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Attualità | 04 ottobre 2021, 13:40

Alba, Palio degli Asini: "Sulla vittoria di Moretta tutti d’accordo". Ma la protesta dei Brichet diventa un caso

Il presidente della Giostra delle Cento Torri Luca Sensibile: "Giudizio unanime sull’assegnazione dopo la visione dei filmati. Contestazione via social sbagliata nella forma e nei contenuti"

La protesta del presidente del Borgo Moretta Bruno Silvestro dopo il momentaneo ritiro del Palio (foto Mauro Gallo)

La protesta del presidente del Borgo Moretta Bruno Silvestro dopo il momentaneo ritiro del Palio (foto Mauro Gallo)

L’assegnazione a Moretta dopo il Var? "I giudici sono stati tutti d’accordo, tanto che non sono nemmeno dovuti arrivare alla votazione". La protesta dei Brichet? "L’ho trovata sbagliata nei contenuti e poco corretta nella forma, ne parleremo".

Non si sottrae alle domande il presidente della Giostra delle Cento Torri Luca Sensibile, all’indomani di un’edizione (leggi qui) che ha visto il Palio degli Asini ritrovare il proprio pubblico e spingere sull’acceleratore volto a farne un evento che, pur nel rispetto della sua lunga tradizione, sia capace di adeguarsi sempre più alla dimensione internazionale della Fiera del Tartufo Bianco d’Alba.  

"Mi sembra che i due momenti della rievocazione e del Palio sian piaciuti – attacca Sensibile –, sia per i riscontri avuti in piazza che dalle dirette fatte attraverso i canali social della Fiera. La rappresentazione storica, organizzata di sera nello scenario di piazza Duomo, è stata senza dubbio suggestiva. Un bello spettacolo per il pubblico presente e per quello da casa, a parte un piccolo problema con la partenza della diretta (per rivederla occorre avanzare per diversi minuti dall’inizio della registrazione, ndr). Lo strumento dello streaming ci ha consentito di confezionare un vero e proprio programma televisivo, ricco di contributi e di immagini dal grande impatto, con la possibilità di rivederlo e che rimarrà anche come documentazione storica dell’evento. Identico discorso per la corsa, con l’aggiunta degli 'highlights' e di immagini dall’alto veramente suggestive, mentre la doppia cronaca, affidata dal vivo a Marcello Pasquero e Alessia Alloesio e in streaming ad Andrea Vico e Davide Cestari, evita sovrapposizioni. Ieri la corsa è stata seguita da 300 persone collegate e mi sembra un buon risultato. Anche da qui l’immagine scelta quest’anno come manifesto della corsa, con l’asino stilizzato sullo sfondo di un monoscopio, a rappresentare un Palio che, pur rimanendo sempre ben saldo alle sue tradizioni. diventa innovativo e digitalizzato, al passo con l’evoluzione della Fiera".


A qualcuno questa svolta non è piaciuta. Con un post pubblicato poche ore prima della manifestazione il Borgo dei Brichet ha voluto protestare per i limiti posti alla presenza dei figuranti sul campo della rappresentazione e del Palio, decidendo di non portarli per protesta alle rappresentazioni di ieri.   


"L’ho trovato un comportamento poco corretto innanzitutto nella forma. Ne avevamo parlato settimane addietro, quel testo mi era già stato sottoposto mesi fa e non mi è sembrato opportuno pubblicarlo sui social poche ore prima della manifestazione. Gli altri presidenti coi quali ho avuto modo di parlare ieri condividevano questa valutazione e alcuni suggerivano anche che, se protesta doveva essere, lo dovesse essere fino in fondo, che insomma Brichet non dovesse prendere parte alla corsa. Abbiamo scelto una linea morbida, in proposito, ma appena possibile scriverò una lettera a tutti i Borghi e ne discuteremo insieme. Trovo giusto andare a fondo della questione".


E per quanto riguarda il merito? Il rilievo è quello di una manifestazione che avrebbe perso il proprio carattere cittadino per diventare una rappresentazione sempre di più a favor di turista.  

"Le limitazioni alla partecipazione dei volontari erano collegate alla necessità del distanziamento, ancora presente. Ma nei due momenti di sabato e domenica tutti i Borghi hanno avuto la possibilità di portare sul campo sino a un centinaio di volontari: 40 in scena la sera del sabato; altri 25 in costume nei posti riservati sulle tribune di piazza Rossetti, dove proprio le regole sul distanziamento ci hanno costretti a saltare due posti per ogni biglietto venduto od omaggiato; altri 20, 25 o 30, a seconda del Borgo, per chi ieri ha portato i propri sbandieratori a esibirsi tra le batterie e la finale.  Quindi parliamo di una contingenza, al di là della quale va detto che la Giostra e il Palio sono un’espressione della città, non possono esserne aliene, anche quando questa organizza eventi che guardano anche ai turisti. Non è una novità, questa. Va però sottolineato che nessuno ci ha mai imposto nulla. Se vogliamo organizzare un Palio a San Cassiano, seguito da una 'merenda sinoira' tra noi, lo si discute e si mette ai voti. Negli anni ci sono state discussioni, ma su queste decisioni siamo sempre arrivati al punto senza doverci quasi mai contare. Peraltro nella Giostra hanno diritto di voto i nove Borghi e il Gruppo Sbandieratori, il sottoscritto nemmeno vota. Quello che mi ha fatto male è stato vedermi accusato di non averci 'messo il cuore', in questo incarico e in queste decisioni: non me l’ha ordinato il medico e non prendo alcun compenso per farlo".


Le contestazioni sulla finale e il Palio assegnato a Moretta?
"E’ volata qualche parola, ma mi pare che sia tutto rientrato dopo la decisione della giuria tecnica. I 18 giudici che la compongono non sono nemmeno dovuti arrivare a una votazione. Daniele Marcianti, il fantino della Moretta arrivato primo sul traguardo, aveva condotto la finale in testa dall’inizio alla fine, tranne un breve momento in cui era stato sorpassato dal fantino delle Rane, che poi però è immediatamente caduto. L’altro asino della Moretta si è fermato in due momenti, col fantino a dorso. Il regolamento del Palio però non dice che questa sia un’irregolarità, a meno che l’ostruzione non sia chiaramente intenzionale. E questa ipotesi è stata avanzata e sostenuta per il secondo momento. Ecco, i giudici sono stati d’accordo nel punire quell’intenzionalità con la squalifica del fantino, senza che si dovesse arrivare a un’eventuale revoca del Palio e nemmeno a una squalifica del Borgo per l’edizione successiva, come era accaduto in passato per i Patin. E’ stata una decisione chiara, condivisa da tutti. Se poi vogliamo mettere mano al regolamento per mettere qualche ulteriore puntino sulle 'i' abbiamo un anno di tempo per farlo, detto che nella goliardia del Palio rientrano anche questi atteggiamenti. Questa è stata la conclusione dei giudici, di fronte alla quale gli animi si sono immediatamente calmati".

Ezio Massucco

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