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Cuneo e valli | 17 settembre 2021, 18:13

Le donne sottovalutano il rischio di certe malattie, come ictus e infarto

Si tende a pensare che colpiscano di più gli uomini e così aumentano le patologie gravi. Informazioni e controlli, in piazza Galimberti a Cuneo

Le donne sottovalutano il rischio di certe malattie, come ictus e infarto

Per avere un cuore in forma ed un cervello giovane, è necessario anche essere informati sulle possibili patologie che possono colpire questi due organi.

Perché spesso non conoscere i rischi e sottovalutare gli allarmi che segnalano qualche cosa che non va, può portare a gravi conseguenze. Un problema, questo, che si riscontra più nelle donne che che negli uomini. Sono loro infatti, che solitamente si prendono cura di tutta la famiglia, a trascurare se stesse. Aggravando o sottovalutando, così facendo, possibili malattie.

Per una maggior consapevolezza, domani - sabato 18 settembre - in piazza Galimberti - si parlerà di rischio cardio-cerebrovascolare e di prevenzione proprio nelle donne.

Le donne ci stanno a cuore, un evento - promosso dall’Associazione Pre.zio.sa. Prevenzione Promozione Salute Onlus – in cui, come dice la presidente Maria Peano: le donne avranno la possibilità di sottoporsi a una valutazione del rischio cardio-cerebrovascolare mediante la misurazione della pressione arteriosa, dei valori di colesterolo che sarà realizzata dal personale della Cardiologia e della Neurologia dell’Azienda Ospedaliera di Cuneo e dell’ASL CN 1, dalle ore 10 alle ore 18”.

Saranno previsti due momenti durante la giornata – alle 11 e alle 16 - di illustrazione da parte del personale medico e delle dietiste dei temi della prevenzione cardio-cerebrovascolari.

”I fattori di rischio tradizionali non modificabili - spiega la dottoressa Roberta Rossini, direttore della struttura complessa di cardiologia dell’ospedale Santa Croce e Carle di Cuneo - come l’età e la familiarità, vi sono fattori di rischio tradizionali modificabili, quali ipertensione arteriosa, fumo, sedentarietà.

Questi fattori sono i medesimi nei due sessi ma hanno un peso (rischio relativo) diverso e risultano avere un impatto maggiore in termini di morbilità e mortalità cardiovascolare nelle donne rispetto agli uomini”.

“Purtroppo - prosegue Rossini, responsabile scientifico dell’evento insieme alla dott.ssa Bongioanni - ancora oggi assistiamo ad un gender gap, anche in ambito sanitario. Le donne sono spesso sotto rappresentate in ruoli apicali: nel 2019, i direttori di struttura complessa erano rappresentate nell’83% da uomini e dal 17% da donne, pur rappresentando, le donne, il 44% di medici e odontoiatri. Al fine di colmare queste disparità, è fondamentale che le donne non vincolino lo sviluppo di carriera al proprio ospedale e alla propria città e credano in un modello di leadership femminile”.


NaMur

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