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Cronaca | 28 settembre 2021, 13:44

Alba, aggredì la fidanzata in casa: chiesta la conferma della condanna di primo grado

Alle battute finali il processo d’appello che vede imputato un giovane artigiano di Neviglie, alla sbarra per tentato omicidio

Il palazzo di giustizia di Torino

Il palazzo di giustizia di Torino

E’ attesa tra meno di un mese, per il prossimo 25 ottobre, la sentenza di appello del processo per tentato omicidio in corso in Corte d’Appello a Torino nei confronti di Alberto Montaldo, il 30enne di Neviglie che nel dicembre scorso era stato condannato dal Tribunale di Asti a 4 anni di reclusione e ad altri 3 di libertà vigilata per il tentato omicidio dell’allora compagna, la coetanea S. M., avvenuto nell’appartamento albese di lei il 3 gennaio 2020.    

Aperto nel maggio scorso, il procedimento di secondo grado è proseguito con l’udienza celebrata ieri (lunedì 27 settembre) nel palazzo di giustizia torinese, dove il procuratore generale ha chiesto per il giovane, difeso dall’avvocato Maurizio La Matina, la conferma della condanna già inflitta in primo grado e un inasprimento delle misure di sicurezza già decise nei suoi confronti dal giudice astigiano Federico Belli, che aveva disposto per l’artigiano un regime di libertà vigilata presso l’abitazione dei genitori associata a un percorso terapeutico presso il Servizio Dipendenze e il Centro di Igiene Mentale di Alba.

Nel procedimento l’avvocato albese Silvia Calzolaro rappresenta la vittima dell’aggressione, costituita parte civile, come anche i genitori e il fratello della ragazza, patrocinati dal legale astigiano Marco Calosso.

Redazione

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