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Scuole e corsi | 29 settembre 2021, 15:46

A Chiusa di Pesio è partita la “Scuola nel Parco”: i 30 piccoli alunni arrivano da tutta la Granda

Avviate due sezioni di prima e seconda elementare che punteranno sulla didattica all'aperto. Il progetto nasce dall'accordo tra l’associazione Ri…Esco di Pianfei e l’Ente Aree Protette delle Alpi Marittime. Il presidente Giordano: “Un'idea coraggiosa di cui andiamo fieri”

Il primo giorno alla Scuola nel Parco di Chiusa di Pesio

Il primo giorno alla Scuola nel Parco di Chiusa di Pesio

Trenta bambini seduti in cerchio, all’aperto, che raccontano di sé e si conoscono, con l’aiuto di una maestra che li stimola anche a prendere le misure di ciò che sta attorno. Sono i primi alunni della “Scuola nel Parco” attivata a Chiusa di Pesio grazie all'accordo raggiunto dall’associazione Ri…Esco di Pianfei con l’Ente Aree Protette delle Alpi Marittime.

Hanno a disposizione tre aule nella sede del parco chiusana ma soprattutto faranno lezione all'aperto, sfruttando parte dell'area della Roccarina.

Per il momento sono state attivate due classi di scuola primaria. Tredici i bambini al primo anno, diciassette quelli al secondo. Molto varia la provenienza geografica: Mondovì, Chiusa Pesio, Boves, Borgo San Dalmazzo, ma anche centri più lontani, come Trinità e Savigliano. E c’è chi ha lasciato la Liguria trasferendosi nel Cuneese per permettere ai propri figli di frequentare la Scuola nel Parco, parente stretta di quell’Asilo nel bosco che Ri…Esco ha organizzato per anni a favore di bambini in età prescolare.

 “È un progetto innovativo di cui andiamo molto orgogliosi – dichiara il presidente delle Aree Protette delle Alpi Marittime, Piermario Giordano che ha partecipato alla giornata inaugurale –. La Scuola nel Parco è un caso forse non unico ma comunque d’avanguardia in Italia. È il chiaro segnale di quanto sia importante per il nostro Ente l’impegno in campo educativo. Ho capito che si poteva fare quando, lo scorso anno, ho visto docenti fare lezione in Dad sotto i portici di Cuneo e nei parchi. Questi 30 alunni avranno la possibilità di fare lezione all'aperto e di conoscere con mano il territorio in cui vivono. Un modello diverso di scuola ma riconosciuto. Un'idea coraggiosa di cui andiamo fieri”.

Le prime sei settimane di questa esperienza scolastica, incentrata sull’apprendimento all’aria aperta, a contatto con l’ambiente naturale, sono dedicate in particolare alla socializzazione e alla conoscenza del territorio. Alla Roccarina c’è un mondo da esplorare: il bosco, le radure, l’ex cava della fornace, il giardino fitoalimurgico. I bimbi scoprono ciò che li circonda attraverso giochi che sono quelli di sempre e di ogni latitudine: rincorrersi, arrampicarsi su un sasso, saltare un tronco o percorrerlo in equilibrio, costruire un riparo. Lo spirito è quello dei giochi in cortile di una volta, che si sono persi a fronte di ore trascorse davanti alla televisione o alle prese con giochi elettronici.

Alle lezioni che ognuno degli insegnanti propone (leggere e scrivere, inglese, matematica, ecc.) ogni bimbo può partecipare in piena libertà, secondo la propria predisposizione. Sarà solo al termine delle prime settimane che si passerà a giornate scolastiche più strutturate, con lezioni di gruppo sulle varie materie, seguendo una impostazione che coniuga modalità di insegnamento tradizionali con l’apprendimento che nasce dall’esperienza personale e diretta.

“Vogliamo che il bambino si senta stimolato, che impari magari con un po’ di fatica ma senza sofferenza, che sviluppi il più possibile la curiosità, la sua capacità di osservazione - spiega Stefania Lo Presti, una delle educatrici -. Rispetto a questi obiettivi, la nuova sistemazione qui al Parco ci è di grandissimo aiuto. Non solo dal punto di vista ambientale – lo spazio sia dei locali interni sia della Roccarina fuori è davvero speciale – ma anche rispetto al fatto che permette ai bambini, avendo contatti quotidiani, per quanto brevi e del tutto occasionali, con chi lavora nel Parco e con chi ci gira attorno, di vivere immersi in una realtà che non è quella del classico microcosmo scolastico”.

Il motore di Ri…Esco è Federica Biscia, ex nuotatrice con un palmares che comprende un decimo posto in semifinale alle Olimpiadi di Sidney, medaglie d’oro ai Giochi del Mediterraneo di Bari e alla Universiadi di Pechino, più di trenta titoli nazionali. Un’atleta che ancora giovanissima decide di chiudere con l’agonismo per laurearsi in Scienze dell’Educazione e aprire a Mondovì con l’amica Stefania Lo Presti l’asilo nido “Lo gnomo scalzo”.

La spinta a creare la Scuola nel Parco è partita soprattutto dai genitori dei bambini che in questi anni hanno vissuto l’esperienza dell’asilo nel bosco a Pianfei: proprio loro richiedevano sempre più insistentemente di proseguire anche in età scolare con la didattica all’aperto.

“Il nostro progetto – chiarisce Federica si ispira alle scuole attive e si basa su pratiche educative outdoor. I principi fondamentali sono l’osservazione, la sperimentazione, la verifica costante dei bisogni dei bambini. Obiettivo ultimo è il benessere generale di ciascun bambino”.    

Cristina Mazzariello

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