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Cronaca | 16 settembre 2021, 11:50

Piombò sui turisti in piazza a Monforte: partito il processo all’autotrasportare di Carrù

Respinta la costituzione di parte civile avanzata da un’amica della vittima. Primi accordi sui risarcimenti ai quattro turisti rimasti feriti nell’investimento

Piombò sui turisti in piazza a Monforte: partito il processo all’autotrasportare di Carrù

Si è aperto con l’udienza tenuta martedì in Tribunale ad Asti il processo volto ad accertare le effettive responsabilità di Eraldo Dotto, l’uomo che in un venerdì pomeriggio di un anno fa (era il 20 settembre), attraversando piazza Umberto I a Monforte d’Alba alla guida del suo Suv, perse il controllo del potente mezzo andando a investire un gruppo di turisti.

L’incidente provocò la morte della 66enne torinese Fiorangela Ghiglio e il ferimento di altre quattro persone. Da qui le accuse per le quali il 42enne autotrasportatore di Carrù è stato rinviato a giudizio con le ipotesi di reato di omicidio stradale (l’uomo era anche risultato positivo all’alcol test), lesioni gravi e gravissime.

Celebrata di fronte al giudice Giorgio Morando (l’accusa è invece sostenuta dal sostituto Gabriele Fiz), l’udienza ha visto le costituzioni di parte civile e il successivo rinvio del procedimento – così come richiesto della difesa – al prossimo 25 gennaio, per dare tempo alle parti di definire il capitolo dei risarcimenti alle vittime.

In questo senso un accordo definitivo sarebbe già stato trovato coi legali del 76enne compagno della vittima, che nell’incidente era rimasto gravemente ferito, mentre per comprensibili motivazioni procedurali servirà altro tempo per fare altrettanto a favore dei tre cittadini stranieri – un 60enne belga e una coppia di turisti tedeschi – coinvolti nel sinistro e finiti a loro volta in ospedale in seguito all’investimento.

Da rilevare, la decisione del giudice di non ammettere la costituzione di parte civile di un’amica della Ghiglio, per la quale non sarebbe stato dimostrato il rapporto di affezione con la vittima.

"Registriamo positivamente che il procedimento è incardinato – commenta l’avvocato Alessandro Viglione del foro di Milano, difensore di Dotto –. Ora attendiamo che si definiscano le partite risarcitorie per poi valutare successive scelte processuali".

E. M.

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