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Attualità | 23 settembre 2021, 11:33

Tamponi e sierologici anche in parafarmacia, la dottoressa Sferruzza di Beinette: "Lo chiediamo da oltre un anno. La nostra è una battaglia di dignità"

Nei giorni scorsi è stata a Torino, assieme ad altri colleghi, per incontrare l'onorevole Bersani e consegnare una lettera con le richieste della categoria

Asinistra la dottoressa Sferruzza

Asinistra la dottoressa Sferruzza

Una battaglia di dignità.

La definisce così Sandra Sferruzza, titolare della parafarmacia di Beinette e membro della Federazione Nazionale Parafarmacie Italiane (F.N.P.I.).

Da tempo i titolari delle parafarmacie italiane, 4.700 sparse sul territorio nazionale, 273 in Piemonte, stanno tentando di vedersi riconosciuto il ruolo di presidi sanitari. Servizi essenziali che non hanno mai chiuso, non possono effettuare tamponi e test sierologici, cosa che invece viene fatta nelle farmacie.

Nei giorni scorsi la dotteressa Sferruzza, assieme ad altri suoi colleghi, è stata a Torino ad incontrare l'onorevole Pieluigi Bersani, per portare le istanze della categoria. La stessa lettera è stata indirizzata al ministro Speranza.

Proprio nei giorni scorsi il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso della categoria contro la Regione Marche, che aveva dato il via libera all'esecuzione dei test per poi fare un passo indietro. Le parafarmacie delle Marche, attraverso le proprie sigle di rappresentanza, avevano presentato ricorso al Tar, vincendolo.

Spiega la dottoressa Sferruzza: "Nelle parafarmacie opera un farmacista laureato e abilitato, in grado di fornire ai cittadini un supporto qualificato di assistenza. Diamo un servizio analogo a quello delle farmacie, ma veniamo visti come attività commerciale e non come presidio sanitario. Il nostro contributo è stato importantissimo in questo anno e mezzo abbondante. Ma lo sarebbe stato molto di più se avessimo potuto fare i vaccini o effettuare i test e i tamponi. Nell'emergenza che abbiamo vissuto, perché negarci questa possibilità a priori? Questa è una battaglia di dignità, continuo a ribadirlo. Siamo stati un presidio importantissimo, ma non ci è concesso di effettuare i test, né siamo abilitati all'utilizzo della piattaforma per il green pass o del CUP, centro di prenotazione unico. Siamo pronti e lo siamo sempre stati. L'onorevole Bersani ci ha ascoltato e ha accolto le nostre richieste. Chiediamo al ministro Speranza di trattarci per la nostra professionalità e per la nostra competenza".

Barbara Simonelli

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