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Attualità | 24 settembre 2021, 18:54

Recovery Fund, a Barolo l’incontro organizzato da Confapi Cuneo per parlare delle opportunità per il territorio

I 209 miliardi del PNRR sono una grande opportunità, a patto che vengano rispettate le 528 condizioni imposte dell’Unione Europea per l’erogazione dei fondi

Alcune immagini dell'assemblea

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Il cortile del Castello di Barolo è stato teatro, nel pomeriggio di oggi, venerdì 24 settembre, dell’incontro “Recovery Fund: un’opportunità per il territorio”: ad aprire i lavori, un emozionato Pierantonio Invernizzi, presidente di Confapi Cuneo, il sodalizio della piccola e media impresa, orgoglioso per la grande partecipazione, con 150 aziende presenti sulle 160 iscritte.

Dopo i saluti del sindaco di Barolo, Renata Bianco, ha aperto il giro di interventi l’assessore regionale alla Sanità, Luigi Icardi, che cita i 139 milioni di euro destinati all’antisismica e all’adeguamento degli ospedali, già coperti con stanziamenti dello Stato, che verranno finanziati ora dal PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ndr), liberando risorse che saranno impiegate per altri progetti, come ad esempio gli interventi per la realizzazione di case di comunità territoriali.

Un altro tema importante è quello relativo al green pass, che rappresenta oggi un onere posto a carico delle aziende. Invito voi imprenditori a evidenziare le criticità per le aziende, così da poter costruire insieme, per la prima settimana di ottobre, una circolare che verrà condivisa con il Ministero, dando poi direttive uniformi”.

Roberto Passone, consigliere della Provincia di Cuneo: “Siete voi imprenditori la struttura portante del nostro territorio, che è ora davanti a una sfida, che si potrà vincere solo con un lavoro comune di pubblico e privato. La banda larga è un’importante scommessa da portare avanti, ricordando che Il pubblico, senza il privato, non va da nessuna parte”.

Critico, sul PNRR, il senatore Marco Perosino, di Forza Italia, membro della VI Commissione del Senato, Finanza e Tesoro, che ricorda come i circa 209 miliardi destinati all’Italia debbano essere restituiti nel tempo. “Senza dimenticare che il 31/12/2023 è il termine entro il quale serviranno i progetti esecutivi, per cui è fondamentale sveltire i processi per avviare e chiudere le gare di appalto, per non perdere i contributi che ci spettano”.

A dialogare con il moderatore di giornata, il giornalista Gianmario Ricciardi, sul palco è poi salito Eugenio Puddu, Partner Deloitte, che ha fornito numeri a supporto dei cambiamenti radicali che hanno interessato la società in questi ultimi due anni.

Sono poi diversi i settori che potranno beneficiare del PNRR, che richiede tuttavia che vengano rispettate ben 528 condizioni: non sarà propriamente una passeggiata… Il capitolo di spesa più rilevante, in ogni caso è quello della transizione ecologica. Poi la digitalizzazione: ci sono mestieri storici che nel giro di pochi anni non esisteranno più, grazie alla digitalizzazione di moltissime funzioni. Quindi istruzione, infrastrutture, inclusione e salute, per un modello di società molto più interattivo”.

Il senatore Mino Taricco, Partito Democratico, membro della IX Commissione del Senato (Agricoltura e produzione agroalimentare): “Entro il 2022 dovremo aver trovato collocazione al 70% delle risorse in arrivo con il Recovery Fund.

Ci saranno vantaggi diretti e indiretti, perché le tabelle di marcia serrate ci costringeranno a fare riforme attese da troppo tempo, da decenni, in diversi ambiti di intervento. Dei 209 miliardi, in ogni caso, un terzo sarà a fondo perduto, la rimanenza saranno risorse da restituire, ma tutte queste risorse andranno comunque rendicontate entro il 2026”.

Quindi il senatore Giorgio Maria Bergesio, in quota Lega, anche lui membro della IX Commissione del Senato (Agricoltura e produzione agroalimentare): “Ottima la crescita italiana, con il PIL che salirà quest’anno a 1.700 miliardi di euro, ma ricordiamoci che il nostro debito pubblico viaggia intorno a quota 2.700 miliardi.

Gli investimenti sulla filiera agroalimentare ammontano all’incirca sui 25 miliardi, per cui è importante vagliare le singole voci inserite nell’ambito agricolo, che richiedono valutazioni precise”. Aggiunge poi Bergesio: “La sfida si gioca su diverse misure: la prima è quella della riforma della giustizia, che richiede tempi certi; quindi il tema fiscale, che affossa l’imprenditoria; ancora, le infrastrutture e la logistica, autentico punto debole del nostro territorio”.

L’onorevole Monica Ciaburro, segretario della XIII Commissione della Camera dei Deputati (Agricoltura), all’opposizione del Governo Draghi dalle fila di Fratelli d’Italia, invita a riflettere sulle priorità nella scelta della destinazione di queste risorse. “Ci sono state criticità: il PNRR è arrivato alla Camera un quarto d’ora prima della votazione, per cui non c’è stato tempo di approfondirne il contenuto in quella fase. Ricordiamoci poi che questi soldi sono presi in prestito dai nostri figli e nostri nipoti, per cui occorre un’attenta riflessione.

È una sfida da cogliere e in questa provincia saremo all’altezza, come abbiamo sempre dimostrato di saper fare”.

Chiude la carrellata di parlamentari l’onorevole Flavio Gastaldi (Lega), membro della XIII Commissione della Camera dei Deputati (Agricoltura), citando l’indice di salubrità dei Comuni, misurato dal numero di gru che si stagliano nella skyline, parlando in particolare degli interventi e delle possibilità in ambito edilizio: “Quella del PNRR è un’opportunità da cogliere, e dobbiamo farci trovare pronti con progetti all’altezza nel momento in cui, nei diversi step attuativi, i veri bandi verranno aperti”.

Pietro Ramunno

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