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Attualità | 28 settembre 2021, 13:44

La villa romana di Costigliole: fu anche un B&B dell’antichità

Lo dicono i risultati delle esplorazioni della 17° campagna di scavi, presentati venerdì. Nel complesso rurale si svolgevano diverse attività: dalla lavorazione dei metalli, alla coltivazione della vite e funzionava come “mansio”. Si sta pensando ad una sede museale per i reperti trovati in questi anni

Gli scavi di Costigliole

Gli scavi di Costigliole

 

Non si può guardare  l’antico con occhi moderni, ma volendo dare un'idea si potrebbe dire che l’antica villa romana, intesa come fattoria, opificio, potrebbe essere stata un bed and breakfast ante litteram.

Emergono altre scoperte relative all’area archeologica di Costigliole Saluzzo in cui si è conclusa  la 17° campagna di scavi. Nella conferenza di venerdì 24 settembre, all'interno del programma della Sagra dell’Uva Quagliano, sono state presentate  dai docenti Diego Elia e Valeria Meirano del Dipartimento Studi  Storici dell’Università di Torino i risultati dell’attività di indagine, che ha coinvolto 25 partecipanti (Corsi di Laurea in Beni culturali, Archeologia e Storia antica, Conservazione e Restauro dei Beni culturali).

"Il sito  romano di Costigliole è stato al centro dell’interesse non soltanto di progetti di valorizzazione, per la fruizione al grande pubblico, ma un punto di riferimento anche a livello scientifico, con un interessante scambio tra gli addetti ai lavori"  spiega  Valeria Meirano.

La villa, intesa come fattoria produttiva, opificio,  in base a ciò che è emerso ospitò  diverse attività: dalla lavorazione dei metalli, alle produzioni in ceramica e terracotta, passando per la molitura dei cereali fino ad arrivare alla viticoltura, pratica diffusa già allora sui  pendii della collina costigliolese.  Si parla  in questo caso di un ampio impianto vinicolo, il primo rinvenuto nel Piemonte meridionale.

Fu un insediamento rurale  molto fiorente già dall’età augustea che fu  distrutto da un rovinoso incendio negli ultimi decenni del III secolo d.C.. L'incendio seppellì tutto, ma ne cristallizzo la vita del periodo, permettendo poi uno studio archeologico dettagliato  di ciò che stato ritrovato:  dalle monete, alla terracotta , agli attrezzi,  alla massa importantissima di acini  d’uva . La  villa vide poi un’ulteriore fase di frequentazione fino al V secolo d.C. 

E’ il  sito rurale di età romana meglio noto nel Piemonte meridionale. "Le strutture finora messe in luce – raccontano gli archeologici - si riferiscono ad una villa rustica estesa per almeno 9000 mq, articolata in più edifici, con settori destinati a fini abitativi e produttivi (stoccaggio, immagazzinamento, trasformazione dei prodotti agricoli, attività artigianali).

Una parte del complesso, ed è una delle novità,  funzionava inoltre come “mansio”, una sorta di rifugio,  di servizio di accoglienza, dove ospitare viaggiatori e mercanti che trovavano nella villa di Costigliole un ideale punto di sosta dove riprendere le forze, rifocillarsi e abbandonare temporaneamente carri e merci.

A testimoniare l’attività di accoglienza, creata anche probabilmente per integrare il reddito  è il ritrovamento di  stanze con latrina accanto alla parte residenziale e  un ampio ambiente dove probabilmente venivano ricoverati gli animali.

“La villa si trovava infatti in posizione strategica rispetto alle antiche direttrici stradali che permettevano di spostarsi lungo la linea di pedemonte, ma anche di superare i valichi alpini verso la Gallia.

La parte residenziale ha invece rivelato apprestamenti funzionali, come focolari in muratura, ma anche rifiniture e suppellettili di pregio che fanno intuire l’alto tenore di vita del proprietario che gestiva l’ampia tenuta intorno al complesso".

Tra le sollecitazioni emerse dal convegno, quella  di pensare ad una musealizzazione dei reperti finora ritrovati. "Stiamo pensando a  questo bellissimo progetto della sede museale a Costigliole - afferma l’assessore alla cultura Paola Anghilante - e si stanno cercando risorse economiche per allestirla". 

 

vilma brignone

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