Politica - 03 ottobre 2021, 11:04

Elezioni Cuneo: Boselli, l’ex socialista di sinistra che vuole “rubare” spazi alla destra

Biografia politica (non autorizzata) del primo candidato sindaco che, da quasi 40 anni, calca le scene della vita amministrativa cittadina. Ora, con largo anticipo, dà fuoco alle polveri della campagna elettorale capeggiando una formazione indipendente

Giancarlo Boselli, 60 anni, è il primo candidato sindaco a dichiararsi e a scendere in campo con largo anticipo per tentare la scalata al municipio di Cuneo.

Venerdì scorso, in via Meucci, ha aperto ufficialmente la sede elettorale, ma sono settimane ormai che batte a tappeto quartieri e frazioni, incontrando categorie professionali e sindacali.

Con profonde radici familiari a sinistra, sta cercando di imporsi sulla scena politica cittadina approfittando delle incertezze delle coalizioni e delle fragilità dei partiti.

Da un lato, tagliando l’erba sotto ai piedi alla destra, facendo propri temi di questa parte politica; dall’altro, menando fendenti alla maggioranza uscente, colpevole – a suo avviso – di essersi adagiata lasciando vaste aree della città in balìa di se stesse.

È un curriculum politico intenso quello di Boselli, scandito in quasi 40 di vita politico-amministrativa cuneese.

Figlio d'arte, si può dire sia cresciuto a latte e politica, considerato che fin da bambino vedeva aggirarsi in casa sindacalisti, amministratori e parlamentari.

Il padre, Eugenio Boselli, sindacalista Cgil, era stato consigliere comunale socialista a Cuneo dal 1980 al 1985 e per anni leader della sinistra del Psi nel Cuneese oltre che storico componente del comitato di gestione dell'Ospedale Santa Croce.

Papà Eugenio era grande amico dell’ingegner Lamberto Bellani, segretario provinciale della Democrazia Cristiana, che quel comitato presiedeva e che diverrà poi potente presidente della Cassa di Risparmio di Cuneo.

“Bosellino” – così gli amici socialisti chiamavano allora Giancarlo per distinguerlo dal papà Eugenio – fa il suo esordio in Consiglio comunale a Cuneo nel 1985. Candidato nella lista socialista al posto del padre, risulta il primo degli esclusi del Psi, ma subentra quasi subito a seguito delle dimissioni di Vittorio Viglione (figlio di Aldo, presidente della Regione).

Viglione gli lascia il posto in cambio dell'appoggio della sinistra del partito al congresso provinciale socialista.

La piccola corrente della sinistra Psi, che ha come leader nazionale Riccardo Lombardi e a livello piemontese l’alessandrino Felice Borgoglio, si pone sempre come ago della bilancia negli epici scontri congressuali tra gli uomini di Aldo Viglione e i saluzzesi di Manlio Vineis e Marcello Garino.

Nel 1990 Giancarlo viene rieletto nelle fila del Psi.

Anche in questa circostanza l’assegnazione dei posti avviene in maniera salomonica: il viglioneo Piercarlo Malvolti viene designato capogruppo e Boselli jr. assessore al Personale nella giunta guidata dal sindaco Beppe Menardi.

Nel 1992 si dimette dall’esecutivo e, sull’incalzare degli scandali nazionali di Tangentopoli, lascia il Psi insieme alla sinistra lombardiana e dà vita in Comune al gruppo “Cuneo Progresso”, di cui diventa capogruppo.

Dal 1995 al 2001 si eclissa dalla politica.

Riappare nel 2002 come segretario cittadino dei Ds (Democratici di Sinistra): viene rieletto in municipio e diventa assessore alle Finanze col sindaco Alberto Valmaggia; poi, di nuovo a fianco di Valmaggia, come vice sindaco dal 2007 al 2012.

Nel frattempo, diventa anche consigliere provinciale, eletto nel collegio di Cuneo.

Interessante annotare come, nel 2011, fosse stato uno dei 5 protagonisti delle primarie cittadine del Partito Democratico, insieme ad Elio Rostagno, Gigi Garelli, Patrizia Manassero e Franca Giordano.

Come qualcuno ricorderà, quelle primarie – vinte da Garelli – determinarono una profonda frattura nella sinistra cuneese, vulnus che perdura tuttora. Boselli in quel contesto si schierò con Valmaggia che aveva lanciato la candidatura di Federico Borgna in contrasto a Gigi Garelli.

Il circolo cuneese del Pd chiese sanzioni disciplinari per Boselli, che però – se la memoria non c’inganna – si risolsero in qualche rampogna e poco più. In ogni caso, anche in questa circostanza il nostro si allontanò dal partito, salvo, qualche anno dopo, dar vita a “Laboratorio Democratico”, un piccolo palco (quasi ad uso personale) dal quale, specie alla vigilia delle amministrative 2017, sparava bordate ai dirigenti locali del suo ex partito.

L’ultima “fuitina” “Bosellino” l’ha fatta ancora nell’aprile del 2017, avvicinandosi ad Articolo Uno, il “cespuglio” fondato da Massimo D’Alema, che infatti venne a Cuneo, suo ospite.

Un percorso politico affatto noioso, quello di Boselli che adesso – raggiunta la pensione e dopo una vita vissuta nei partiti – prova a reinventarsi come “indipendente”.

Come facciamo con Boselli, altrettanto faremo con gli altri candidati sindaco – quando conosceremo i loro nomi - raccontando chi sono gli uomini (o le donne) che intendono proporsi in prima persona per il governo della città di Cuneo.

Giampaolo Testa