umane, oltre che un costo economico e sociale. Ma soprattutto in vite umane", ha detto Icardi.

Per quanto riguarda il Pronto Soccorso, che sarà interessato da lavori entro il mese di marzo 2022, con adeguamenti strutturali e impiantistici, gli accessi stanno tornando ai livelli pre-Covid.

Nel 2019 gli accessi erano stati 45.332, una media di 125 al giorno. Di questi accessi, i ricoveri effettivi sono stati il 17,7%. Nel 2020 gli accessi sono scesi a 29.942, con una percentuale, poi, di ricoveri, pari al 22,9%.

In questo 2021, fino a luglio, ci sono già stati 30.984 accessi. Di questi, il 23,7% si è poi tradotto in un ricovero.

Un sovraccarico importante, che evidenzia come l'attività del Pronto Soccorso non sia mai cessata e come i tanti accessi per Covid abbiano avuto la necessità di un'ospedalizzazione.

Nettamente diminuiti, al contrario, in particolare nel 2020, gli accessi per altre patologie e i cosiddetti accessi impropri, di persone che vanno al Pronto Soccorso prima ancora di rivolgersi alla medicina territoriale.

Barbara Simonelli

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