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Attualità | 23 settembre 2021, 10:47

Misure anti-smog: il Comune di Cuneo chiederà una sospensione temporanea della normativa

L'obiettivo dell'ordine del giorno approvato in consiglio comunale è quello di dare il tempo a tutti i cittadini di adeguarsi. Ma Silvia Cina avverte: "Rischiamo una sanzione dall'UE, che pagherebbero tutti i cittadini"

Foto generica

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Il Comune di Cuneo si farà portavoce con la Regione Piemonte per la richiesta di una sospensione temporanea delle nuove misure anti-smog da poco entrate in vigore anche nel territorio cuneese.

La presa di posizione è stata confermata nella serata di martedì 21 settembre in consiglio comunale, a seguito della discussione di un ordine del giorno urgente presentato da Centro per Cuneo, PD, Crescere Insieme e Cuneo Solidale Democratica, approvato con 17 voti favorevoli.

"Come tutti sappiamo la scorsa settimana il Comune di Cuneo ha recepito le prescrizioni della Regione Piemonte per ridurre le emissioni inquinanti secondo una norma discussa sin dal 2008 - ha detto Luca Pellegrino nella presentazione dell'ordine del giorno - . Non siamo contrari all’ottica di una mobilità cittadina più sostenibile, ma arriviamo da due anni particolarmente difficili e abbiamo dovuto adottare queste prescrizioni in urgenza e senza poterle ragionare, con il risultato che ci troviamo con diverse aree del nostro territorio impraticabili da auto vecchie di sette od otto anni".

"Quanti mezzi della polizia, dei vigili del fuoco, della protezione civile e dell’ambulanza non sono in regola? Se la norma vale per tutti rischiamo di non far girare più nessuno - ha concluso Pellegrino - . Risulta difficile mettersi rapidamente in regola: chiediamo quindi una sospensione della norma attualmente in vigore per dare la possibilità ai cittadini di adeguare i propri veicoli alle nuove richieste e, alla Regione, di produrre stanziamenti per rinnovare il parco veicoli".

Concorde con la richiesta anche Carlo Garavagno che, pur condividendo la valenza ambientale delle misure introdotte, sottolinea come il rischio sia quello di mettere in difficoltà economica moltissimi cittadini: "Un progetto dalla giusta filosofia non può diventare un balzello, il “green new deal” non può pesare sulla popolazione più in difficoltà - ha aggiunto - . Si dovrebbero inserire agevolazioni modulate sull’Isee".

"Sono ormai anni che accettiamo tutto quello che arriva dall’Europa come se avessimo bisogno di qualcuno che ci spiegasse il vivere quotidiano: ancora una volta catapultiamo su un territorio come il nostro scelte ,anche condivisibili, ma al di fuori di ogni contesto di realtà" ha aggiunto "Beppe" Lauria, nel caso specifico sulla stessa lunghezza d'onda dei proponenti.

"Fatico a comprendere la scelta se inserita nel contesto storico attuale - ha poi aggiunto - : il paese è in ginocchio, sono anni che si sommano nuovi poveri, e con una tranquillità straordinaria carichiamo sulle spalle dei cittadini nuove spese. La questione, nel nostro territorio, appare quanto meno marginale; la Granda viene paragonata a zone della Pianura Padana con larghi insediamenti industriali quando, a parte poche eccezioni, non sappiamo nemmeno che cosa siano. Sarebbe bello che le risorse fossero impiegate per qualcosa di più urgente e grave e mi corre l'obbligo di ringraziare il sindaco Borgna, perché so che assieme ad altri sindaci si è posto in condizione di avversare, nella speranza di un nuovo rinvio, la normativa ormai entrata in vigore".

Uniche voci fuori dal coro quella di Ugo Sturlese e di Silvia Maria Cina: "Comprendo benissimo il disagio dei cittadini, dovuto anche a una mancanza di comunicazione, che ha mosso i colleghi nel presentare l’ordine del giorno ma la normativa è in vigore da giovedì scorso, quindi il documento non ha assolutamente carattere d'urgenza - ha detto la seconda - . Prima di tutto la tutela dell’ambiente dovrebbe essere stata interiorizzata dalla nostra amministrazione e non sottintendere una richiesta dell’Europa. Ma, nello specifico, la proroga è politicamente inaccettabile visto che è dal 2008 che ci si vuole muovere in questo senso e, inoltre, l'Europa ha già condannato l’Italia per inquinamento dell’aria e la richiesta potrebbe portare a una sanzione o a un richiamo dell’UE dato che esistono regolamenti ben precisi. Sanzione che verrebbe pagata da tutti i cittadini. Si tratta di una conseguenza da valutare con grande attenzione e agendo con estrema cautela".

Simone Giraudi

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