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Al Direttore | 01 ottobre 2021, 13:22

"A Cuneo scegliere una maggioranza come quella uscente scelta miope e antistorica"

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Mario Cravero (Sinistra Italiana Cuneo)

Foto generica

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Mentre la campagna elettorale per le Amministrative d’autunno che coinvolge diverse piccole e grandi città, Torino compresa, è prepotentemente entrata nell’ultimo miglio, nulla o meglio poco o nulla si muove ancora nelle città che la prossima primavera saranno chiamate al rinnovo delle proprie amministrazioni. A partire da Cuneo, citta capoluogo della nostra provincia interessata dal voto la prossima primavera ancora niente di concreto si materializza all’orizzonte.

Le forze politiche più rappresentative ancora tengono le carte coperte sul loro orientamento in termini di alleanze e ancora di più sulle loro proposte di candidature a sindaco/a, lasciando al momento spazio e visibilità ad annunci di liste e di candidature promosse da gruppi o singole soggettività, ma oggettivamente al momento con limitate possibilità di condizionare in modo significativo l’esito elettorale finale.

Se ancora non sono rese note le proposte del candidato/a sindaco/a può essere dovuto alla necessità di trovare le giuste persone capaci di garantire l’equilibrio politico dentro le coalizioni che parteciperanno alla competizione elettorale, meno comprensibile è il silenzio su quale progetto politico/amministrativo per la città le forze politiche che si propongono per governare intendono perseguire nella prossima legislatura.

Ora è evidente che il problema riguarda in particolare il campo progressista e della sinistra dal momento che per la destra si sa che, il principale obiettivo è quello di vincere le elezioni per intestarsi un risultato politico dal sapore “storico” nel proprio medagliere, oltre ovviamente garantirsi una quota non irrilevante di potere e di poltrone da spartirsi nella città capoluogo.

In questo scenario toccherebbe al PD uscire allo scoperto. Dire con chiarezza se veramente la coalizione con la quale ha amministrato e sostenuto il sindaco uscente è il miglior centro sinistra possibile come sostenuto dal Segretario cittadino del PD nei mesi scorsi, oppure, come noi pensiamo, servirebbe un colpo di reni, l’ambizione di lavorare per una proposta politica capace di “ricucire” il frantumato mondo progressista e di sinistra per arginare e contrastare l’oggettivo pericolo dell’affermazione di una destra sovranista, razzista, populista  e dai tratti sempre più palesi di intelligenza con la galassia neo fascista.

Certo pesano antiche e recenti divisioni politiche e programmatiche, a volte vere e proprie incompatibilità personali sedimentatesi negli anni, cosi come pesano il permanere di posizioni fortemente ideologizzate che, come troppe volte accaduto, spesso portano ad individuare il “principale nemico”, l’avversario da sconfiggere nelle forze politiche e nelle persone tendenzialmente più vicine.

Ma va assunta la consapevolezza che oggi la priorità è sconfiggere le velleità della destra e allo stesso tempo offrire alla città una proposta di governo avanzata rispetto al recente passato. Una proposta che sappia coniugare il sacrosanto diritto dei cittadini a rivendicare sicurezza e rispetto del bene pubblico con politiche serie di accoglienza ed integrazione, che presti particolare attenzione verso le persone più in difficoltà a cominciare dal farsi carico che esiste un serio problema abitativo per la cronica carenza di alloggi popolari e per l’esosità degli affitti. Se veramente si vuole che si affermi il primato della salvaguardia e della cura del territorio e delle persone a cominciare dai giovani e che non restino ridondanti parole al vento, allora bisogna cominciare a dire con onestà che la riproposizione in fotocopia dello schieramento che in questi anni ha sostenuto l’amministrazione Borgna non è una proposta né ambiziosa né tantomeno  adeguata per gestire la città nei prossimi anni.

In un nuovo contesto come l’attuale, che, anche causa la pandemia ha visto una radicalizzazione delle posizioni in campo, pensare ad una riproposizione di una maggioranza come quella uscente caratterizzatasi per essere un po’ di centro, ma anche un po’ di sinistra e di destra, quasi un unicum in Italia, è una scelta miope e antistorica.

Serve ben altro, serve una proposta politica forte, capace di tenere insieme sensibilità e punti di vista anche distanti tra di loro su singoli temi, ma che si riconoscono e condividono valori antichi e attuali comuni e siano portatori di una visione programmatica coerente con tali valori. Immaginare per Cuneo la riproposizione, anche in “progress”, di una sorta di “Ulivo” locale alla luce dei fallimenti delle esperienze passate sia nazionali che locali per qualcuno o per molti può sembrare una bestemmia, ma è fuor di dubbio che resta la formula più avanzata e vincente espressa dal mondo di sinistra e progressista nell’ultimo quarto di secolo.

Grazie,

Mario Cravero - Sinistra Italiana Cuneo

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