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Attualità | 29 settembre 2021, 16:51

“Fumata bianca” sulla casa di riposo di Paesana: c’è una “soluzione condivisa”

Comune e CdA della Fondazione, dopo settimane di tensioni nei rapporti, trovano un accordo sulla strada da percorrere. Confermati i lavori di efficientamento energetico. Si pensa di ridimensionare l’intervento sul tetto, e quindi sulle mansarde, per lasciar spazio ad altre soluzioni

L'edificio che ospita la casa di riposo di Paesana

L'edificio che ospita la casa di riposo di Paesana

Sul futuro della casa di riposo di Paesana, dopo alcune settimane non facili, caratterizzate anche da tensione nei rapporti tra Comune e CdA della struttura, ora c’è una “soluzione condivisa”.

Una sorta di “fumata bianca”, importantissima per i tanti anziani ospiti e per i risvolti occupazionali locali, è uscita dal Municipio, a margine dell’ultimo incontro tra Amministrazione comunale tutta, CdA e tecnici.

Lo scopo della riunione era continuare quell’attenta analisi costi-benefici di tutte le varie soluzioni di intervento, per poter poi decidere, a ragion veduta, che tipo di strada intraprendere. Il Comune, nei giorni scorsi, aveva reso nota la sua posizione, dicendosi assolutamente non disponibile alla chiusura della struttura e al trasferimento degli ospiti.

Neanche durante i lavori, dal momento che c’è la possibilità, concordata con l’Asl Cn1, di adattare il grande salone refettorio a camera per ospitare gli ospiti dei locali interessati dalle opere.

Ne era seguito un nuovo incontro, sempre tra Comune e CdA. La riunione, nel giro di poco, aveva assunto toni infuocati, e si era poi conclusa con una sorta di “nulla di fatto”.

Le cronache poi conducono al 22 settembre. Quando – a poche ore dal Consiglio comunale – intorno al tavolo sono tornati a riunirsi Comune, CdA e tecnici.

A dare conto dell’esito dell’incontro è stato, durante l’assemblea municipale della stessa sera, il sindaco Emanuele Vaudano: “La riunione è andata bene. Ci siamo accordati per un progetto comune, e abbiamo chiesto ai tecnici di mettersi al lavoro per averlo entro al massimo la metà di novembre.

Se tutto andrà per il meglio, sarà un bene per gli anziani. Suddividendo i lavori all’interno della struttura, che verrebbe in un certo senso divisa a metà, riusciremmo a evitare il trasferimento e a completare il lavoro per mettere in sicurezza il fabbricato.

Poi vedremo”.

Poi vedremo. Perché, da quanto si apprende, infatti, la linea concordata con il CdA della Fondazione riguarda una prima tranche di interventi.

Confermata la volontà di portare a termine l’intervento di efficientamento energetico (l’ormai celebre “nZeb”), finanziato con i fondi del GSE, Gruppo servizi energetici. È invece in corso di definizione l’intervento da attuarsi con i 400 mila euro di contributo regionale, portato a casa dall’Amministrazione comunale di Mario Anselmo e dalla presidenza della Regione di Sergio Chiamparino.

In origine, questi fondi dovevano essere destinati all’intervento che potrebbe essere riassunto con l’innalzamento del tetto. I lavori dovevano servire ad ottemperare alle normative, e a rendere fruibili le stanze all’ultimo piano della struttura, nelle mansarde.

Ora, si pensa ad un intervento di gran lunga minore, sempre sul tetto, che porterebbe al recupero solo di qualche stanza. Così facendo, sul resto della struttura, gravata da un carico minore sull’ultimo piano, non servirebbero imponenti lavori di adeguamento sismico: la messa in sicurezza potrebbe essere meno invasiva, creando quindi meno disagi all’interno dei reparti della struttura.

Ciò significherebbe anche costi minori. E i fondi regionali in avanzo – in aggiunta a nuove risorse economiche – potrebbero essere dirottati su nuove soluzioni, tenendo per buono l’obiettivo di aumentare i posti letto della struttura.

Sulla questione è intervenuta anche la minoranza consigliare, che segue insieme al resto dell’Amministrazione gli incontri e gli evolversi della vicenda: “Abbiamo più volte ribadito – sono state le parole del capogruppo Fabio Gotteroche il punto è talmente importante che bisogna mettere a disposizione tutte le risorse mentali, le conoscenze, per pensare che dobbiamo lavorare alacremente per la soluzione migliore possibile. E che possa essere anche meno traumatica.

Siamo quotidianamente interrogati sul destino della Casa di riposo, degli ospiti, dei dipendenti.

Ma noi, a nostra volta, dipendiamo dai pareri dei tecnici.

Nell’incontro (del 22 settembre: ndr) abbiamo utilizzato la Politica con la ‘P’ maiuscola. Abbiamo fatto capire ai tecnici che stanno facendo un egregio lavoro, ma anche che qualsiasi loro decisione incide sulla vita delle persone ed è sulla base di questo che stiamo lavorando.

Lavorare anche affinchè si crei una comunità consapevole che il prezzo per le colpe non nostre lo stiamo pagando tutti. Al netto di possibili differenze di idee, contrapposizioni che ci sono state, ora si chiede di lavorare tutti sul progetto, cercando di capire che c’è uno spiraglio, ma senza illudere le persone. Con il dialogo e la trasparenza gestiremo una situazione delicata”.

Un iter che è ancora “pieno di variabili e incognite”, ha detto il sindaco. Ma il fatto che sia Comune che CdA abbiano “trovato un’intesa per viaggiare su un progetto comune” è già un qualcosa. Come ha rimarcato il vicesindaco Marco Margaria, è un “primo punto essenziale per procedere, qualunque sia la linea”.

Soprattutto alla luce dei chiari di luna che si erano creati nelle ultime settimane.

Nicolò Bertola

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