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Scuole e corsi | 05 ottobre 2021, 11:26

“Finchè siamo in democrazia continuerò a protestare”: il prof Matteo Barale davanti al liceo Pellico Peano di Cuneo

Il docente dell'Istituto Geometri contro il Green Pass che definisce “ricatto sociale”. Con lui una quindicina di colleghi. Il 1° settembre ha sporto denuncia per non essere stato fatto entrare a scuola; la denuncia è stata raccolta dai carabinieri e trasmessa in Procura

“Finchè siamo in democrazia continuerò a protestare”: il prof Matteo Barale davanti al liceo Pellico Peano di Cuneo

 

Continua la protesta del prof Matteo Barale contro il green pass, da lui definito “ricatto sociale”. Il docente dell'Istituto Geometri di Cuneo questa mattina, martedì 5 ottobre, era davanti al liceo Pellico Peano del capoluogo insieme a una quindicina di colleghi.

“Finchè siamo in democrazia continuerò a protestare”, ci ha detto Barale.

La sua è una battaglia di libertà. Lo spiega con una lettera appesa al muro che ha già consegnato ai suoi studenti.

Ecco alcuni passaggi: “Il lasciapassare è una discriminazione, un ricatto sociale per far parte di un sistema che non ci appartiene, rappresenta il declino della società e una sottomissione ad una sorta di regime. Io sono sospeso, non mi è stato permesso di lavorare. Potrei fare il tampone, cioè pagare il gettone di presenza diventando complice dei principi per cui tante persone com mio padre hanno combattuto. Vi pare logico? Riflettete”. E chiude con un invito ai ragazzi a “non accettare ricatti e a difendere la Costituzione”.

Matteo Barale, insegnante Tecnico Pratico di Topografia e Costruzioni da 33 anni (di cui di cui 8 a Savigliano e 25 a Cuneo) è attualmente sospeso e resterà senza stipendio almeno fino al 31 dicembre 2021, data in cui dovrebbe scadere lo stato di emergenza. Il 1° settembre ha sporto denuncia per non essere stato fatto entrare a scuola, rifacendosi al regolamento europeo che garantisce il principio di non discriminazione di coloro che non sono vaccinati. La denuncia è stata raccolta dai carabinieri e trasmessa in Procura.

Cristina Mazzariello

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