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Economia | 27 settembre 2021, 07:00

UK post-Brexit: cosa sapere prima di trasferirsi

Ecco una pratica guida con le informazioni più importanti da conoscere se si sceglie di andare a vivere in Inghilterra in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea

UK post-Brexit: cosa sapere prima di trasferirsi

 

Nel corso degli ultimi anni molti italiani hanno guardato con interesse al Regno Unito, considerando l’idea di trasferirsi in Inghilterra per i molteplici vantaggi che presenta la vita britannica: salari più alti, maggiori possibilità lavorative e una cultura più aperta. Oggi approfondiremo quali sono le informazioni più importanti da conoscere se si sceglie di andare a vivere in Inghilterra in seguito all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Come trasferirsi in Inghilterra 

Fare un trasloco e trasferirsi in un’altra città sono di per sé due momenti impegnativi: cambiano i punti di riferimento, le abitudini, e bisogna imparare a confrontarsi con nuove realtà sconosciute. Spesso subentra anche un’inevitabile nostalgia di ciò che si è lasciato alle spalle e che si aveva prima.

Tutto questo è ovviamente amplificato quando il trasferimento è all’estero, considerando la grande distanza che separa la città di destinazione da casa e il fatto di avere a che fare con una cultura spesso molto diversa rispetto a quella del proprio paese. In primis, dunque, è importante affrontare il trasferimento in maniera positiva, concentrandosi soprattutto sui vantaggi che il Regno Unito offre: un basso tasso di disoccupazione, serietà delle aziende che assumono, poca criminalità e il folklore dei pub e dello humour inglese. Bisogna però anche tenere in considerazione le nuove regole entrate in vigore dopo la Brexit; in particolare, si fa riferimento al sistema a punti: per ottenere un visto, infatti, servono almeno 70 punti, da ricevere in due diversi modi.                                                         

Nel primo caso, bisogna già disporre di un’offerta di lavoro con uno stipendio minimo pari a 25.600 sterline l’anno, altrimenti è possibile esibire un dottorato di ricerca. Il governo, inoltre, ha messo a disposizione una vera e propria lista dei lavori validi per ottenere il visto lavorativo, in quanto non tutti i mestieri lo garantiscono. Per quanto concerne la possibilità di studiare all’estero, invece, per le università servirà un visto studentesco, ottenibile facendosi offrire un posto in un istituto cosiddetto sponsor e dimostrando di avere una buona conoscenza della lingua inglese, oltre che la disponibilità economica per pagare gli studi.

Regno Unito e animali domestici: come fare

Quando si parla di trasferimento all’estero bisogna considerare molti fattori, incluso l’eventuale trasporto dei propri animali domestici: sarebbe quasi impensabile l’idea di lasciare indietro i compagni di una vita.

Nonostante le eventuali prime difficoltà che si possono incontrare nella fase di trasloco e adattamento alla nuova realtà, vivere con un amico a quattro zampe, e per di più in uno Stato come il Regno Unito, è sempre un valore aggiunto.

A questo proposito, esistono alcuni servizi che si occupano di portare cani in Inghilterra, e di gestire le diverse fasi della spedizione dell’animale, assicurando sia allo stesso che al padrone sicurezza e rispetto delle regole. Questo perché ovviamente bisogna seguire una procedura ben precisa per poter far entrare il proprio cane nel Regno Unito, come ad esempio l’obbligo di possedere un microchip per l’animale, la vaccinazione antirabbica e un trattamento contro la tenia da effettuare nei giorni immediatamente precedenti al viaggio; è chiaro che affidandosi a dei professionisti questi passaggi risultano molto più semplici e sicuri. Si aggiunge, infine, l’obbligo di possedere un passaporto valido anche per il proprio animale.

 

 

Richy Garino

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