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Politica | 06 ottobre 2021, 14:28

Elezioni 2022 a Borgo San Dalmazzo: Piermario Giordano sta lavorando a un programma innovativo e pensa a un sindaco donna

Il consigliere di minoranza e presidente delle Aree Protette Alpi Marittime: “Voglio bene alla mia città e ne stiamo parlando da tempo. Prima però si deve pensare al programma e poi penseremo al sindaco”

Piermario Giordano

Piermario Giordano

 

“Anzitutto mi occupo del Parco, ma sto lavorando ad un programma innovativo per il futuro della città di Borgo San Dalmazzo con alcuni amici”. Lo dichiara Piermario Giordano, consigliere di minoranza nel gruppo 'Borgo 3.0' e nominato a fine dicembre 2020 presidente delle Aree Protette Alpi Marittime.

Proprio questa carica gli impedisce di potersi candidare come sindaco, come fece invece nel 2012 (nel 2017 sostenne la candidatura di Fulvio Molinengo, ndr). Ma non si tira indietro quando gli chiediamo se qualcosa si muove sulle elezioni comunali del 2022 a Borgo San Dalmazzo: “Voglio bene alla mia città e ne stiamo parlando da tempo. Prima però si deve pensare al programma e poi penseremo al sindaco”.

Chi sono gli amici con cui si sta progettando una candidatura?

“Io faccio parte del gruppo 'Borgo 3.0', ma ho molti altri amici. Non mi sbilancio, ma non sarebbe male trovare un candidato sindaco donna”.

L'idea di programma l'aveva affidata all'ultimo notiziario comunale. Ne pubblichiamo alcuni passaggi: “Ci sarà bisogno di amministratori lungimiranti con un progetto che non guardi solo alla semplice ordinaria amministrazione ma valuti con  attenzione le prospettive del nostro territorio. Borgo San Dalmazzo si trova al centro di tre valli, Stura, Gesso e Vermenagna, due valichi di frontiera, alle porte del Parco Regionale più importante del Piemonte. Un’invidiabile posizione che ci pone al centro di un progetto turistico unico. Un illuminato Sindaco della Valle Gesso in una riunione pubblica ci diceva “ Borgo deve  fare Borgo”. Con queste parole sembrava quasi che ci lanciasse un guanto di sfida perché da una parte sottolineava l’importanza strategica della nostra città dall’altra criticava anni di amministrazione ordinaria, quella che io chiamo “politica del tombino” che non guarda al di là di un semplice asfalto obsoleto o di un tombino da cambiare. Perché Borgo faccia Borgo bisogna irealizzare un progetto turistico che coinvolga le tre valli e i loro 17 comuni, che porti economia e sviluppo. La prossima programmazione europea dal 2022 al 2027 ci costringe a presentare progetti che coinvolgano territori omogenei ma di vasta entità territoriale. Perché Borgo faccia Borgo dobbiamo essere capofila di un programma turistico che guardi al di là della frontiera  coinvolgendo anche i nostri cugini francesi.
Finiamola con la desolante chiusura delle vetrine. Andiamo al di là  di un si od un no, andiamo oltre ad una strada più o meno asfaltata, la politica del tombino non porta a nulla. Siamo coraggiosi e fantasiosi, Borgo merita di più”.

Cristina Mazzariello

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