Attualità - 17 settembre 2021, 19:34

Carlin Petrini: "E’ tempo di ripensare in chiave benefica il nostro rapporto con gli altri inquilini della Terra"

All’inaugurazione della 13ª edizione di Cheese i premi alla "Resistenza Casearia” da quest’anno nel ricordo di Agitu Gudeta, simbolo dell’ambientalismo e dell’integrazione dei rifugiati in Italia

Carlin Petrini: "E’ tempo di ripensare in chiave benefica il nostro rapporto con gli altri inquilini della Terra"

“«Considera gli animali» è un appello a ripensare in chiave benefica il nostro rapporto con gli altri inquilini della Terra; con gli animali selvatici e quelli di allevamento, senza i quali i formaggi non esisterebbero. Questa edizione di Cheese è la prima nell’era che potremmo definire della transizione ecologica. Una nuova fase storica, come quella che tre secoli fa fu segnata dalla rivoluzione industriale. Oggi siamo all’alba di una nuova era, nella quale dovremo prendere atto del fatto che le risorse non sono infinite. Cheese rappresenta un messaggio: occorrono nuove forme di produzione e consumo, perché quelle adottate finora ci hanno portato al disastro ambientale. E noi diciamo che il benessere animale è uno degli elementi della transizione ecologica che non possiamo più rimandare".

Con queste parole il fondatore e presidente onorario di Slow Food, Carlin Petrini, ha salutato questa mattina il pubblico e le autorità intervenute a Bra per l’apertura ufficiale della rassegna, la cui 13ª edizione proseguirà ai piedi della Zizzola sino a lunedì.

Prima di lui, dal palco allestito in piazza Caduti per la Libertà, Carla Coccolo di Slow Food aveva dato il benvenuto al ricco parterre di ospiti, a cominciare dal ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone – cui è stato poi affidato il taglio del nastro – agli assessori regionali Luigi Icardi (Sanità) e Marco Protopapa (Agricoltura), alla presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, ma anche ai tanti sindaci di Langhe, Roero e Monferrato presenti per il primo atto della manifestazione.

A fare gli onori di casa il sindaco braidese Gianni Fogliato. “Cheese è un banco di prova per il periodo che stiamo vivendo, per imparare a convivere con il virus, tornando però a fare le cose che facevamo prima, rispettando le regole e le buone abitudini”, ha esordito, sottolineando il grande lavoro di squadra col quale si è riusciti a mettere in piedi un evento che è comunque "una grande opportunità di relazione, conoscenza e crescita. Abbiamo bruciato il nostro legame con la natura – ha poi proseguito riferendosi al tema della manifestazione –, questa crisi sanitaria ci costringe a ripensare al nostro rapporto col pianeta e a ristabilire equilibri sani. Quella che abbiamo davanti è una sfida per ripensare al nostro posto nel mondo e anche un evento come Cheese ci può ricordare che è fondamentale ritornare alla normalità, ma a una nuova normalità più matura, più consapevole del rapporto con la natura, con le altre specie ma soprattutto fra di noi”.

A Barbara Nappini l’onore di consegnare i riconoscimenti per il “Premio Resistenza Casearia”, da quest’anno intitolato ad Agitu Ideo Gudeta, la 42enne etiope simbolo dell’ambientalismo e dell’integrazione dei rifugiati in Italia. Dopo averne ricordato la figura (laureata in Sociologia a Trento, poi tornata nel propio paese per impegnarsi in iniziative di agricoltura sostenibile e nel contrasto al fenomeno dell’accaparramento delle terre da parte dei militari, col conflitto del 2010 Agitu era tornata in Italia per dare vita a un allevamento di capre a Valle dei Mocheni, in Trentino, prima di venire uccisa in modo violento da un suo dipendente stagionale nel dicembre dello scorso anno), Nappini ha proceduto con la consegna dei riconoscimenti assegnati ad Angela Saba, produttrice del pecorino a latte crudo della maremma in Toscana; Renato Gortani, 74 anni, casaro, pastore, allevatore e produttore del presidio del Çuç di Mont in Friuli Venezia Giulia; Walter Dragu, casaro, pastore, allevatore e produttore del presidio del Mishavinë in Albania; Daljit Singh, emigrato in Italia dal Punjab in India, è casaro e allevatore; François Borel, allevatore di capre del Rove e produttore del presidio della Brousse du Rove in Francia nonché presidente del Groupement de Producteurs de Brousse du Rove AOP; e per finire un attivista della resistenza casearia: Paolo Ciapparelli del presidio dello Storico Ribelle e del Furmàcc del Féene.


A chiudere la cerimonia l’intervento del ministro per le Politiche Giovanili Fabiana Dadone, che ha sottolineato quanto, in un mondo globalizzato, possano essere le piccole azioni quotidiane a cambiare il corso delle cose. Dadone ha posto l’accento sulle richieste dei giovani legate proprio alle opportunità che possono essere offerte dalla transizione ecologica, citando anche alcuni passaggi legati a un recente tavolo di confronto con alcune associazioni giovanili.
“Spesso mi domando che tipo di Italia mi aspetto oggi – ha spiegato –. Mi aspetto un’Italia di piccoli borghi, nella quale i ragazzi possano tornare a vivere, ripopolandoli, grazie alle innovazioni tecnologiche, ma anche grazie alle tradizioni. Per tornare a vivere questi territori bisogna però riuscire a mantenervi i piccoli negozi di vicinato, offrire servizi, organizzare trasporti sostenibili, riconcepire l’organizzazione del lavoro e coniugarla con le esigenze della vita quotidiana”.

Andrea Olimpi

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