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Cuneo e valli | 08 ottobre 2021, 11:28

Il problema della "Blue Tongue" e i sacrifici per raggiungere gli alpeggi francesi

I malgari piemontesi lamentano i costi di vaccini ed esami per il bestiame, che gravano tutti sulle loro spalle

Il problema della "Blue Tongue" e i sacrifici per raggiungere gli alpeggi francesi

Alcuni malgari, che verso i mesi di maggio e giugno monticano verso gli alpeggi francesi con il loro bestiame, lamentano i costi e sacrifici per “togliere”, nel vero senso della parola, questi animali dal territorio piemontese.

L’Italia abbonda di pascoli, ma sono tutti occupati e, per questi 2000/3000 animali, di posto non ce n’è. Si devono così recare sul confine francese e quella che a prima vista può sembrare una situazione idilliaca in realtà significa anche duro lavoro.

Lo spostamento, il vivere laggiù per mesi, l’occuparsi del bestiame, è un vero e proprio dispendio di tempo.

A tutto ciò, anni fa, si è aggiunto il problema della Blue Tongue: malattia infettiva non contagiosa, trasmessa da insetti vettori ematofagi, che colpisce, in modo particolare, i bovini e gli ovini.

Per beneficiare degli alpeggi francesi è dunque necessario che gli animali siano tutti vaccinati, anno per anno.  

La situazione è stata evidenziata da un malgaro che, da anni, fa questa vita. "Quest’anno giunge la notizia, circa quindici giorni prima della partenza, che il vaccino “BTV1”, che di solito si somministrava al bestiame, non è più in commercio. L’unica soluzione è quella di effettuare dei prelievi di sangue ad ogni animale, in modo da poter vedere se siano contagiati o meno. Tutto ciò nei tempi previsti dalla legge, per altro impossibili da rispettare.

Il costo per ogni prelievo è di circa 9/10 euro l’uno: una cifra importante, vista la grandezza della mandria. Ovviamente tutta a carico dei malgari.

Per quanto riguarda il ritorno in Italia, mi viene riferito che non dovrebbero esserci problemi e che si effettuerà al bestiame il vaccino “BTV8”. A settembre, però, sembra essere scomparso.

Si decide quindi di procedere con altri prelievi di sangue, ma solamente agli animali che non hanno mai completato un ciclo di vaccinazioni con il “BTV8”. Nel mentre, giunge la notizia che da li a pochi giorni il vaccino sarebbe tornato in circolazione: ciò prevede dunque, oltre all’effettuazione di prelievi agli animali più giovani entro i primi tre giorni dall’arrivo in Francia, anche la vaccinazione di quest’ultimi con il “BTV8”.

Più volte hanno cercato di domandare a coloro che stanno in alto CHI avrebbe poi pagato questo prezzo, ricevendosi però la solita risposta “Adesso vediamo come fare”.

Non hanno scopi economici, questi animali non sono né vendite né acquisti, semplice transumanza. Eppure i costi gravano solo sulle loro spalle. Non possono ricevere nessun contributo economico e sopratutto, nessuno si è mobilitato o si sta mobilitando per risolvere la situazione.

I malgari lamentano questa penalizzazione nei loro confronti, perché al posto di essere “ringraziati” per il lavoro che svolgono, devono pagare cifre esorbitanti.

La loro è una richiesta semplice: poter monticare il bestiame senza dover spendere incessantemente soldi, senza ricevere contributi".

Redazione

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