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Attualità | 17 settembre 2021, 12:45

Green pass, il mondo produttivo della Granda è coeso: "Ben venga, se serve a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro"

Mauro Gola, presidente di Confindustria Cuneo e della Camera di Commercio: "Non possiamo permetterci un'altra ondata". Luca Chiapella presidente di Confcommercio: "Se serve a impedire altre chiusure, non possiamo che essere d'accordo"

Green pass, il mondo produttivo della Granda è coeso: "Ben venga, se serve a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro"

All'indomani dall'uscita del decreto che stabilisce l'obbligo del green pass per tutti i lavoratori, che siano del settore pubblico, privato o che siano autonomi, le reazioni del mondo produttivo non si sono fatte attendere. 

Non è mancata la voce dell'imprenditore Duilio Paolino, che qualche settimana fa aveva raggiunto la ribalta nazionale dicendo che, nella sua azienda, i lavoratori non vaccinati non sarebbero stati ammessi. Li avrebbe fatti stare a casa, stipendiati per due mesi.

Oggi è tornato sulla questione, ribadendo: “Sono un promotore convinto del vaccino, indispensabile per tutelare la salute ma anche l’economia, ossia il lavoro di tutti". 

Sulla questione abbiamo interpellato Mauro Gola, presidente di Confindustria Cuneo e della Camera di Commercio. "Non possiamo permetterci un'altra ondata - ha detto. L'unico obiettivo deve essere la sicurezza del posto di lavoro e oggi questo passa attraverso i vaccini e, quindi il green pass. Sulla sicurezza le nostre aziende avevano già lavorato, con investimenti importanti, già prima che ci fosse il vaccino. Non ci devono essere altri aggravi per il mondo imprenditoriale. Ora abbiamo questo strumento, noi crediamo nella tecnologia e nella scienza".

Gola evidenzia anche come ogni decisione debba essere guidata dal buon senso. "Siamo dell'idea che la strada debba essere quella dell'accompagnamento alla scelta vaccinale. Obbligare serve a poco, secondo me. Anche tra di noi ci sono anime e posizioni diverse, ma il mondo produttivo non può davvero più permettersi di fermarsi. Se un dipendente non vuole vaccinarsi, provvederà a sue spese a farsi il tampone, non può chiederlo all'azienda perché è una sua scelta. Nessuno vuole sanzionare o licenziare. Si sta solo cercando di raggiungere una situazione che possa garantire al mondo produttivo di non subire un altro stop. Non sarebbe più sostenibile".

Luca Chiapella, presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia di Cuneo, è dello stesso avviso: "Se questo strumentio garantisce alle nostre imprese di lavorare e non chiudere, ben venga. Basta che non si traduca in un aggravio di costi"

Per Chiapella è corretto che un ristoratore chieda il green pass ad un cliente che consuma all'interno del suo locale. Altrettanto corretto che il cliente abbia la certezza che anche chi lo serve sia vaccinato e quindi munito di green pass. "La stessa cosa vale in un negozio o in qualunque attività commerciale", aggiunge. "Stiamo faticosamente avvicinandoci ad un'immunità di gregge. Tutti noi ci auguriamo che questa situazione possa finalmente finire. La vaccinazione è una sicurezza per tutti, oltre che una scelta etica".

Barbara Simonelli

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