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Attualità | 27 settembre 2021, 16:50

Le sigle ambientaliste: "Non si possono realizzare nuove attività produttive senza distruggere suolo?"

La lettera, indirizzata alle amministrazioni di Cuneo e Fossano, dove si stanno costruendo (o saranno presto in costruzione) due grandi e innovativi poli logistici

Il cantiere cuneese

Il cantiere cuneese

La domanda che le sigle ambientaliste Legambiente Cuneo, Pro Natura Cuneo, Lipu Cuneo, Cuneo Birding, Italia Nostra Cuneo e il Comitato Salviamo il Paesaggio hanno consegnato a una lettera ufficiale rivolta alle amministrazioni comunali di Cuneo e Fossano è una sola: “Perché non si possono realizzare nuove attività produttive senza distruggere altro suolo?

A monte della richiesta, la tematica del consumo di suolo e i due cantieri per altrettanti poli logistici che interessano le città: quello della Conad, di prossimo lancio, e quello su frazione Ronchi di Cuneo che – probabilmente – porterà in città il colosso dell'e-commerce Amazon. E che, si prevede, faranno scomparire circa 100 mila metri quadrati di suolo l’uno.

"Non si potevano utilizzare i tanti capannoni abbandonati? Questa è sostenibilità? - si chiedono i rappresentanti delle associazioni firmatarie - Qualcuno l’ha definita “sosteni...bla bla” per sottolineare come tutti ormai usano a vanvera questo verbo ma razzolano male, ben conoscendo ormai la drammaticità delle problematiche ambientali: a partire dallo Stato, che ancora non è riuscito a legiferare seriamente sullo stop al consumo di suolo (una proposta di legge sostenuta dalle Associazioni e dal Comitato nazionale Salviamo il Paesaggio giace in attesa da anni), alle Regioni ed agli Enti locali che continuano a produrre leggi urbanistiche e Piani Regolatori che di fatto consentono un consumo dissennato di suolo. E le aziende, che si dichiarano sostenibili, sfruttano la situazione (giocando anche sull’occupazione ed il lavoro) per continuare la cementificazione del territorio e la cosiddetta “crescita”, a scapito delle preziose risorse naturali".

A causa dei lavori di costruzione dei due poli logistici verranno riversate in atmosfera 5.000 tonnellate di CO2 in più, alle quali è necessario aggiungere le emissioni delle nuove edificazioni e il loro funzionamento.

L’ISPRA (l’autorevole Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) ricorda da anni che il consumo di suolo continua in ogni area del nostro Paese e mette in guardia contro i danni che deriveranno da questa distruzione – concludono le sigle - . Lo stesso fanno la FAO e l’Agenzia Ambientale Europea. Nel PNRR il Governo ricorda che la sfida dell’azzeramento del consumo di suolo è una questione urgente e internazionale: e allora che altro si aspetta? Ormai non solo i cambiamenti climatici in atto e purtroppo in crescita, ma diversi altri indicatori ambientali segnalano l’urgenza dell’inversione di rotta, che assolutamente continuiamo a non vedere”.

redazione

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