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Attualità | 09 ottobre 2021, 18:36

Il Piemonte ha il servizio ferroviario regionale ancora ridotto all'85% delle corse pre-Covid. E' l'unica regione in Italia

A scriverci i pendolari riuniti nel Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile. In Granda soppressioni e cancellazioni

Il Piemonte ha il servizio ferroviario regionale ancora ridotto all'85% delle corse pre-Covid. E' l'unica regione in Italia

I pendolari del Piemonte, riuniti nel Coordinamento Mobilità Integrata e Sostenibile scrivono alla Regione e a Trenitalia per chiedere il ripristino del servizio come pre-Covid "per garantire alle persone, soprattutto quelle residenti in territori marginali, il diritto alla mobilità e la restituzione di un servizio pubblico degno di questo nome".

Evidenziano infatti come il Piemonte sia "l’unica regione, a livello nazionale, ad avere un SFR ancora con servizio ridotto all’85% delle corse pre-covid". 

Quali sono i problemi per le linee della Granda?

Torino Cuneo Ventimiglia: - Soppressione prima corsa del mattino 4.12 per Torino e ultima corsa serale Torino Cuneo h 23.25

-Fossano Limone: servizio ridotto, in particolare nei festivi, con ultima corsa da Cuneo per Limone ore15.50!! –servizio inadeguato alla località turistica.

-Cuneo Ventimiglia: solo 2 corse coprono l’intera tratta, ove si necessita di almeno 6/8 coppie treni giorno

-Soppressione totale dei treni sulla Saluzzo –Savigliano e Bra –Cavallermaggiore, con attivazione di inadeguato servizio bus sostitutivo

-Mancata riattivazione: Cuneo – Saluzzo; Cuneo – Mondovì

Il Comitato chiede "la stesura di progetti per l’implementazione del servizio regionale che comprenda anche la previsione della riattivazione delle tratte attualmente sospese in modo da ricreare quella rete di collegamenti interni regionali esistente fino a qualche decennio di anni fa;

-la creazione di indirizzi ben precisi, e rispondenti ai parametri dettati dall’Europa, per favorire la transizione ecologica, ormai non più procrastinabile, al fine di rendere il Piemonte all’avanguardia nel settore dell’economia “verde”che rappresenta una straordinaria opportunità per l’economia, con la creazione di nuove figure professionali e lo sviluppo dimodelli di business non ancora sperimentati.

Ci chiediamo il motivo per cui il Piemonte non debba approfittare, a nostro parere non può permetterselo, delle risorse straordinarie messe a disposizione dai piani Europei e Nazionali per progettare il futuro. Visto che le infrastrutture rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo economico e sociale dei territori, appurata la necessità di fermare il consumo del suolo, investiamo in quelle che impattano meno con l’ambiente. La ferrovia in questo è sicuramente la capostipite.

Attualmente il servizio ferroviario sconta parecchie problematiche che abbiamo più volte segnalato nei mesi scorsi, a partire da settembre 2020, senza che alcun intervento risolutivo sia stato attuato, causando ancora oggi disservizi e l’impossibilità di utilizzare la mobilità su ferro in molte fasce orarie pendolari feriali, situazione che peggiora sensibilmente nei fine settimana, con ad esempio alcune località turistiche totalmente isolate (vedi Acqui Terme, Casale Monferrato, Limone Piemonte, ecc.)

Valela pena rimarcare che il servizio in vigore oggi è lo stesso in vigore al 15/08/2020, ma da allora la mobilità è incrementata, anche con parametri a due cifre, senza che questo abbia comportato il benché minimo intervento di potenziamento.

Situazione unica in Italia!! Nessuna regione vede un servizio ferroviario versare in tali condizioni di abbandono.

Si richiede al contempo la fissazione di un incontro congiunto con l’Assessorato ai Trasporti della Regione Piemonte e l’Agenzia della Mobilità Piemontese, per la costruzione partecipata della programmazione del TPL piemontese e delle linee di attuazione del prossimo contratto di servizio SFR, in definizione.

Barbara Simonelli

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